Italrugby: è sempre più difficile difendere la presenza nel Sei Nazioni

29 ko consecutivi, match quasi senza storia e anche i grandi ex internazionali si interrogano sul perché siamo ancora lì. E i motivi sono economici.

Il Guinness Sei Nazioni 2021 dell’Italia è iniziato come gli ultimi cinque. Con delle sconfitte. 91 punti subiti e solo 27 segnati contro Francia e Inghilterra per raggiungere quota 29 ko consecutivi nel torneo per gli azzurri. E sulla stampa inglese e francese torna ad alzarsi la voce che si chiede se la presenza italiana nel torneo sia giustificata o giustificabile.

“Penso che ora sia abbastanza” ha dichiarato addirittura Sam Warburton, ex capitano del Galles, dichiarando che l’Italia dimostra di non essere all’altezza del torneo. Cui ha fatto eco l’ex allenatore dell’Inghilterra Martin Johnson. “In passato abbiamo sempre battuto l’Italia, ma loro hanno sempre lottato. Dovevi impegnarti per batterla, era una squadra dura in difesa, erano fisici, ti rendevano la vita difficile. Facevano tanto possesso e ti tenevano il pallone lontano, ma ieri è stato tutto veramente troppo facile” ha detto Johnson dopo il 50-10 contro la Francia. Continua a leggere su OA Sport.

Foto: Nderim Kaceli / DPPI – LPS

9 commenti su “Italrugby: è sempre più difficile difendere la presenza nel Sei Nazioni

  1. Per me, il problema alla radice è semplice e complesso allo stesso tempo, ma sta li.
    Siamo entrati nel 6n, per un po’ abbiamo lottato come ultima del lotto – indietro rispetto alle altre, ma non a manciate di vittorie e sconfitte onorevoli si andava avanti senza troppi schiamazzi.
    Ma come dici tu Duccio, avevamo la gente che ci permetteva di farlo, una generazione con alcuni giocatori di livello medio-alto per il 6n che trascinavano il resto e permettevano qualche exploit che non si è mai sostituita. Perchè peccato che nel frattempo la Fir e il movimento Italia tutto abbia per me visto l’ingresso nel 6n come il traguardo, non come un passo importantissimo di cui guadagnarsi il mantenimento. E non venitemi a parlare dell’U20 (nell’intervista di cui tu citi il passggio sugli All Blacks, il presidentissimo ne butta giù un’altra come se avesse portato lui di pissona pissonalmente l’U20 stabilmente da un decennio nella top 7-8) i cui limiti si vedono appena i ragazzi cambiano maglia e categoria.
    A questo aggiungiamo che – purtroppo – al disamore dei tifosi sembra aggiungersi una certa confusione a livello tecnico (imho) e quasi una “disaffezione” lato giocatori, anche se è vero che già sabato si è vista un’altra Italia rispetto a quella contro la Francia, almeno da un punto di vista di impegno e propositività.
    Da un punto di vista tecnico siamo schifosamente più deboli, ma non credo ci siano dubbi a riguardo da parte di nessuno, e non basterebbero 10 anni a velocità tripla per colmare il gap. Da un punto economico abbiamo toppato alla grande, e su quel 2007 (con prima pagina sulla Gazzetta) non si è costruito nulla. D’altronde basta guardare i nostri campionati nazionali per capire come il rugby non sia un affare per nessuno da queste parti.

  2. Commento per la prima volta un articolo, e lo faccio volentieri sul sito di Duccio Fumero, che apprezzo da molti anni.

    Il fatto è che la misura è colma, ma non solo dalla parte dell’Italia che in tutti questi anni non ha saputo capitalizzare le opportunità guadagnate col sudore da chi di volta in volta è sceso in campo, ma soprattutto da parte del board del 6N e di World Rugby che ancora permettono di assistere a scempi arbitrali della portata di ENG-ITA di sabato scorso.

    Come dite? non si parla dell’arbitro? La partita di sabato è uno dei troppi esempi di come si contribuisce a umiliare gli sforzi e le qualità di una nazionale non facente parte del club dei padri di questo sport:

    Sacrosanta la superiorità inglese, sacrosanta la giovinezza della nostra squadra, ma se perfino Nigel Owens si mette a dichiarare che almeno due mete, peraltro in momenti piuttosto favorevoli alla nostra squadra, erano da annullare, allora si capisce come ormai il giochino delle nazionali storiche non si possa più nascondere.

    Aggiungiamoci che pure un’altra meta è viziata da un in avanti, magari non enorme, ma di sicuro non inferiore a quello che ha portato all’annullamento della meta di Ioane con la Francia e per l’ennesima volta vediamo la palese volontà di non dare nemmeno una speranza alla nazionale italiana.

    E non siamo gli unici, almeno noi ci mettiamo del nostro con la nostra incapacità progettuale.

    Ma guardate l’Argentina, una nazionale che al contrario nostro ha saputo sfruttare tutte le opportunità, a cui non si può rinfacciare nulla di quello che giustamente si rimprovera alla nostra federazione.
    Sono arrivati addirittura a sconfiggere la Nuova Zelanda e, guarda caso, immediatamente dopo sono saltate fuori polemiche per tweet vecchio di quasi dieci anni scritti da un’allora poco più che adolescente Matera, con tanto di ambiguità lingusitica… patetico.

    Continuo a guardare il rugby, perchè rimane un bello sport, ma questi vogliono solo sparring partners su cui poter passeggiare durante i periodi di buona forma, e contro cui non deprimersi durante i cicli di scarso rendimento (l’Inghilterra di oggi è scarsissima…), con buona pace di certi ex giocatori che evidentemente hanno bisogno di visibilità, ma non trovando argomenti colgono al balzo la possibilità di fare un po’ di polemica e rimanere sui media…

    Federazione italiana colpevole e incapace. 6N e WR talmente in malafede da non far nemmeno più arrabbiare.

    1. 1scusami Luca ma sulla storia di Matera dovresti fare un po’ di fact checking.
      PEr chiarire i tweets furono risollevati in argentina da giornalist argentini in seguito al comportamento ritenuto freddo da parte della nazionale argentina di rugby dopoi la morte di Maradona con un’assenza di un tributo da parte della NAzionale di rugby. WR, NZRU, complotti vari sono frutto d’immaginazione.

      “ambiguita’ linguistica”? Mi spieghi cosa c’e’ di ambiguo nel “Today is a good day to get in the car and drive over blacks”? Non giusto per capire sai cosa ci sarebbe di ambiguo

  3. @Stefo scusa il ritardo per la risposta sono stato assente, non ho ignorato il tuo commento…

    Non ho mai parlato mai di “complotto”, il mio ragionamento è molto più moderato mi sembra. Nel mio post ho però evidenziato un atteggiamento sistematico da parte di 6N e WR nei confronti di quelle nazionali che non fanno parte del gruppo storico (che, di fatto, occupa tutte le poltrone dirigenziali, cambia le regola a piacimento, utilizza solo arbitri della propria nazionalità ecc… ecc…).

    Ho citato, oltre a Italia Inghilterra (e di esempi ce ne sono a decine…) il caso Matera per sottolineare come questo atteggiamento riguardi anche federazioni che hanno di gran lunga lavorato meglio dell’Italia. L’ho fatto proprio per evidenziare che non ritengo che l’Italia sia vittima di chissà quale complotto, ma che come tutte le nazioni “emergenti” (anche se noi purtroppo siamo emergenti da vent’anni…) si ritrova sistematicamente in situazioni molto poco equilibrate.

    Sul caso Matera e quanto ho scritto: al di là di chi ha dissotterrato un tweet morto e sepolto, WR è immediatamente intervenuta con dichiarazioni, pressioni ecc… del tutto sproporzionate al fatto, ottenendo come risultato la sostituzione di un giocatore dal suo ruolo di capitano in un momento di forma fisica ma soprattutto mentale eccezionale, contribuendo non poco a destabilizzare l’ambiente di un team in stato di grazia. Non è poco.

    Vorrei anche spiegare perché ritengo tutto l’episodio eccessivo e cosa intendo per “ambiguità linguistica”:
    Tu hai riportato la traduzione in inglese di un tweet scritto dieci anni fa (o giù di lì) in uno spagnolo gergale. E su questo hai espresso un tuo giudizio.
    E’ proprio questa l’ambiguità linguistica di cui parlo.
    E’ un episodio molto simile è quello che ha portato alla multa inflitta al calciatore Cavani poco tempo fa.

    A scanso di equivoci: il tweet non è certo intelligente o corretto, nemmeno accettabile.

    Ma innanzitutto il termine “negrito” in sudamerica non ha l’accezione così negativa come può suonare in inglese. Non è razzista tout court. Le regole e le sfumature della lingua inglese non si devono applicare quando si legge qualcosa in spagnolo o cinese o italiano.

    E comunque si tratta di qualcosa scritto quando aveva diciott’anni mentre “cazzeggiava” con degli amici, in un periodo ed a un’età in cui non si aveva nemmeno la percezione esatta della visibilità di un tweet nel tempo… per un diciottenne, specie allora, scrivere un tweet era come parlare al bar, se ne dicono di ca**ate a quell’età senza nemmeno riflettere, o no? Ma poi ha preso la macchina per andare a farlo? No, appunto, era una frase infelice buttata lì con gli amici.
    Di fatto Matera e tutta la nazionale argentina sono stati scombussolati per qualcosa scritto da un’altra persona: nessuno di noi è la stessa persona che era a diciott’anni. Anche il periodo e la sensibilità erano diversi, il contesto era diverso.

    C’è stato un atteggiamento equilibrato e corretto da parte di WR? A me sembra proprio di no.

    Se Matera avesse scritto qualcosa del genere adesso capisco, ma non è proprio questo il caso.

    Ecco, non sono mai intervenuto in tutti questi anni di assiduo lettore, e adesso mi ritrovo a scrivere romanzi… 😉
    Scusatemi ;-))

    1. Con tutto mil rispetto Luca “negrito” non e’ il problema, il problema e’ che sia un bel giorno per investirli …negrito, negro, nero non impatta sul vero senso di di quello che ha scritto, ritiene sia un bel giorno per investirli l’essenza del suo razzismo al di la’ del termine usato.

      Non c’e’ alcuna ambiguita’ linguistica in quel tweet o negli altri, altro tweet il gioire di lasciare questo paese di negriti non ha molta differenza di dire lasciare questo paesi di negri…il concetto e’ che non si vede l’ora di lasciare un paese di gente di colore e’ questa l’essenza razzista del tweet non e’ una questione di termini e non e’ questione di poco intelligente e’ razzista, e l’eta’ non puo’ essere una scusante per me.

      WR ha fatto benissimo a schierarsi perche’ in quanto organo mondiale che dirige il rugby aveva il DOVERE di schierarsi se il capitano di una delle Tp 10 nazionali al mondo ha anche in passato un comportamento non adeguato ai valori di inclusione che giustamente loro vogliono promuovere…fosse anche solo un’azione di difesa del brand del Rugby Union come movimento inclusivo e che non accetta questi comportamenti avrebbe comunque fatto bene, un silenzio da parte loro sarebbe stato assordante!

  4. Una cosa è certa: non si può equiparare il termine “negrito” a “negro” (che peraltro, sia in spagnolo, che, ebbene sì, anche in italiano, non è un termine di per sé razzista, lo dice la Treccani, non io).
    Il termine peraltro in America Latina non è usato unicamente nei confronti delle persone di colore.
    Che poi il proposito di usare l’auto per passarci sopra non sia condivisibile è fin troppo ovvio, ma ripeto, allora usiamo lo stesso metro per tutti (che poi era l’essenza del mio primo post): chiediamo a WR di scavare, indagare, dissotterrare qualsiasi comportamento o post di quei rugbisti (anche di colore mi raccomando) che a diciott’anni, e sei, sette, otto anni fa hanno detto una c**ata anche solo vagamente discriminatoria.
    Così se va bene forse riusciamo a giocare a rugby seven.

    Dai, chiudiamola qui, beviamoci una birra virtuale,

    buona giornata
    L

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