Affari italiani: Gavazzi e quei “soci alla pari” tanto annunciati

Oggi la Fir ha annunciato ufficialmente che con l’accordo con CVC la Fir diventa socia alla pari del Guinness Pro 14. Ma non lo era già?

Soci, finalmente. Da oggi il rugby italiano è soci alla pari con le altre federazioni che compongono il Guinness Pro 14, come annunciato con un comunicato stampa poche ore fa. “La Federazione Italiana Rugby entra oggi a far parte, in qualità di socio paritario, di Celtic Rugby DAC, l’ente responsabile dell’organizzazione del Guinness PRO14 Rugby Championship” si legge nel comunicato.

L’ingresso di FIR tra i soci paritari di Celtic Rugby DAC completa un lungo percorso e consolida sensibilmente la posizione del nostro movimento sulla scena europea – sono invece le parole di Alfredo Gavazzi -. Dopo dieci anni di partecipazione al Guinness PRO14, l’ufficializzazione del nostro nuovo posizionamento all’interno di Celtic Rugby DAC è un forte tributo al lavoro di tutti coloro che hanno creduto al modello che abbiamo scelto per il nostro Paese e che lavorano quotidianamente per rendere sempre più competitivo tutto il rugby italiano“.

Insomma, stappiamo lo spumante. O la Guinness. Ma, alt. Non c’è nulla di strano in questo annuncio? Facciamo un salto indietro nel tempo. Ottobre 2018. Alfredo Gavazzi rilascia una dichiarazione importante, ripresa da quasi tutti gli organi di stampa. “Partecipare al Guinness Pro14 è strategico per la crescita del rugby italiano di alto livello e siamo entusiasti di poter entrare a far parte di PRO14 sullo stesso piano dei nostri partner, la nostra ambizione era di divenire soci paritari del Pro14, un obiettivo che oggi sono felice di dire finalmente raggiunto” le parole del presidente Federale.

Poco precise, in realtà, perché Martin Anayi, Amministratore Delegato di PRO14 Rugby, specificava che “è semplicemente giusto che dal 2019 l’Italia possa diventare un socio paritario al fianco delle federazioni di Galles, Irlanda e Scozia”. Quindi “soci alla pari” annunciato nel 2018 (e non era la prima volta), ma in realtà con effetto nel 2019, che si è concretizzato nel 2020. Finalmente.

SOSTIENI R1823 CON UNA DONAZIONE

R1823 è da sempre gratuito, basandosi sulla raccolta pubblicitaria che, però, è sempre più difficile, soprattutto in questo periodo storico dove il rischio che molte realtà editoriali chiudano è reale. Il crollo delle notizie sullo sport comporta un crollo delle visite ai siti d’informazione verticali e, di conseguenza, un crollo degli introiti pubblicitari.
Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il lavoro di R1823 sostenendo questo blog. Puoi lasciare una piccola donazione su Paypal (dona).

3 commenti su “Affari italiani: Gavazzi e quei “soci alla pari” tanto annunciati

  1. Mica scemo il Gavazzi.

    Ha reiterato la notizia e, così facendo, di anno in anno si è assicurato il consenso dei distratti.

    Il primo anno l’annuncio (mancano 2 anni alle elezioni) che l’anno successivo sarebbe diventato efficace (manca un anno alle elezioni) quando in realtà lo diventa nel 2020 (l’anno delle elezioni): un crescendo rossiniano.

    No, no, impossibile. Troppo fine.

Rispondi