USA: la Federazione a stelle e strisce dichiara fallimento

Gli USA Eagles sono in bancarotta a causa dei problemi con il Pro Rugby, le spese eccessive nella corsa alla RWC 2019 e, ora, il Covid-19.

Il rugby americano è fallito. La Federazione USA ha presentato istanza di fallimento al termine di un lungo periodo di profonda crisi, sia sportiva sia economica. Le diatribe legali con Pro Rugby, la società che aveva provato a portare il rugby professionistico in America, i costi eccessivi sostenuti nella campagna per qualificarsi a Giappone 2019 e, ora, l’epidemia che ha fermato tutta la palla ovale mondiale.

L’istanza di fallimento permettere all’USA Rugby di accedere ai finanziamenti di World Rugby per continuare i programmi del rugby a XV e, soprattutto, del Rugby Seven, a un anno dai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 (spostati ufficialmente a luglio 2021, ndr.). A ciò si aggiungono tagli nel personale.

“Questo è il periodo più difficile che questa organizzazione ha affrontato e tutte le decisioni non sono mai state prese alla leggera per arrivare a questa scelta. Ovviamente l’attuale situazione (emergenza Covid-19, ndr.) va ben oltre al mero rugby, restiamo concentrati con le parti interessate e i sostenitori nello sforzo continuo per creare una comunità di rugby equilibrata in cui il gioco possa davvero crescere” ha dichiarato Barbara O’Brien, consigliera federale di USA Rugby.

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3 commenti su “USA: la Federazione a stelle e strisce dichiara fallimento

  1. Il rugby purtroppo non è uno sport a ritorno planetario e farlo partire se parti da dietro costa molto, l’unico paese a farcela è stato il Giappone perchè basato su un modello in cui i club sono legati a grandi aziende,resta uno sport di nicchia esclusi pochi paesi.

    1. Ciao Tony, hai sicuramente ragione ma credo che una buona di colpa del « non sviluppo » del rugby va data ai pochi paesi al top del rugby mondiale. 2 cose su tutte che secondo me sono state fatali riguardano le regole: una il fatto che le regole siano interpretabili e non certe, e quindi arbitrando sempre in favore della squadra più forte hai limitato gli exploit, due il voler far evolvere le regole secondo le esigenze dei più forti ha costretto gli altri ad inseguire sempre con 1 o 2 tempi di differenza: esempio su tutti il falso penetrante, che prima era un velo e quindi un calcio di seconda contro, poi è diventato un modo « furbo » per andare a bucare la difesa e segnare. E possiamo continuare con molti altri esempi.
      Quindi si, il rugby resta di nicchia, ma anche perché chi ha il potere non vuole rischiare di perderne neanche un po’.

  2. Mi è capitato di avere a che fare con la federazione americana per questione di lavoro,ma tutto quello che ho sentito è stato che diventeranno i migliori al mondo e cavolate varie,ma ho visto una gestione davvero dilettantistica della federazione. Non sono sorpreso sia andata così. Un carrozzone di ciarlatani come tante organizzazioni sportive americane

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