Rugby Seven: l’Italia chiude sesta a Mosca

Segnali positivi per gli azzurri, che però pagano ancora i piccoli errori e l’impossibilità di giocare e allenarsi ad alto livello con continuità.

Non riesce a risalire fino al podio la classifica l’Italia, chiude al sesto posto a Mosca che vale il settimo posto nella classifica finale, ben lontana dal podio. Questo nonostante alcune buone prestazioni sia ieri (Germania e Lituania, finalista oggi, ndr.) sia oggi. Ora per gli azzurri il prossimo obiettivo è il torneo di qualificazione per i Mondiali 2022.

Partenza razzo della Spagna che dopo aver recuperato l’ovale con un tenuto azzurro si invola e arriva fino in fondo per il 5-0 dopo neanche un minuto di gioco. L’Italia fa tanto possesso, ma nella propria metà campo e non riesce a sfondare, soffrendo tantissimo la difesa iberica. E, così, persa la palla al 5’ arriva la seconda meta spagnola per il 12-0. Spreca la chance di riaprirla l’Italia a fine primo tempo con una touche storta e viene punita con la terza meta che vale il 17-0 con cui si va al riposo. Non cambiano le cose a inizio ripresa, con gli azzurri che subiscono subito la quarta meta della Spagna. Ha alzato bandiera bianca la squadra di Vilk e la Spagna può dilagare con un’altra meta per il 31-0. E prima del fischio finale gli iberici allungano fino al 36-7, meta finale di Del Bono, con cui si chiude la partita. Continua a leggere su OA Sport.

2 commenti su “Rugby Seven: l’Italia chiude sesta a Mosca

  1. Ducci scusami ma sesti su 8 partecipanti alla tappa del tour e settimi su 8 nella classifica finale sarebbero segnali positivi?

    Nel 2019 finirono quinti su 12, partecipavano Inghilterra, francia, galles, ed Irlanda ed i toni erano ben differenti sui risultati.

    Poi possiamo discutere come sempre se il sevens debba o meno essere una priorita’ pero’ non si possono definire segnali positivi risultati come un sesto posto ad un torneo ed un settimo posto in classifica generale quando i partecipanti sono 8,

  2. Eddai Duccio: segnali positivi, de che? Ah, sì: non c’è più Gavazzi e c’è Innocenti. Con la pellagra ovale che ci siamo tanto impegnati a raggiungere, o lasciamo perdere o puntiamo davvero sul 7s facendo giocare il meglio che abbiamo a XV. Vuol dire sostanziosi contratti e una struttura professionale, con buona pace del XV “alto livello” de noartri. Gli irlandesi hanno fatto bingo usando gli scarti delle accademie (dei club) e spendendo pochissimo, sotto le grandi ali di Nucifora ma con una struttura ad hoc. Beati loro che hanno ragazzotti senza contratto a XV di quella qualità, a noi l’unica strada che resta per arrivarci in tempo per la prossima olimpiade è spostare sul 7s il meglio della asfittica melonaia. Ci interessa? Se non ci interessa, meglio lasciar perdere e però smettiamo di raccontarci le favole.

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