Sei Nazioni: “Basta Italia, cacciamola”, torna il refrain inglese

Sulle pagine del Times Stuart Barnes torna, per l’ennesima volta, a parlare dell’addio degli azzurri al torneo. Evidentemente con il lockdown le notizie latitano anche in Gran Bretagna.

È difficile parlare di sport in questo periodo d’emergenza. Con lo stop a tutti i campionati riempire le pagine della cronaca sportiva è un’impresa, lo sappiamo benissimo anche noi di R1823. Ci si arrangia, con interviste fiume, revival di vecchi incontri, storie più o meno affascinanti per riempire le pagine. Oppure si rispolverano polemiche trite e ritrite, tanto per passare il tempo.

Stuart Barnes, ex giocatore con una manciata di caps all’attivo con l’Inghilterra, sulle pagine del Times di due giorni fa ha, dunque, riproposto uno dei temi a lui tanto cari. L’inconsistenza dell’Italia e il dover di cacciarla dal Sei Nazioni. L’Italia non vince, è nel Sei Nazioni solo per questioni economiche, Roma è bella ma non basta per giustificare gli azzurri nel Torneo i temi toccati da Barnes nel suo editoriale.

Temi triti e ritriti, come detto. Di solito escono a metà febbraio, dopo le prime sconfitte azzurre nel torneo, ma essendo il Sei Nazioni in stand by ecco che l’opinionista inglese ha deciso di parlarne a maggio. E questa è forse la sola novità, la sola notizia del suo articolo. Barnes, ça va sans dire, cita poi le solite alternative all’Italia: Georgia e Romania. E, in un volo pindarico di fantasia e fantascienza, vi aggiunge anche la Germania. È proprio vero, con l’emergenza Covid-19 ci si deve inventare di tutto pur di parlare di sport.

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5 commenti su “Sei Nazioni: “Basta Italia, cacciamola”, torna il refrain inglese

  1. L’alternativa è il 5N. Barnes non s’è svegliato male: di là del Canale l’opinione sempre più consolidata è che il 6N, e soprattutto la Celtic League con italiani e sudafricani, siano insostenibili da molti punti di vista. E che lo saranno ancora più evidentemente nel dopo pandemia, col rugby internazionale che verrà. Poco da girarci intorno.

    1. @Malpensante: leggere i tuoi interventi è una boccata d’ossigeno, tra siti più o meno filo-federali, per i quali il problema è un tizio inglese che esprime la propria opinione e non il fatto che l’Italia da 5 anni a questa parte non va nemmeno vicina a vincere una sola partita. Per non parlare dei dati d’ascolto dei nostri incontri, crollati ad un terzo rispetto a 10 anni fa.

        1. No Duccio, non mi riferivo a te e lo sai, però su altri lidi ho letto cose francamente ridicole. Si sta dando eccessiva impoartanza ad una vicenda, anzi nemmeno, ad un’esternazione che lascia il tempo che trova. I problemi del nostro rugby sono ben altra cosa che l’opinione personale di tizio o caio. C’è chi invece vi si è buttato a pesce per evitare di parlare di altre cose e di dover porre domande scomode a chi di dovere. Ripeto, non è il tuo caso.

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