Italdonne: Tounesi “Ero piena di rabbia, poi mi sono innamorata del rugby”

La terza linea del Colorno e dell’Italia femminile in un’intervista senza veli, in cui parla del suo passato e di come la palla ovale le abbia cambiato la vita.

La terza linea del Colorno e punto fermo dell’Italdonne Sara Tounesi racconta in un’intervista esclusiva a OA Sport come sta vivendo questo periodo di stop dello sport a causa del Coronavirus e racconta la sua vita, non sempre facile e quell’amore esploso di colpo per il rugby.

Sara, prima domanda. Come stai, come stai vivendo questa emergenza e com’è la tua giornata tipo in questo difficile periodo?

Sto bene, molto bene grazie! Sono rinchiusa in casa, da sola, perché la mia famiglia vive a Cremona e mia mamma fa l’operatore sociosanitario. Quindi ho deciso di stare qui sola per non correre rischi. Ho cercato di mantenermi attiva, perché mi conosco e c’era il forte rischio che vincesse la pigrizia.

Hai trovato un metodo particolare per battere la pigrizia…

Con l’aiuto della Fir ho lanciato l’idea di allenarmi in video con altre ragazze in tutta Italia. È stata una figata pazzesca, ho conosciuto tantissimi ragazzi e tantissime ragazze e mi stimola molto ad allenarmi, potendolo fare ogni giorno con qualcuno di diverso. Ora mi prendo il weekend libero, ma prima facevo 7 su 7, anche grazie a Gina (Paola Zangirolami, ndr.) che ripubblicava tutto e Leila Pennetta che mi ha aiutato con il comitato Sud. La mattina faccio volontariato con le altre ragazze, cerchiamo di aiutare la comunità, anche perché stare a casa è noioso.

Ti sei innamorata del rugby. Ma cosa è il rugby nella tua vita, quanto è importante?

Decisamente mi ha cambiato la vita. Non mi vergogno a dirlo, lo penso da sempre, ma non avessi giocato a rugby sarei finita a fare la delinquente. Ero stupida, facevo la stupida e il rugby mi ha insegnato moltissimo, quello che forse non mi avevano mai insegnato prima. Mi ha salvato la vita.

Continua a leggere l’intervista completa su OA Sport.

Foto – Martina Sofo

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