Italdonne: Magatti “Difficile conciliare sport e lavoro in Italia”

L’ala azzurra si racconta in un’intervista esclusiva a OA Sport. Ecco le sue parole.

Maria Magatti, esperta trequarti dell’Italrugby femminile e del Cus Milano, racconta in un’intervista esclusiva a OA Sport come sta vivendo questo periodo di stop dello sport a causa dell’emergenza sanitaria. Parlando dell’importanza del rugby a sette per il movimento femminile e la difficoltà di unire lavoro e sport per le atlete in Italia.

Maria, prima domanda ormai scontata in questo periodo. Come sono andati questi mesi di quarantena, cosa hai fatto? Sei riuscita ad allenarti?

“Tosti… nel senso che è stato un po’ strano e mi ha fatto rendere conto di quanto fossero presenti il rugby e gli allenamenti nella mia vita. Però è stato utile, ho dato l’ultimo esame dell’Università. Ho cercato di allenarmi a corpo libero a casa, ma comunque sono ingrassata (ride). Per fortuna sono tornata a casa dai miei, con i miei fratelli, così almeno ero in famiglia, ci siamo divertiti assieme. Come detto, ti rendi conto di quanto fosse importante il rugby nella tua vita”.

Tu hai anche una ricca esperienza nell’Italseven, ma soprattutto ti sei avvicinata alla palla ovale grazie al rugby 7 portato nelle scuole, per la precisione nel tuo liceo a Como. Quanto è importante il rugby a sette sia da un punto di vista di crescita tecnica, sia come arma per avvicinare ragazzi e ragazze a questo sport?

“In questo momento il Seven in Italia è fondamentale. Soprattutto a livello femminile, le squadre appena nate è importante facciano un po’ di esperienza a seven, perché è difficile creare una realtà con 30/35 ragazze dal nulla. Poi per conoscere le skills, le dinamiche del gioco, per poi arrivare a costruire una squadra a XV, che poi diventa l’obiettivo finale. A mio avviso il rugby 7s è fondamentale, ho giocato 2 anni in Coppa Italia per poi passare in Serie A con consapevolezza e basi motorie e rugbistiche”.

Continua a leggere l’intervista a Maria Magatti su OA Sport.

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