Italrugby: Michele Rizzo appende le scarpe al chiodo

Il pilone del Petrarca Padova, ex azzurro, ha annunciato su Facebook il suo addio al rugby giocato. Smette un grande giocatore e un grande uomo.

Una carriera, come dice lui stesso, fatta di alti e bassi, ricca di successi, ma anche di quella rincorsa alla maglia azzurra tanto faticosa quanto meritata. Michele Rizzo, classe ’82, pilone vecchio stampo ma dal gioco moderno ha annunciato l’addio al rugby giocato. Lo ha fatto con un post su Facebook e con l’amaro in bocca di dover dire basta senza poter scendere un’ultima volta in campo, causa l’epidemia di Covid-19.

“Mai avrei pensato di finire in questo modo la mia carriera. Ovviamente il mio pensiero in questo momento va a chi sta male e a chi ha perso molto a causa di questa emergenza. Volevo solo ringraziare la mia famiglia, gli amici, tutti i compagni di squadra, avversari, staff, tifosi e appassionati che ho avuto la fortuna di incrociare nel corso di questa avventura fantastica. Un’avventura fatta di molti alti e molti bassi…mai avrei scommesso di arrivare così in alto e togliermi certe soddisfazioni. Grazie RUGBY!” sono le sue parole sui social.

Nato a Dolo, Venezia, il 16 settembre 1982, Michele è di fatto padovano, città dove è cresciuto, ha studiato e ha giocato a rugby. Nel suo Petrarca, squadra in cui fa tutte le trafile giovanili prima di esordire, giovanissimo, in prima squadra nel lontano 2001. Il 25 giugno del 2005, invece, veste per la prima volta la maglia azzurra, a Melbourne contro l’Australia.

VOTA IL XV AZZURRO DI TUTTI I TEMPI

Alti e bassi, dice. Infatti per il suo secondo cap deve aspettare l’addio di Berbizier, l’arrivo di Mallett e il 2008, sempre a giugno, sempre in trasferta, in Sudafrica questa volta. L’anno successivo passa alla Benetton Treviso, con cui nel 2010 esordisce nell’allora Celtic League. Cinque stagioni in biancoverde e nel 2012, questa volta con Brunel, arriva il suo terzo cap, questa volta finalmente nel Sei Nazioni, ma ancora in trasferta, a Dublino.

Nel 2014 lascia l’Italia e va in Inghilterra, destinazione Leicester Tigers. Dopo una prima stagione da protagonista, durante i Mondiali in Inghilterra si infortunia al ginocchio e perde un anno. Torna a Leicester, gioca in nazionale con O’Shea, suo quarto ct, poi in prestito a Edimburgo, poi nuovamente i Tigers e, infine, nel 2018 il ritorno a casa, nel Petrarca.

Con l’Italia ha giocato 23 partite in 12 anni. Troppo poche – al punto che su Facebook nacque la pagina “Vogliamo Michele Rizzo in Nazionale” – e condite da una sola marcatura. Ma di quelle che non si dimenticano. Michele, infatti, si è tolto lo sfizio di segnare una sola meta, ma di farlo in un Mondiale, nel 2015 contro il Canada. Meta decisiva, perché gli azzurri erano sotto a sorpresa 10-0 e perché, alla fine, vinsero 23-18, cioè con quei cinque punti, gli unici della carriera azzurra, di Rizzo.

Foto – Elena Barbini

SOSTIENI R1823 CON UNA DONAZIONE

R1823 è da sempre gratuito, basandosi sulla raccolta pubblicitaria che, però, è sempre più difficile, soprattutto in questo periodo storico. Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il lavoro di R1823 sostenendo questo blog. Puoi lasciare una piccola donazione su Paypal (dona).

Rispondi