Italrugby: un’estate tra tour annullati, nuovi ct e l’orologio che ticchetta

Le ultime ore sono state convulse per il rugby azzurro, con i test match in Nuova Zelanda cancellati. E Franco Smith è a un passo dall’addio.

Niente test match estivi per l’Italia. La notizia, che era nell’aria da tempo, è stata ufficializzata ieri dalla Fir, che ha annunciato la cancellazione del tour in Nuova Zelanda a causa dei problemi legati alla quarantena cui si sarebbero dovuti sottoporre gli azzurri. Una decisione che sicuramente fa discutere, soprattutto perché a differenza di altre nazionali, non si è organizzato un calendario alternativo, magari giocando in Italia. Ma una decisione che arriva, forse, nel momento migliore, visto che tutta la nazionale italiana si appresta a vivere un momento di svolta.

L’esperienza di Franco Smith sulla panchina azzurra appare ormai al capolinea. La nuova dirigenza ha deciso di cambiare marcia e affidare le redini dell’Italia a Kieran Crowley, in uscita a giugno dalla Benetton Treviso. Anche questa una scelta che farà discutere, perché se è vero che con il tecnico neozelandese i biancoverdi hanno ottenuto i loro migliori risultati in Pro 14, ma è altrettanto vero che da due anni la Benetton ha sofferto più del dovuto. Ora Crowley, in passato sulla panchina del Canada, dovrà dimostrare di poter guidare l’Italia.

Con lui non dovrebbe esserci Ciccio De Carli, che chiuderà dunque la sua lunga parentesi alla guida della mischia azzurra. Al suo posto, dalle Zebre, in arrivo Andrea Moretti, che sarà chiamato a ridare vigore a un pack che per anni è stato il punto di forza dell’Italia, ma che negli ultimi anni ha sofferto moltissimo. Sembrano, invece, confermati Alessandro Troncon e Marius Goosen, con dunque una rivoluzione a metà sulla panchina azzurra. Anche qui, forse, serviva più coraggio e dare a Crowley carta bianca per cambiare tutto dopo anni di sofferenza, ma speriamo che il tecnico trovi la chiave giusta per rilanciare la nazionale.

Quel che è certo è che la situazione del rugby italiano è tutta in divenire – dalla questione Zebre a quella del ct azzurro, passando per i ruoli dirigenziali in Fir ancora tutti in stand by, fino alla possibile riforma del campionato – e su Marzio Innocenti sono puntati gli occhi di tutti. Il periodo non è dei migliori e resettare tutto dopo gli otto anni di Gavazzi non è facile, ma sicuramente da qui a fine anno servirà un’accelerata per un movimento che da troppo tempo è fermo al palo.

8 commenti su “Italrugby: un’estate tra tour annullati, nuovi ct e l’orologio che ticchetta

  1. Io capisco che fare tante cose in poco tempo – specie in Italia – sia una mezza utopia, ma, sinceramente, qui ci sono due note di estrema delusione verso la (nuova?) Federazione – punto di vista squisitamente personale ovviamente.
    Se si vuole cambiare staff della nazionale si abbia il coraggio di farlo in toto (magicamente era Smith il problema?), a maggior ragione se si decide di farlo in corsa, e per una volta dando la possibilità al capo allenatore di scegliersi gli assistenti.
    Anche se pare chiaro che il mantra di Innocenti per ora sia “cambiare spendendo il meno possibile”, quindi convinto Crowley andiamo avanti con quello che c’è in casa, anche se palesemente non all’altezza (di cosa poi? del nostro movimento disastrato – allora ci siamo – o dei concorrenti – allora manco proviamoci).
    Sui Test Match per me rasentiamo il ridicolo. Al di là di non pensare ad un’alternativa – bella prova di professionalità, nel caso fosse davvero successo questo, ma come spesso accade non ci è dato saperlo, manco la Fir fosse la CIA – stare senza giocare per me è una mezza follia. E tra Giappone, Argentina, Romania, Spagna e Russia avversari per 2 partite li si trovano, calendario WR alla mano.
    Ma no, noi puntiamo direttamente agli All Blacks a novembre, con tanto di allenatore nuovo. Li facciamo neri. Speriamo piova.

  2. Sì infatti, anche io credo che, soprattutto se stiamo cambiando CT, dei test matches sarebbero stati piu che opportuni soprattutto contro tier2 .
    Non essere stati in grado di proporli non depone proprio benissimo, a mio modesto giudizio . Chi sarà il referente fir a world rugby che se ne occupa?

  3. Penso che sui TM si debba fare un passo indeitro e capire un po’ la situazione d’insieme non solo specifica dell’Italia.

    WR e le unions interesstae han tutti provato a mantenre gli impegni presi finche’ possibile’ Alcuni tour son saltati prima di altri davanti a chiare difficolta’ dettate dalla pandemia e dalle chiare difficolta’ che questa impone, inclusa l’incertezza della fattibilita’ o meno di un tour.

    Per me la vera colpa sta in wR, si doveva decidere a priori una data in cui i tour venivano confermati o meno, una data che avrebbe permesso di mettere mano tutti insieme al calendario in caso e trovare nuove soluzioni che coinvolgessero tutti. WR invece se n’e’ abbastanza lavata le mani, ed ha lasciato le unions libere di fare un po’ come cavolo gli pare…insomma e’ mancata la coordinazione di WR che di solito invece c’e’.

    1. Stefo, vedi che da te mi aspetto più di due parole sul ritiro di Bent.
      Uno dei nomi a cui sono legate alcune delle migliori conversazioni del “vecchio” Onrugby, nonchè tuo grande idolo in maglia Leinster. Immagino tu ne sia devastato 😀
      (intanto @mal si può godere il ritorno di Zebo)

      1. Guarda sono onesto nelle ultime 3-4 stagioni niente da ridire, certo ci si e’ dovuto lavorare 4-5 anni per portarlo ad essere un pilone decente in mischia chiusa ma do atto a lui di aver lavorato sempre con umilta’ e determinazione, allo staff dell’Accademia (i primi due anni lavorava con loro manco con la prima squadra in allenamento per capire dov’era come scrummager) e prima squadra per aver trasformato il brutto anatroccolo in un cigno di media bellezza…per il ProCiofeca perche’ in HC non lo abbiamo quasi mai rischiato.

          1. Gioco’ una manciata di aprtite letteralmente appena arrivato grazie ad una serie di infortuni nel ruolo che avevano lasciato l’irlanda completamente scoperta. Poi se non ricordo male ando’ alla Tbilisi Cup con i Wolfhounds o Emerging squad, poi mai piu’ chiamato.

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