Rugby Seven: Pratichetti “Serve l’Accademia, che rabbia certe critiche”

Il giocatore del Mogliano e dell’Italseven racconta la sua vita in questo periodo di quarantena e fa il punto sul rugby olimpico in Italia.

Il centro del Mogliano e punto fermo dell’Italseven Andrea Pratichetti racconta in un’intervista esclusiva a OA Sport come sta vivendo questo periodo di stop dello sport a causa del Coronavirus. Dallo studio ai problemi del rugby italiano di oggi, arrivando alla questione del rugby olimpico e di cosa manca per fare il salto di qualità.

Il Coronavirus ha sconvolto lo sport, portando addirittura al rinvio dei Giochi Olimpici. A Tokyo il rugby azzurro non ci sarà. Quanto è lontano il Seven italiano dall’elite mondiale?

“Quest’anno dopo 6 anni ci siamo qualificati ai tornei per qualificarci per le World Series, anche se alla fine purtroppo non sono andati benissimo. Ma per me il gruppo c’è, ci sono giocatori giovani di qualità, ma se è faticoso farli emergere a XV, figurati a Seven dove ci sono meno raduni. Per me siamo lontani dall’elite, certo, ma non troppo, basterebbe poco per fare il salto di qualità”.

Senza volerti trascinare in polemiche politiche, ma da atleta esperto che vive il Seven ormai da qualche anno, cosa è quel poco che manca per fare il salto di qualità? Cosa si è sbagliato, cosa va cambiato?

“Il limite più grande è quello di non potersi vedere spesso, di non fare raduni. Io ho iniziato convinto che rugby a XV e Seven fossero sport simili, invece è tutto un altro sport, fisicamente ma anche come gioco. Facendolo cinque volte l’anno, ogni volta ricominci da capo. Poi c’è la questione del gesto naturale, istintivo. Cose che fai abitualmente a XV nel Seven sono sbagliate. Sicuramente un’Accademia, di cui si parla da tempo, sarebbe fondamentale, permetterebbe a ragazzi di giocare sempre assieme. Incontrarsi più spesso è fondamentale, ma so che è difficile visto che partecipiamo tutti al campionato di rugby a XV e non possiamo fare tanti raduni. Con l’Accademia non ci sarebbero più scuse, devi fare salto di qualità. Se pensi alle nazionali che affrontiamo, come la Germania, loro hanno un gruppo sportivo di rugby 7s ben definito e i risultati si vedono”.

Leggi tutta l’intervista ad Andrea Pratichetti su OA Sport.

Foto – Rugby Europe/Rafal Gaglewski

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