Zebre: Checchinato nominato A.D., Presidente Michele Dalai

Il consiglio d’amministrazione della franchigia federale ha annunciato importanti novità a livello societario dopo l’addio di Dalledonne. Ma appare una situazione in evoluzione.

Doveva diventare presidente delle Zebre nel 2015, poi gli venne preferito Gianluca Romanini. Sei anni dopo, però, ecco che Carlo Checchinato entra nella franchigia federale. Il CdA dei bianconeri, infatti, lo ha nominato Amministratore Delegato. Una scelta che sicuramente sorprenderà molti, visto che Checchinato è da tempo uno dei dirigenti federali al centro di maggiori critiche da quell’opposizione che faceva capo a Marzio Innocenti. Ma evidentemente la situazione contrattuale all’interno della Fir impedisce rivoluzioni copernicane e il nuovo governo federale deve usare il metodo Cencelli, mantenendo gli status quo, o variandoli semplicemente spostando alcune pedine.

Ma Carlo Checchinato non è l’unica nomina. Con lui, infatti, entrano nella società Michele Dalai, imprenditore e scrittore, e Franco Tonni, vecchia conoscenza nel Pro 14, anche se ai tempi degli Aironi. Nomine che, a guardarle dall’esterno, appaiono come scelte in divenire, con il futuro delle Zebre che è ancora tutto da scrivere. Ricordiamo, infatti, che ancora è in forse il ruolo di Andrea De Rossi per la prossima stagione, mentre dall’estero sono tante le sirene di primo livello che potrebbero attirare Michael Bradley e sicuramente il tecnico vorrà certezze sportive e societarie prima di rifiutarle.

La FIR, nel ringraziare Dalledonne per il lavoro svolto nel corso del proprio mandato, ha ribadito l’impegno a proseguire nello sviluppo sportivo, organizzativo e commerciale della Società, aspetto quest’ultimo essenziale per garantire la piena sostenibilità della franchigia attraverso il reperimento di nuove risorse economiche a supporto degli stanziamenti federali.  L’Assemblea ha nominato il nuovo Consiglio d’Amministrazione, conferendo il ruolo di Amministratore Delegato a Carlo Checchinato e nominando membri del CDA Michele Dalai e Franco Tonni.  Il Consiglio d’Amministrazione ha successivamente proceduto alla nomina del dott. Michele Dalai quale Presidente di Zebre Rugby Club. 

Marzio Innocenti, Presidente della FIR, ha dichiarato: “Le Zebre Rugby Club sono un patrimonio del movimento e a pochi giorni dalla scomparsa del loro fondatore, Marco Bollesan, è entusiasmante per FIR poterle indirizzare verso il futuro che tutti noi auspichiamo per la franchigia federale. Parma e la sua Cittadella del Rugby sono un prezioso strumento costruito per tutto il rugby italiano dal nostro Presidente Onorario Giancarlo Dondi, che proseguirà nella direzione della struttura per conto di FIR, e devono continuare ad essere la casa della nostra Federazione.  E’ nostro dovere creare le condizioni necessarie a coinvolgere pubblico, Club, istituzioni e aziende del territorio non per sostituire, ma per affiancare virtuosamente la gestione federale e contribuire attivamente allo sviluppo del nostro sport.

Siamo certi che un uomo di relazioni e di comunicazione come Michele Dalai sia la figura più adeguata a rappresentare la franchigia federale delle Zebre Rugby Club lungo questo percorso. Carlo Checchinato, in veste di Amministratore Delegato, garantirà il doveroso controllo amministrativo da parte della Federazione e potrà contribuire ad applicare a Zebre Rugby Club le competenze che ha maturato negli anni sia in ambito gestionale che commerciale, muovendo un nuovo passo avanti nel proprio cammino professionale e supportando la franchigia federale nella crescita che siamo intenzionati a garantire ad una nostra property tanto strategica” ha aggiunto il Presidente federale.

Foto: Massimiliano Carnabuci/LPS

4 commenti su “Zebre: Checchinato nominato A.D., Presidente Michele Dalai

  1. Se doveva usare il metodo Cencelli almeno non mettiamolo proprio al vertice. Avrei capito più Tonni forse. Certo che sarebbe da ringraziare anche chi ha fatto sti bei contratti alla ‘come mi sveglo stamattina’ che a quanto pare non si possono rompere manco fossero scritti col sangue di William Webb Ellis.
    Se sono scelte “in divenire” non so quanto possano tranquillizzare e convincere Bradley. Speriamo bene per le Zebre, altrimenti la pulce nell’orecchio di come andrà a finire l’abbiamo già messa.

  2. Ciao Duccio spero accetterai questo post provocatorio.

    Checchinato-metodo Cencelli: ok, va bene, e chissa’ che contratto blindato ha a questo punto ma magari lo si poteva mettere in un posto meno importante che AD di una delle due franchigie! Con tutti i comitati in WR, EPCR, PRO 14 ce n’erano di posizioni dove poteva fare meno danni. Invece una bella promozione di fatto.

    Ed ora dove so che non sarai contento: Dalai! Ora se non ricordo male era a capo di una cordata di imprenditori pronti a rilevare le zebre un 2-3 anni fa (ora non ricrdo l’anno). La cosa non ando’ a buon fine ovviamente, lasciamo stare i perche’ ed i per come. Oggi gli viene data la presidenza a costo zero.
    A meno che non ci sia sotto una trattativa con cui Dalai rilevera’ le Zebre rendendole private ed alleggerendo il costo per la Fir uno non puo’ che fare strani pensieri guardando al fatto che dalai era il promotore del XVI uomo che ha appocciato Innocenti alle elezioni.

  3. il “spaccherò il mondo” nel proclama si è rivelato, come si prevedeva, un bello slogan o poco più. Il coraggio di fare scelte difficili ed a volte impopolari all’inizio, manca completamente all’italica gente.Come manca il coraggio di fare un passo indietro per tanti personaggi che gravitano in FIR. Solo colpa dei troppi cachet generosi che venivano distribuiti dalla vecchia gestione? Qualcuno si è mai preso la briga di guardare un bilancio FIR? A questo punto tanto di cappello all’ex presidente Dalledonne!

  4. A me tutto ‘sto gran successo della gestione Zebre risulta alquanto opinabile: a parte il Comune di Parma tramite comitati vari (e sarebbe ora che si rispettasse la legge in modo sostanziale, evitando escamotage per dare soldi delle tasse allo sport professionistico) mi pare di aver visto giusto un paio di “nuovi” sponsor presidenziali, da partita di giro con i premi di formazione e permit vari. Un partner parmense c’era, e di peso (errea, sponsor tecnico), mollato per Macron nell’ambito degli accordi delle nazionali. Ah, errea nel frattempo ha vestito pure il Benetton, pensa te. Quanto ai conti, li facessero vedere a qualcuno e si potrà averne una idea. Gestire una società senza uno straccio di CdA e con un unico revisore, con un socio unico che poi ripiana: non mi sembra un’impresa manageriale per cui scomodare il fantasma di Enrico Mattei. Ma posso sbagliarmi, visto che ne so niente come più o meno tutti gli italiani tranne tre. Quanto alle nomine di cui al post, per me Innocenti potrebbe mandare il generale Figliuolo e sarei incazzato comunque e a prescindere. Abbiamo buttato nel cesso dieci anni e cento e passa milioni a fare il pungiball in un campionato che se lo fila nessuno col bel risultato di ridurre la nazionale a un livello ormai più penoso che imbarazzante, e stiamo ancora qui a discutere se sia meglio Bottura o Ducasse per cucinare la merla che ne è avanzata. Rivoltare come un calzino FIR e rugby italiano non è un pranzo di gala, per cui vado in modalità pazienza&fiducia. Però, però, perfido aleggia il timore di scoprire che si scriva “cambiamento” e si legga “ammuina”.

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