Italia Under 20: chi fa le convocazioni? Brunello o Ascione?

Scoppia la polemica per la mancata convocazione di Lorenzo Cannone con gli azzurrini. E la risposta di Gavazzi lascia basiti.

Scoppia una polemica sportivo-politica nel mondo del rugby, una polemica che fa molto rumore a meno di due mesi dalle elezioni federali. Al centro della scena finisce Lorenzo Cannone, giovane talento del Petrarca Padova e fratello minore di Niccolò, già punto fermo della Benetton Treviso e dell’Italia.

19 anni, cresciuto nell’Accademia federale, Lorenzo Cannone non è stato convocato settimana scorsa per l’amichevole giocata dall’Italia Under 20 a Bastia contro la selezione francese. Un’assenza che si era notata fin da subito visto il valore di Cannone, ma che oggi dalle pagine del Gazzettino assume contorni che vanno ben oltre la scelta tecnica di Massimo Brunello. Continua a leggere su OA Sport.

7 commenti su “Italia Under 20: chi fa le convocazioni? Brunello o Ascione?

  1. scusate, ma vi stupite dell’ovvietà?? Sono 8 anni che un presidente di Federazione, accompagnato da Ascione decidono il bene ed il male di tutti i giocatori dell’alto livello. Non parliamo poi dei costi degli stessi, che lievita in base a chi lo propone alle varie squadre( sopratutto alle Zebre). Ora serve solo una ripulita al marcio che c’è. E’ una vergogna che nessuno abbia ancora pensato di denunciare pubblicamente tutto ciò!!

  2. Pero’ un attimo, ogni 2×2 si chiede di copiare emglio gli atrli che fanno meglio le cose, che hanno le Accademie, che hanno questo che hanno quello…ma hanno anche l’indirizzamento dei giocatori a questa o quella franchigia.
    Carbery era un caso eclatante, ma lo stesso e’ stato fatto con Jordi Murphy e Jack MCGrath tra i Senior, Arnold quando si sposto’ da Belfast a Limerick, Cooney quando ando’ da Galway a Belfast.
    Si dira’ ma questi sono senior e’ diverso.
    Bene allora passiamo ad Aungier spedito da Dublino a Galway e Salanoa da Dublino a Limerick, Billy Johnston da Limerick a Belfast tutti giovani appena usciti dalla U20.

    Chiudiamo poi col caso piu’ eclatante successo questa stagione. In pochi si ricorderanno che il Connacht a fine scorsa stagione ha tagliato/non rinnovato 12 elementi tra cui alcuni giocatori buoni. PErche’? PErche’ Nucifora dissea Friend che poteva dirottare a Galway diversi giovani forti dalle altre franchigie ma lui doveva far piazza pulita di quei giocatori che ormai era chiaro avevano raggiunto il plateau e non sarebbero mai diventati d’iinteresse Nazionale. Detto fatto, ed a Galway son stati dirottati Aungier (gia’ citato sopra), Arnold (al suo secondo passaggio spinto da Nucifora), Dowling, Oliver e Wootton.

    Allora non si puo’ dire “ma loro fanno cosi'” solo quando si tratta di chiedere piu’ soldi (che poi le franchigie siano federali e non private sarebbe anche un discorso da capire un po’ meglio per alcuni) ma poi se non fa comodo allora no non si puo’ fare.

    Poi Gavazzi come sempre quando apre la bocca fa piu’ danni che altro, pero’ se si chiede di assomigliare di piu’ ad altri movimenti si devono accettare anche situazioni in cui una Federazione spinge epr certi passaggi.

    1. Grazie Stefo, hai detto una cosa che in generale trovo molto condivisibile.
      Mi chiedo però, perché proprio lo ignoro, se anche in Irlanda si arrivi a non convocare chi non firmi i contratti di formazione federali pur rimanendo a giocare in patria. Questo potrebbe essere un punto rilevante

      1. Beh se non sei nel sistema Accademie-Provincie non sei nel giro, a livello Under magari viene chiamato chi e’ in un’Accademia di club inglese possibilmente, ma solitamente parliamo di 1-2 elementi per annata.

        A livello senior….se sei all’estero e non ti chiamano, e’ una regola che tutti sanno ed e’ il uno dei motivi per chui non vedi una diaspora incredibile. Poi c’e’ l’eccezione che si chiama Johnny sexton che veniva chiamato anche quando era al Racing ma a dirla tutta bisogna sottolienare che Sexton mise dei vincoli nel suo contratto col Racing che lo liberavano per i camp della nazionale per esempio…poi probabilmente Schmidt l’avrebbe chiamato lo stesso ma fu lui per primo a dettare delle regole al racing nel contratto per non perdere la Nazionale.

        Poi, a Carbery fu detto fuori dai denti che se gli interessava la carriera internazionale era meglio si muovesse, discorso simile son sicuro a Murphy e credo anche McGrath.

  3. Io sono per il principio che la Federazione deve dare l’indirizzo , ma la decisione finale deve spettare al singolo , tanto è il mercato che si autoregola , esempi passati ce ne sono : Riccioni e Steyn indirizzati verso le Zebre e scelgono Benetton…. Licata e Fischetti cercati dal Benetton e scelgono le Zebre .

  4. Se vai in Accademia sai le regole (che però non possono essere mai retroattive a meno che non le approvi esplicitamente) e le rispetti anche se poi non ti piacciono più. Che poi non ti convochino nelle rappresentative nazionali anche se lo meriteresti, è un altro discorso. Del tutto disdicevole ma per nulla nuovo: chiedere ai ragazzi che negli anni sono passati in anticipo dall’Accademia all’Eccellenza fuori dalla giurisdizione di Città del Capo. A mio parere non è criticabile che la FIR protegga i propri investimenti formativi e pretenda di entrare nel merito delle rose delle franchigie. Semmai è criticabile l’enormità degli investimenti di un decennio in due pozzi senza fondo (la Celtic e il sistema accademico) con i risultati che stanno lì a parlare. Dal milione a punto in campionato ai brillanti risultati della nazionale. Più di un decennio, mica i famoso “4 anni” da campagna elettorale.

  5. Sono d’accordo con Stefo sulla gestione dei giocatori di interesse nazionale che hanno fatto in Irlanda, guarda caso il responsabile della formazione per l’alto livello giovanile è Aboud, un irlandese. Sono pure d’accordo in parte con gli ultimi due post, perchè la FIR fa degli investimenti di svariati milioni di euro sui giovani e sulle accademie, e quindi è anche giusto che si tuteli impostando delle regole ben precise, visto che i giovani fino all’under 20 sono ancora acerbi pure per prendere delle decisioni sul loro percorso formativo, anche se pure loro sono seguiti e tutelati da procuratori. Non sono d’accordo sul fatto che le convocazioni le fanno i non addetti ai lavori, perchè nell’era del professionismo ognuno fa il proprio lavoro in base ad un contratto ed una professionalità, e se alla fine non si è soddisfatti arrivederci e grazie, quindi che le convocazioni le fanno i tizio o i caio sono solo chiacchiere da bar.

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