Italdonne: Giada Franco “Dovevo fare la ballerina. Le vittorie? Lavoro duro e tanto”

Intervista alla forte terza linea azzurra e delle Harlequin Ladies che parla della sua infanzia, del razzismo e di un’Italdonne che vuole continuare a vincere.

La terza linea delle Harlequin Ladies e dell’Italdonne Giada Franco racconta in un’intervista esclusiva a OA Sport come sta vivendo questo periodo di stop dello sport a causa dell’emergenza sanitaria a Londra. Parlando della sua esperienza inglese e di cosa, in realtà, sognava sua mamma per lei.

Giada, prima domanda. Come stai, come stai vivendo questa emergenza? Sentendo le notizie dall’Italia quali ti sembrano le differenze su come si vive ed è stata affrontata l’emergenza in Inghilterra?

“Ho scelto di non tornare a casa subito, quando è scoppiata l’emergenza, proprio per non rischiare spostamenti inutili. Ho deciso di rimanere qui anche per la possibilità di allenarmi, abitando vicino al campo, quindi abbiamo a disposizione un po’ di attrezzi. All’inizio questa situazione l’ho vissuta abbastanza bene, ora è dura, restare chiuse in casa non è facile. Anche perché qui siamo un po’ indietro rispetto all’Italia. Da quello che ho letto e che mi hanno raccontato, secondo me questa situazione all’inizio non l’hanno gestita benissimo neanche in Italia, ma qui è stato anche peggio. Non volevano chiudere nulla, nonostante i contagi, ma poi l’hanno dovuto fare in fretta e furia e siamo ancora nel pieno dell’epidemia”.

Tu sei italo-brasiliana, diciamo due nazioni non proprio rugbistiche. I tuoi genitori cosa sognavano per la loro bimba da grande? Sono rimasti sorpresi dalla tua scelta sportiva?

“Mia mamma, che è brasiliana, sognava che diventassi una ballerina. Mio papà invece aveva sempre amato il calcio, lo sport e mi ha passato la passione; e prima del rugby ho praticato tanti sport, anche il calcio. Ora però mamma è diventata la mia prima tifosa, mi segue ovunque e si è appassionata al rugby”.

Sei giovanissima, eppure dai l’idea di una veterana, con il tuo nome che si abbina subito all’Italia. Come sono stati questi tre anni in azzurro?

“Oddio non mi sento una veterana. Sono stati dei momenti veramente fantastici. Il gruppo è molto unito, sembra un cliché ma non lo è. Ci sosteniamo molto, stiamo sempre in contatto tra di noi per spronarci, lavoriamo tanto per raggiungere gli obiettivi sia personali sia di squadra. Poi abbiamo ottenuto anche bei risultati al Sei Nazioni, abbiamo dei test match ogni anno che ci permettono di crescere, c’è continuità”.

Continua a leggere l’intervista a Giada Franco su OA Sport.

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