Italrugby: il Covid-19 mette la palla ovale di fronte ai suoi limiti

Il Grillotalpa, aka Paolo Wilhelm, parla dell’emergenza non preventivabile che fa i raggi X a un movimento che per troppi anni si è guardato l’ombelico, federazione e club. Poi, improvvisamente, arriva la realtà. 

“October surprise” è la definizione con cui negli Stati Uniti viene indicato l’evento o il fatto di cronaca inatteso che nell’anno delle elezioni presidenziali (quindi come questo 2020) scompagina le carte in tavola e che può cambiare il corso delle cose, ribaltando posizioni che si erano consolidate nei mesi precedenti. Tipo la diffusione delle mail private di Hillary Clinton, rese pubbliche qualche settimana prima del voto nel 2016 e che secondo molti analisti punirono la candidata democratica in alcuni stati chiave, rendendo inutile la sua vittoria nel voto popolare. Una roba così. 
A volte questi fatti imprevedibili e inaspettati arrivano un po’ prima, come avvenne per l’uragano Katrina, ma insomma, ci siamo capiti.

Il Coronavirus ha letteralmente fermato il mondo e lo sport non è rimasto immune, è anzi forse uno degli ambiti che più hanno reso plastica la serrata – il lockdown – in cui ci troviamo a vivere da qualche settimana praticamente ad ogni latitudine. Fermati i campionati di calcio, le coppe europee, gare di F1 e motomondiale rinviate e/o cancellate, Wimbledon e Roland Garros hanno tirato giù la serranda, Olimpiadi rimandate di un anno e chi più ne ha più ne metta. Il rugby non è da meno e il suo calendario da qui ai prossimi mesi è stato congelato o annullato. Continua a leggere su Il Grillotalpa.

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