Rugby italiano: dall’emergenza si esce solo uniti

Il Sedicesimo Uomo lancia un appello a tutti i protagonisti ovali, in primis ai candidati alla presidenza Fir, per lasciare da parte le polemiche in questo momento. Per il bene del rugby.

Il rugby, come tutta l’Italia, è fermo. La crisi che ha travolto tutto e tutti ha destabilizzato anche Ovalia, che guarda con apprensione all’emergenza Covid-19 e con ancor più paura al dopo. Come ripartire? La ricetta, oggi, forse non c’è ancora, ma quel che è certo è che bisogna farlo tutti assieme. Il Sedicesimo Uomo ha lanciato in questi minuti un appello al movimento, in particolare a Gavazzi, Innocenti e Poggiali, affinché le polemiche vengano messe da parte e si lavori tutti assieme. Come il rugby ci insegna.

“Non è facile trovare le parole, sarebbe grave non averne. In questo passaggio drammatico siamo tutti distanti e siamo uniti come mai prima.

Medici sportivi che lavorano nei reparti di terapie intensive e sub intensiva, amatori che trasportano merci su e giù per l’Italia, famiglie messe a durissima prova dal dolore e dalla paura, amici che se ne sono andati.

Siamo una comunità aperta, lo siamo sempre stati noi che amiamo l’ovale.
Siamo aperti e pieni di rabbia e frustrazione perché le braccia forti sono legate e la buona volontà non basta a rendersi utili, perché l’unico gesto disponibile è l’isolamento, separarci per salvare vite, proprio noi che siamo abituati a legarci, ad abbracciarci per spingere insieme.

Mentre resistiamo siamo costretti a pensare al dopo, a cosa sarà di questo sport alla fine della lunga traversata nel dolore. Non ci sarà denaro per ricostruire, non abbastanza, resteranno le braccia e la voglia. Il rugby ha un tessuto connettivo diverso, fatto di entusiasmo, passione e buona volontà.

Il rugby di base è abituato a ripartire sempre, fiori sull’asfalto, bellezza e gioco dove non cresce nulla. Genitori ed educatori si rimboccheranno le maniche, è sempre bastato un campo e poco più. Non vanno lasciati soli però, è stato troppo comodo pensare che se la cavassero sempre, ora bisogna aiutarli a ricominciare.

Per l’alto livello, per le categorie maggiori invece servirà un progetto e va scritto ora. Solo che dobbiamo scriverlo tutti insieme, nonostante mezzi e distanza. La distanza fisica, quella ideologica e quella politica, che ora va cancellata. Il CONI va verso la proroga delle presidenze federali e in questa situazione è giusto che sia così.

Facciamo un appello a Marzio Innocenti, ad Alfredo Gavazzi e a Giovanni Poggiali, lo facciamo apertamente. Questo è tempo di razionalità e armonia, di un tavolo per costruire, di alzare insieme la testa e guardare oltre veleni e divisioni.

Tempo che Gavazzi non corra da uomo solo al comando, tempo che noi tutti non lo si contesti perché troppo solo al comando. Altri sport hanno offerto uno spettacolo indecoroso, egoismi e rancore, cecità rispetto all’obiettivo unico. Noi possiamo e dobbiamo essere molto meglio, possiamo e dobbiamo costruire il domani proprio ora che sembra lontanissimo.

Insieme, che per una volta non è solo un hashtag”.

Foto – f/orme Pet Photography

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