Rugby mondiale: Woodward “Fiji e Samoa imbarazzanti, e quei voti dell’Italia…”

Il leggendario ct dell’Inghilterra campione del Mondo attacca le due nazioni che hanno votato Beaumont e sottolinea l’eccessivo peso azzurro.

Lo aveva detto alla vigilia del voto per eleggere il presidente di World Rugby che avrebbe appoggiato Agustin Pichot e ora, dopo la conferma di Bill Beaumont, Sir Clive Woodward continua la sua battaglia contro il capo del rugby mondiale. E punta il dito contro chi lo ha votato.

In particolare quelle nazioni, come Fiji, Samoa, Canada e Giappone, che pur essendo emergenti hanno votato a favore dello status quo. “Dopo questa scelta, la nostra simpatia sarà minima se quelle nazioni esprimeranno nuovamente una denuncia in merito alla mancanza di opportunità di giocare contro le nazioni T1 o, nel caso delle squadre delle Isole del Pacifico, del fatto che i loro migliori giocatori vengano scippati da altri Paesi – le dure parole di Woodward sul Daily Mail –. O essere lasciati praticamente senza guadagni quando giocano come Inghilterra davanti a 80.000 a Twickenham, partite che hanno incassato oltre 14 milioni di sterline per la RFU. I giocatori in quei Paesi dovrebbero essere indignati e chiedere perché le loro Federazioni non hanno votato per il cambiamento”.

Ma Woodward non risparmia una stilettata neanche all’Italia, altra elettrice di Bill Beaumont. Anzi, grande elettrice, visto che la FIR ha tre voti a disposizione (come tutte le nazioni del Sei Nazioni e della Rugby Championship, ndr.), rispetto ai due del Giappone, o al singolo voto di nazioni come le Fiji o Samoa. “Se una nazione che ha perenni scarse prestazioni come l’Italia avesse votato diversamente, Gus Pichot avrebbe vinto” ha detto Woodward. Sì, perché anche se Beaumont ha vinto con un “netto” 28-23, bastava il solo voto italiano – che appunto vale tre voti – per ribaltare la situazione. Insomma, oltre che in campo il peso azzurro ora viene messo in discussione anche nella politica ovale.

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5 commenti su “Rugby mondiale: Woodward “Fiji e Samoa imbarazzanti, e quei voti dell’Italia…”

  1. Woodward so Samoa e Fiji non ha per niente torto…inutile piangere che ti portano via I giocatori, che non ti danno “la stecca” giusta quando giochi a Londra/Dublino/Roma ecc, inutile che ti lamenti che sei trattato di emrda e poi non voti l’unico che engli ultimi anni ha provato a fare uno straccio di battaglia epr te e che probabilmente fosse stato eletto avrebbe guardato piu’ allo sviluppo delle Tier 2…se voti chi di fatto promette di mantenere lo status quo allora poi stai zitto.
    Occhio non dico che Pichot avrebbe rivluzionato eprche’ si sarebbe scontrato con el grosse unions su certi argomenti…ma appunto ci si sarebbe scontrato…Beaumont fara’ il loro gioco con buona pace di Fiji e Samoa.

    Sul commento all’italia…mi sembra meno sensato…l’Italia fa parte dello status quo alla fin fine, e vota in quel senso.

  2. Posto che anche a me un cambiamento di governance faceva piacere, la Fir aveva ampiamente detto che avrebbe votato cosi, e almeno è stata coerente.
    Poi, figuriamoci votare contro le altre del 6N, politicamente sarebbe stato un mezzo suicidio. Proprio perchè siamo cosi scarsi sul campo meglio evitare di inimicarci chi ancora ci permette di essere li a racimolare qualche soldo.
    Poi magari con la vittoria di Pichot non cambiava molto, ma forse l’umore di RFU&co. si. E nel 6N decidono loro.

  3. Poco da stupirsi: Fiji hanno un assassino come rappresentante, Samoa tra reddito e democrazia sta nei bassifondi del mondo, come si faccia ad assicurarsene il voto mica ci vuole Montalbano per scoprirlo. Noi esistiamo grazie ai soldi del 6N, senza alcun merito agonistico e senza risorse proprie: voto obbligato a chi ci dà da mangiare. Il che fa anche più senso degli isolani: almeno là un domani potranno dare la colpa ai regimi, noi a nessuno.

  4. Posto che il Giappone il suo tornaconto l’ha già ricevuto, visto che son pronti ad essere riconosciuti Tier 1. Vero anche che questo comporterà un ridisegnare le competizioni per venir loro incontro (Rugby Championship?).
    L’ultima volta che successe qualcosa del genere il 5N diventò a 6, e sulla scia di un terzo posto mondiale l’Argentina mise le basi per modificare il Tri-Nations.
    Comunque su Rugbymeet si ipotizza come le Figi possano essere le prossime con cui parlare di un “cambiamento di Tier”, ma con più calma. Magari una promessa che ha portato i voti a Beaumont e Laporte.

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