6 Nazioni: l’Irlanda domina le ruck e punisce l’Italia

Netto successo dei padroni di casa in un match dove gli azzurri subiscono in maniera tremenda i breakdown.

Riparte con una sconfitta l’avventura azzurra nel rugby e l’Italia di Franco Smith cede nettamente a un’Irlanda troppo superiore nei punti d’incontro. È il 26° ko consecutivo nel Sei Nazioni per gli azzurri che escono dall’Aviva Stadium con un pesante 50-17.

La prima fiammata subito dopo 3 minuti. Bel passaggio di Canna a Negri che si infila nel buco, palla a Violi che arriva sui 5 metri prima di venir placcato. Fallo di Conor Murray, giallo per il mediano irlandese e Garbisi che bagna il suo debutto con tre punti. Reagisce l’Irlanda che prima riconquista il pallone e poi subisce fallo e va in touche sui 5 metri. Da lì una lunga serie di pick&go e alla fine è Stander a schiacciare in meta e Irlanda in vantaggio con anche la trasformazione di Sexton. Faticano gli azzurri palla in mano, ma faticano di più in mischia. Fallo di Zilocchi e Sexton mette tre punti dalla piazzola. Italia che subisce i breakdown dei padroni di casa, ancora un tenuto e Irlanda che torna in attacco.

Un ottimo intervento difensivo di Canna dà la chance all’Italia di riportarsi in avanti. Irlanda che, però, può risalire il campo con gli azzurri che si isolano troppo facilmente. Italia che al 26’ si salva con una palla persa in avanti dall’Irlanda nei 22 azzurri. Sono ancora le ruck a fare la differenza, con l’Irlanda che domina e azzurri costantemente obbligati al fallo. Così al 30’ arriva la seconda meta irlandese, con Keenan che al largo rompe il placcaggio e schiaccia per il 17-3. Due minuti e Keenan concede il bis, ma il Tmo annulla per un’ostruzione dei padroni di casa. Prova a rispondere l’Italia con un lunghissimo attacco nei 22 irlandesi, ma quando gli azzurri perdono palla contrattacco velocissimo dell’Irlanda e Keenan si vendica e segna la sua seconda meta. Finisce, così, il primo tempo sul 24-3 per l’Irlanda.

Italia che continua ad avere problemi a muovere il pallone palla in mano e l’Irlanda non fatica a difendere. Al 48’ errore di Stockdale su un pallone alto e azzurri che tornano vicino ai 22 avversari. Italia che sbaglia la touche, ma poco dopo altro fallo irlandese e nuova chance. Con i cambi esordio anche per Lucchesi e Mori nell’Italia, mentre al 52’ Sexton sbaglia il passaggio, intercetto di Padovani che vola fino in fondo e meta del 24-10.

E poco dopo l’ora di gioco arriva la meta del bonus e che chiude definitivamente la partita. Il match Point lo segna Connors che schiaccia dalla maul avanzante irlandese. La difesa azzurra non placca e al 64’ è Jonathan Sexton che si fa perdonare l’intercetto e schiaccia in meta. Italia che ora paga la delusione e la fatica e Irlanda che ha ampi spazi per attaccare palla in mano. E, così, i padroni di casa possono dilagare ed è Aki ad andare in meta dopo l’ennesimo pallone perso in ruck dagli azzurri. A tempo quasi scaduto da maul arriva l’ultima Irlanda, ma c’è ancora tempo per lo show di Garbisi che da solo va in meta e fissa il punteggio sul 50-17 con l’Irlanda che, così, sale in vetta alla classifica con 14 punti, uno in più di Francia e Inghilterra, e differenza punti a favore dei tuttiverdi in vista del Super Saturday.

IRLANDA – ITALIA 50-17

Sabato 24 ottobre, ore 16.30 – Aviva Stadium, Dublino
Irlanda: 15 Jacob Stockdale, 14 Andrew Conway, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Hugo Keenan, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Will Connors, 6 Caelan Doris, 5 James Ryan, 4 Tadhg Beirne, 3 Andrew Porter, 2 Rob Herring, 1 Cian Healy
In panchina: 16 Dave Heffernan, 17 Ed Byrne, 18 Finlay Bealham, 19 Ultan Dillane, 20 Peter O’Mahony, 21 Jamison Gibson-Park, 22 Ross Byrne, 23 Robbie Henshaw
Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Edoardo Padovani, 13 Luca Morisi, 12 Carlo Canna, 11 Mattia Bellini, 10 Paolo Garbisi, 9 Marcello Vioili, 8 Jake Polledri, 7 Braam Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Niccolò Cannone, 4 Marco Lazzaroni, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Luca Bigi, 1 Danilo Fischetti
In panchina: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Simone Ferrari, 18 Pietro Ceccarelli, 19 David Sisi, 20 Johan Meyer, 21 Maxime Mbanda, 22 Callum Braley, 23 Federico Mori
Arbitro: Matthew Carley
Marcatori: 4’ cp. Garbisi, 8’ m. Stander tr. Sexton, 14’ cp. Sexton, 30’ m. Keenan tr. Sexton, 36’ m. Keenan tr. Sexton, 54’ m. Padovani tr. Garbisi, 61’ m. Connors tr. Sexton, 65’ m. Sexton, 68’ m. Aki tr. Sexton, 80′ m. Garbisi tr. Garbisi

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5 commenti su “6 Nazioni: l’Irlanda domina le ruck e punisce l’Italia

  1. Ormai ha smesso di essere una delusione, si sa già come finisce e il copione non cambia.
    In difesa non sappiamo placcare (sembra non vogliamo proprio farlo, sembra che gli altri siano pesi massimi e noi pesi piuma), in attacco non sappiamo che fare, e se Polledri non sfonda siamo fermi, molli e prevedibili.
    Sabato prossimo l’Inghilterra, che deve fare più punti dell’Irlanda, auguri ai nostri.

  2. Meglio di come pensavo, ma a costo di attirarmi gli insulti dei tifosi azzurri…e’ bastata un’Irlanda da 6-6.5 per darne 50 all’Italia…perche’ non ci si racconti che l’Irlanda ha fatto chissa’ che partitone!
    I BD son stati facilmente dominati, sia in difesa che in attacco, la maul azzurra e’ stata sistematicamente bloccata (come ieri gli Scarlets con Treviso nel secondo tempo -ho visto solo il secondo tempo- e notare come anche treviso senza maul ha avuto difficolta’ ad avere qualsiasi altra idea di gioco), per gli azzurri ipalla in mano pochissime e sconclusionate idee. Poi vorrei capire se i calci del primo tempo erano il gameplan o disperazione, fatto sta che la maggior aprte erano osceni. Emblema per me del gioco azzurro e’ nel secondo tempo il lineout nei 22 (vinto) con turnover poi con passaggio in avanti di canna a centrocampo…una quarantina di metri indietro insomma,

    Difesa…prova e riesce a tratti anche a salire veloce (parlatemi ancora dei fuorigioco non visti solo agli irlandesi) ma basta veramente poco per eventualmete trovare spazi e break.

    E come detto non e’ stata una grande irlanda, e’ stata un’Irlanda da che ha mostarto qualche bella intenzione ma ancora limiti sistematici del gioco degli ultimi anni. Siamo senza dubbio meno “schematii” e proviamo a giocare in base a quello che c’e davanti, proviamo qualche offloadino in piu’ ma il vero problema di essere troppo spesso piatti e passare il pallone a persone ferme e che non arrivano sul passaggio in corsa resta…e finche’ non riusciamo a cambiare radicalmente in questo contro avversari di spessore soffriremo.

    Complimeti a Connors per la gran prestazione difensiva, ed a Keenan per le due mete…ma per me la bella notizia del weekend non e’ la loro prestazione od il bonus di oggi, ma aver rivisto Leavy su un campo di rugby e danche tutto sommato benino.

    1. Ma no Stefo, che insulti. D’altronde se è vero che l’Irlanda non ha fatto il partitone, è anche vero che a nessuno (ahinoi) serve una prestazione monstre per vincere contro l’Italia. Non serve quando l’Italia riesce a macinare un po’ di gioco (penso alle prime partite dell’era O’Shea), figurarsi quando non ha idee, non sa placcare decentemente, e ha lasciato il manuale dei bd in spogliatoio…
      E tutto questo ringraziando che non ci fosse un mediano più “di corsa” di Murray (Marmion credo avrebbe fatto 4 mete da solo sabato) e Lowe…

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