Zebre: Perché Innocenti deve scommettere (ancora) su Parma

Le polemiche attorno al possibile spostamento a Padova stanno montando, ma l’ipotesi appare ancora lontana.

Con l’addio di Andrea Delledonne è cresciuta l’idea sui social che le Zebre diranno a breve addio a Parma e si sposteranno a Padova. In campagna elettorale e dopo il voto, effettivamente, il neopresidente Marzio Innocenti ha spesso parlato dell’ipotesi Banzato, ma – appunto – ha parlato di ipotesi. Che potrebbe diventare realtà, ma il mio piccolo consiglio alla FIR è quello di scommettere ancora su Parma.

I motivi sono semplici. Il primo, più banale e di bassa lega, è quello di non fare da sponda alle polemiche, con lo spostamento della franchigia federale nella città adottiva del nuovo numero 1 Fir. Poco importerebbe, a quel punto, l’apporto economico che può dare il Petrarca Padova, né i problemi di trovare imprenditori intenzionati ad aiutare le Zebre a Parma. Si riproporrebbe la stessa situazione vissuta in passato con Alfredo Gavazzi e con i rumors di uno spostamento della squadra a Calvisano. Insomma, da un punto di vista politico restare a Parma è la scelta vincente.

Poi c’è un motivo più “interessante”. L’ipotesi Padova è sul tavolo da tempo e, volendo, avrebbe potuta prenderla anche il vecchio consiglio federale guidato da Alfredo Gavazzi. Vendere le Zebre a Banzato è oggettivamente la scelta più semplice. Da un lato si tagliano i costi per la Fir, dall’altro si mette sulle spalle dell’imprenditore padovano l’onere di costruire una squadra competitiva da un punto di vista sportivo, ma anche economico. Se, invece, Innocenti scommetterà ancora su Parma, allora il presidente federale potrà dare un segnale ancora più forte a tutto il movimento. Cambiare gli uomini, scegliere una dirigenza nuova, ma sempre legata alla Fir e non a un imprenditore privato, sarebbe una scommessa pericolosa, ma potrebbe essere vincente. Se le Zebre dovessero cambiare passo – in campo, ma soprattutto fuori – nei prossimi anni sarebbe un successo personale di Innocenti e dell’attuale Fir.

Parma è una scelta territorialmente decisamente migliore rispetto a Padova (per non racchiudere in pochi chilometri tutto il Pro 14) e permetterebbe di sfruttare le strutture presenti nella città emiliana. Inoltre, non va sprecato il know how di questi anni, anche se in questo caso il Petrarca Padova avrebbe sicuramente poco da invidiare. Va, però, fatto uno scatto in avanti da un punto di vista dirigenziale, sia per trovare partner commerciali, per rilanciare il marketing e la comunicazione, sia per far crescere la squadra da un punto di vista sportivo, con scelte di giocatori che da un lato siano giovani talenti italiani in rampa di lancio per l’azzurro e dall’altro stranieri di valore che facciano crescere squadra e giovani. Insomma, quello che spesso nel recente passato è mancato. Scommettere su questo potrà essere un azzardo, ma il cambiamento che vuole Innocenti non può non passare dal rischio di scommesse affascinanti.

Foto: Massimiliano Carnabuci – LPS

5 commenti su “Zebre: Perché Innocenti deve scommettere (ancora) su Parma

  1. Non mi trovo d’accordo con nessuno dei punti. Ci vogliamo sempre fare del male da soli, prendere le decisioni migliori non quelle più ardue ideali ma impossibili da portare avanti. Padova ha tutto già da decenni per andare avanti meglio di Parma. Politica o no sarebbe la scelta migliore sotto tutti i punti di vista a mio modesto parere. Un saluto.

  2. “il presidente federale potrà dare un segnale ancora più forte a tutto il movimento. Cambiare gli uomini, scegliere una dirigenza nuova, ma sempre legata alla Fir e non a un imprenditore privato, sarebbe una scommessa pericolosa, ma potrebbe essere vincente”.
    Il punto è che fino ad ora non è stata una scelta con grandi risultati – e con un manager come Dalledonne – e personalmente (sottolineo) ho seri dubbi possa cambiare qualcosa. Il vero errore lo si fece con gli Aironi, ma storia vecchia.
    Alla fine Innocenti lo ha detto. Vuole tagliare di almeno 3-4 milioni il contributo federale alle franchigie, e se Parma (a cui sono certo verrà data una possibilità) non si dota di qualcuno in grado di mantenere la squadra (e mantenerla li), non vedo molte alternative.

  3. Completamente in disaccordo. Come al solito si ama farsi del male da soli scegliendo non sò per quale ragione la via più lunga per raggiungere un obiettivo, quando si ha la soluzione in casa.

  4. Duccio d’accordo o meno coi tuoi punti (su alcuni lo sono altri meno) ma non sarebbe oggettivamente piu’ equo ed effettivamente una svolta rispetto al passato, fare un bel bando, per ENTRAMBE le franchigie, in cui si TAGLIANO i 4.8 milioni che anche l’altra feanchigia prende e si fa andare in ProX solo chi ha serie intenzioni di investire e non di giocare al rugby pro con i soldi federali?

    Va in ProX chi ha un business plan chiaro e sostenibile senza pesare troppo sulla la federazione!

    Far si che la FIR non debba svenarsi a dare i soldi ad uno o due privati sarebbe il vero camnbiamento, se poi sara’ a Parma e Calvisano o Roma e Milano o Treviso e Padova sara’ deciso in maniera trasparente e sulla base di parametri chiari e VINCOLANTI messi nel bando.

    Questo sarebbe il vero cambiamento a questo punto, la disputa Parma v Padova messa come scelta cosi’ diventa solo terrendo di battaglia politica o tra tifoserie

    1. Concordo Stefo, ma il bando potrà venir fatto nel 2023, cioè alla fine dell’attuale contratto della FIR col Pro 14. E questo conferma la tua proposta. 2 anni con le Zebre, che dovranno dimostrare fuori dal campo di essere economicamente credibili e, a quel punto, non male la tua proposta di un nuovo bando con nuovi paletti imposti dalla FIR. Motivo in più, dunque, per non farsi attirare OGGI dalle sirene padovane.

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