Elezioni federali: è battaglia politica attorno a Franco Smith (e staff)

Botta e risposta tra Gavazzi e l’opposizione dopo l’annuncio della conferma del sudafricano come ct azzurro.

Franco Smith confermato ct dell’Italrugby fino al giugno 2024. E con lui confermata gran parte dello staff della nazionale, con alcune aggiunte. Questo ha decretato il consiglio federale settimana scorsa, ma da quel momento è stato un botta e risposta politico tra “maggioranza” e “opposizione”. Con l’occhio ben fisso alle prossime elezioni.

Il primo colpo lo ha tirato Pronti al Cambiamento, che ha in Giovanni Poggiali il candidato in pectore per la presidenza Fir, che con un comunicato molto duro contestava la scelta federale. Non tanto nella sostanza, cioè la scelta di Smith, quanto nella tempistica. Cioè a pochi mesi dalle elezioni. “Nel Consiglio Federale svoltosi venerdì 29 maggio è accaduto un fatto grave, molto grave. Parliamo della seria ipoteca messa sul futuro della Federazione Italiana Rugby dal voto espresso da una maggioranza in scadenza, che ha approvato una pioggia di incarichi pluriennali con scadenza nel 2023 e nel 2024” si legge nel comunicato.

“Sono stati confermati uomini e staff sul cui merito, a fronte di risultati sportivi e gestionali imbarazzanti, sarebbe stato, perlomeno, opportuno discutere scendendo nei particolari per dividere il buono dal meno buono.
Più di due milioni di euro di budget federale bruciati in un amen, senza che sia stato possibile discuterne nella legittima sede del Consiglio, senza che i consiglieri, responsabili appunto di consigliare, abbiano potuto essere informati prima e ascoltati dopo nel merito di incarichi e qualità dei curricula, senza sapere a quale programma (l’ennesimo anno zero…) quelle posizioni debbano applicarsi. Come già detto altre volte, non è certo così che si fa crescere una sana cultura di governo. […] Nessuno stile. Nessuna cultura di governo. Solo potere, becera gestione di potere, con un solo fine: alimentare se stesso. […] Nessuna relazione sul passato, nessun giudizio, nessun rendiconto, nessuna spiegazione di un qualche progetto futuro, del perché si assumono uomini con contratti al 2023, 2024″
le parole di Pronti al Cambiamento.

Parole dure, cui per primo ha risposto un altro leader d’opposizione, Marzio Innocenti, che su Facebook ha scritto. “Credo che in una situazione di Consiglio in scadenza sarebbe stato meglio fare le nomine strettamente necessarie e non di un intero sistema che include anche l’ambito accademico, sul quale ad esempio io e chi sostiene il mio progetto intendiamo procedere ad una riforma integrale. Non sono del tutto d’accordo però con chi dice che non era una cosa da fare in senso assoluto, perché il settore tecnico ha una sua ciclicità e certamente lo staff della Nazionale e Stephen Aboud non potevano aspettare ancora”.

Innocenti che poi ha continuato scrivendo. “Questo è davvero importante, non i nomi dei tecnici, che secondo me è bene vengano decisi dal settore tecnico in base agli obiettivi e alle linee strategiche che la politica federale ha naturalmente il dovere di indicare. La forza di un’organizzazione complessa – com’è una Federazione come la nostra – risiede anche e soprattutto sulla capacità dei vertici di delegare la gestione delle aree strategiche a figure di comprovata professionalità, sulle quali investire lasciando la più ampia autonomia decisionale entro il perimetro disegnato dall’organo decisionale. Questo lavoro deve venire giudicato sulla base dei risultati, e dalla loro analisi stabilire correttivi o cambi di rotta, che significa anche cambi di persone se ne necessario”.

Fin qui l’opposizione. E Gavazzi? Ha risposto con il suo solito stile alle accuse ieri, a margine della presentazione proprio di Franco Smith. Come riporta Onrugby, infatti, il presidente Fir ha dichiarato che “probabilmente coloro che ci hanno rivolte queste critiche, provenendo da un livello basso come la Serie B o la Serie C, non conosco al meglio certi aspetti del rugby internazionale. Le nomine avvengono di quadriennio in quadriennio, dopo ogni Coppa del Mondo. Quando io sono diventato presidente c’era stata poco prima la conferma dello staff ad opera del mio predecessore, Giancarlo Dondi. Dopo la Rugby World Cup abbiamo ritenuto opportuno procedere alle nomine per il prossimo ciclo mondiale. Non è qualcosa che ho inventato io, anche le altre federazioni a livello internazionale si comportano allo stesso modo. Abbiamo semplicemente agito come tutti”.

Parole che non sono passate inosservate e nella serata di ieri Pronti al Cambiamento ha risposto nel merito. “È comprensibile, anzi doveroso, che un Presidente Federale tenti di difendere le sue scelte di fronte ad una critica, il problema è se, quando lo fa, con le sue parole conferma le peggiori preoccupazioni espresse da chi gli ha chiesto conto delle sue decisioni. Va chiarito un punto, Pronti al Cambiamento ha al suo interno, è ne è orgogliosa, persone che si spendono senza risparmio nel meraviglioso e prezioso mondo del volontariato sportivo nei campionati cosiddetti “minori” insieme a persone che hanno giocato, diretto ed allenato in team di Top 12, Franchigie e fino alla Nazionale maggiore” la prima parte del messaggio, che rispedisce al mittente la prima parte del discorso di Gavazzi, per poi entrare nel merito delle scelte fatte dalla Fir.

“Non contestiamo assolutamente la scelta di Franco Smith, che apprezziamo molto e che ha tutte le carte in regola per fare e fare bene, anzi, al contrario, fu proprio lei ad esprimere più volte lamentele nei confronti del fatto che Jaques Brunel fu scelto da Dondi alla fine del suo ultimo mandato. Ma come riuscirà a fare bene Franco Smith se struttura e metodi del passato gli sono stati calati addosso come un sarcofago? La stessa struttura e gli stessi metodi che hanno, uno ad uno, azzerato gli sforzi dei molti validi tecnici che lo hanno preceduto. Ciò che non è legittimo, ne giusto, ne giustificabile, infatti, è che stia tentando di mettere in salvo un intero apparato di governo e sottogoverno che in moltissimi anni di lavoro non ha prodotto alcun risultato apprezzabile, e lo sta facendo senza un progetto tecnico, un idea di sviluppo, senza dare un minimo di speranza che le cose possano migliorare! Non c’è nessuna spiegazione ragionevole che possa giustificare questa decisione, se non il tentativo di garantirsi qualche pacchetto di voti. Vorrei darLe una notizia signor Gavazzi, questo non accade a livello internazionale, glielo posso assicurare!”. Ci sarà una nuova puntata?

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2 commenti su “Elezioni federali: è battaglia politica attorno a Franco Smith (e staff)

  1. Smith è un buon allenatore con pochissima esperienza internazionale e che i Cheetahs hanno annunciato fuori dai loro radar con molta tempestività. Fa specie sentire nelle sue interviste parlare di DNA italiano che è un disco rotto e di lavoro fatto a TV che ha nella sua squadra oggi come ieri 2-3 giocatori provenienti dal vivaio. Ha il vantaggio di conoscere coloro coi quali lavorerà , gli stessi che fino al 2014 definiva degli incompetenti è causa del male italiano. Complimenti a Smith ed a tutto lo staff per il taglio dello stipendio, un segnale preciso di chi sono questi personaggi. Comunque ci vediamo fra 4 anni quando oltre allo scherno abituale riceveremo anche il benservito.

  2. Già tirato fuori il discorso in altro blog a seguito delle parole di Gavazzi (le parole delle opposizioni o non c’era o me le sono perse io…).
    Condivido l’assurdità della situazione di un presidente che dice cosi dopo che le sue prime dichiarazioni da eletto furono “Brunel non l’ho scelto io, cavolo volete da me” (virgolettato con libera interpretazione), manco lui che era delfino di Dondi fosse chiuso in bagno quando lo sceglievano.
    Al di là di quello il punto sta proprio nel processo di selezione, e i selezionati:
    – Hanno vagliato una serie di candidati/opzioni? Sono stati esclusi per motivi economici? Si sono tirati indietro loro? I consigli di Wayne Smith esistevano? Se ne son fregati?
    – Lo staff lo ha potuto scegliere Smith o la Fir (un certo responsabile dell’Area Tecnica immagino) gli ha detto “questi hai, questi prendi, se no ciao”? Son stati vagliati diversi nomi o questi erano?
    – Lo staff è selezionato con quale criterio? Disponibilità? Offerta economica al ribasso? 2×1 al LIDL? Non mi dite “meriti sportivi” perchè posso pensarlo per i recenti risultati di U20 e U18, non oltre.
    Insomma una Federazione (la seconda a livello di budget nel paese) dove si decide a porte chiuse.
    Professionalità a gogo insomma…

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