Autumn Nations Cup: l’Italia sogna la vittoria, ma perde nel finale

Nulla da fare per gli azzurri, nonostante una prima ora di gioco più che positiva, ed ennesimo ko contro una delle squadre del Sei Nazioni.

Un’ora in cui l’Italia ha guidato quasi sempre, dove la Scozia ha sofferto e gli azzurri hanno mostrato un’ottima crescita in mischia e nei punti d’incontro. Poi, però, nel finale esce la squadra britannica, trova la meta del sorpasso e per Garbisi e compagni arriva una sconfitta che brucia.

Si parte subito con difficoltà per gli azzurri, che non recuperano il calcio d’avvio, ma per fortuna un avanti scozzese ferma subito tutto. Tanto gioco al piede in questa prima fase, con le difese che impediscono attacchi alle due formazioni. Fallosi gli scozzesi nei punti d’incontro e Italia che prima risale il campo e poi conquista una punizione piazzabile dopo 5 minuti e Garbisi va sulla piazzola per il 3-0 parziale. Rischia l’Italia con un passaggio sbagliato e si salva in qualche modo. Azzurri dominanti in mischia, ennesimo fallo fischiato agli ospiti. C’è comunque grande equilibrio in campo, anche se è l’Italia a giocare meglio e fare la partita. Scozia, come detto, fallosa e al 18’ Garbisi torna sulla piazzola e Italia che va sul 6-0. Continua a leggere su OA Sport.

Foto: Ettore Griffoni – LPS

2 commenti su “Autumn Nations Cup: l’Italia sogna la vittoria, ma perde nel finale

  1. Be ci mancavano le vecchie e care “sconfitte onorevoli” di mallettiana memoria. Che per carità, meglio che prenderne 40 a poco o niente. Però nel giorno della storica vittoria dell’Argentina, chissà, magari si sperava che anche gli azzurri tirassero fuori la prestazione monstre. Invece una prestazione decente non è bastata contro una Scozia che non fa niente di che. Ritornello ahinoi già sentito.
    Speriamo che Polledri non si sia fatto troppo male.

  2. Ci sta tutto le sconfitte interminabili, le infinite orrende prestazioni, MA, senza retorica, ho visto 4 ragazzi di vent’anni (e meno!) coraggiosi, 23 giocatori azzurri dannarsi, un gruppo coeso che si diverte. Si respira aria pura che non avevo nel pre Smith e nel pre Parisse capitano. La sensazione era quella di un collegio di correzione dove l’angoscia assillasse la vita (Parisse è un pò così di suo! Chiaramente in campo). I giornalisti, che per anni hanno leccato qualsiasi cosa toccasse O’Shea pensandolo Re Mida, ora sono pronti a scaricare la lupara contro questo gruppo “inventato” da solo 3 match. Sono certo che Smith, per coraggio, stia percorrendo il giusto tragitto e, guarda un po’, mi ricorda George Coste

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