Sei Nazioni 2021: l’Inghilterra supera la Francia al photofinish

Una meta di Itoje nel finale del match ribalta il risultato e ferma la corsa dei Bleus verso il Grande Slam.

Una meta di Maro Itoje nel finale regala a Eddie Jones la vittoria nel quarto turno del Guinness Sei Nazioni e ferma la corsa della Francia che, così, vede il Galles scappare via nella corsa al titolo.

Parte alla grandissima la Francia che dopo un minuto hanno Thomas che con un calcetto supera la difesa, poi Dupont controlla un pallone difficilissimo e schiaccia in meta per il 0-7 iniziale. Reagiscono i padroni di casa che si portano velocemente nei 22 transalpini, con la Francia che difende con ordine. Provano a scardinare la difesa con affondi centrali con gli uomini di mischia, ma alla fine il pallone viene tenuto alto e nulla di fatto. Insiste, però, l’Inghilterra e al 10’ è Anthony Watson a concludere al largo una bella azione e meta per i padroni di casa per il 7-7. Insiste l’Inghilterra e al 15’ Owen Farrell mette tre punti dalla piazzola e vantaggio per i padroni di casa. Al 18’ occasione per l’Inghilterra, ma Jalibert prende la palla quasi sulla linea di meta, riesce a liberare l’ovale prima del placcaggio e si salvano gli ospiti. Punizione, però, per i britannici e Farrell va sulla piazzola per il 7-13. Continua a leggere su OA Sport.

2 commenti su “Sei Nazioni 2021: l’Inghilterra supera la Francia al photofinish

  1. EJ che pensa bene di prendersi lo scalpo più importante dei due rimasti a disposizione. I suoi martellano tanto e lo fanno con più decisione e precisione delle scorse partite, ma tutti sono sembrati decisamente più concentrati e con la bava alla bocca. Partitona di Watson e Curry ma per me anche di Billy, che tira giù una serie di cariche dei bei tempi andati, mentre Ford rimane uno dei passatori migliori in circolazione.
    Francia – che ha fatto un primo tempo strepitoso – che mi è sembrata vacillare più che nelle altre partite. Per dire, a Dublino finì comunque vicina nel punteggio, ma non è mai sembrata davvero capace di perderla, mentre qui ha retto fino al limite. Comunque se uno ripensa alla Francia di PSA c’è da chiedersi a che sport giocassero quelli, tanta è la differenza…

  2. Postumi Covid da una parte, sindrome Sarries dall’altra. Cambi determinanti ed entro tempo massimo da una parte, mancati e tardivi dall’altra. Spocchia da galletto bucabolle, o forse quelli in panchina stavano anche peggio di quelli campo. Un Aldritt gigantesco li tiene in piedi fino all’ultimo, ma contribuiscono non poco ai turnover sanguinosi concessi dai poms i sostegni dispersi nella palude della forma precaria. Diabolik insiste con il blocco Sarries evidentemente fuori condizione e si fida dei cambi come me a Bologna se tra l’arrivo di Italo e il regionale nell’orario FS ci stanno giusto 5 minuti. Al contrario di Galthie lui i cambi li fa, ma sembra sempre che gli tocchi, mai di averli pianificati nella strategia. Farrell è un campione, Mario anche, Billy e Mako dei fenomeni: la differenza non è sottile si vede tutta se la condizione non è al massimo. Nel mettere insieme il roster EJ sembra più immobile che conservatore: l’età, la profondità e l’omogeneità della rosa francese è lì da invidiare ed è un problema molto complicato ma urgente fare altrettanto. Difficile se poi fai giocare sempre gli stessi e lo stesso gioco. Comunque, una volta rimessi in sesto i Sarries, sono sempre inquilini da attico ovale. Marchand laurea la sua mischia campione del mondo (però gioca 20-15 minuti di troppo), Vaka e Gael spiegano che Farrell centro è uno spreco e se poi lo fai giocare con Slade ce n’è uno di più, che ovviamente non è lui. Dupont ma anche altri si vede che sono in apnea troppo presto, ma i lampi di gran gioco che dei blues sono incredibili, la difesa mostruosa, la mischia fortissima e le rimesse sistemate dopo anni di ciapanò. Bella partita, non bellissima, molto difficile da interpretare e infatti finisce che la giocano un po’come viene ma con due ricette diverse. Nella difficoltà gli inglesi non ci pensano troppo su ed è un bene perché di solito gli si annodano i neuroni, da parte loro i francesi reggono oltre il limite fisico di giornata spiegando a cosa servono organizzazione, schemi, tattiche e skill. Vedere Thomas che copre, placca, mette le mani nell’immondizia e va in sostegno non ha prezzo, mette il dubbio che prima di Shaun Edwards giocasse il suo gemello omozigote.

Rispondi