Super Rugby Aotearoa: Blues e Crusaders, doppia vittoria

Si è disputato tra ieri e oggi il secondo turno del campionato neozelandese di rugby.

Si è disputato tra ieri e oggi il secondo turno del Super Rugby Aotearoa, il campionato che vede al via le franchigie neozelandesi del torneo dell’Emisfero Sud. Secondo turno che sorride agli Auckland Blues e ai Crusaders di Christchurch.

Due su due per i Blues, che dopo il successo all’esordio sugli Hurricanes si concedono il bis contro i Chiefs, che così incassano la seconda sconfitta consecutiva. Ad Hamilton finisce 12-24, in un match giocato punto a punto fino a dieci minuti dalla fine, con i padroni di casa che restano nel match grazie al piede di Damien McKenzie, che però non basta. Continua a leggere su OA Sport.

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Un commento su “Super Rugby Aotearoa: Blues e Crusaders, doppia vittoria

  1. Pioggia invernale su Waikato, in più trovano una difesa schierata secondo le buone pratiche (nonostante una marea di placcaggi sbagliati, soprattutto su due ali imprendibili per il primo difensore) e si complicano la vita con una indisciplina spesso gratuita nel primo tempo, ma i Blues passano anche a Hamilton. Riordinati nel secondo tempo mettono in tavola tutti i limiti dei Chiefs attuali (che a loro volta nella ripresa concedono troppo anche sulla disciplina). Gattoland ne perde due su due e ha un cubo di rubik da risolvere nonostante Cruden, che lì in mezzo è tanta roba. Fisicamente sono a posto e anche di più ma manca fosforo e tra errori manuali, turnover concessi, insipienza tattica degli altri 14 danno l’impressione di un cantiere, ma della salerno-reggio calabria. L’arbitro culturalmente più internazionale del mazzo fa meno bene rispetto alle prime due, ma è anche la pioggia a non dargli una mano: sempre più curioso di come se la caveranno gli arbitri europei a partire dai francesi. Blues che quest’anno sembrano una squadra finalmente concreta e ad alto tasso di fosforo. Di Caleb Clarke e Mark Telea ho già scritto, degli altri vedasi la puntata precedente. Tanto pubblico rispetto al Super che fu, il rugby local batte il rugby global almeno sugli spalti e almeno dopo l’astinenza. Il futuro, si vedrà, ma i campionati fricandò multinazionali (e penso ovviamente al pro14) hanno fatto affari in teoria ma non in pratica. Magari tanti soldi tra diritti e investitori in anticipo, ma alla resa dei conti deludenti come spettacolo, interesse e ricavi. L’altra partita me la vado a cercare.

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