Rugby Seven: Italia, cosa cambierà ora per la disciplina olimpica

Archiviata l’era Gavazzi, fallimentare anche in chiave Olimpiadi, cosa ci si può aspettare dalla nuova Federazione per il rugby seven.

È una delle domande cui il prossimo quadriennio dovrà dare una risposta. E dovrà farlo quanto prima. Quale sarà il ruolo del Rugby Seven nei programmi del neopresidente della FIR Marzio Innocenti? Una domanda che dovrebbe essere retorica, sia perché il quadriennio di cui parliamo è quello olimpico, sia perché una disciplina olimpica dovrebbe essere fondamentale per ogni Federazione. Ma nel recente – e non solo – passato non è stato così. E l’Italia è molto indietro.

In Italia, ricordiamolo, non esiste un campionato nazionale di rugby a sette, mentre le Nazionali – sia maschile sia femminile – sono state lasciate in balia della buona volontà dei rispettivi CT, ma senza una reale programmazione. E se quella maschile, con Andy Vilk, almeno qualche segnale negli ultimi anni l’aveva dato, il progetto femminile è stato praticamente accantonato, con la scelta di Diego Saccà come tecnico, pur senza alcuna esperienza d’alto livello, a dire molto dello stato dell’arte. Cambieranno le cose? Continua a leggere su OA Sport.

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