Giornalismo: Gianni Mura e quella volta che parlò di rugby

Si è spento oggi una delle firme più famose del giornalismo sportivo. Che non parlò mai di rugby. Tranne una volta. Perché sapeva quando un evento era epocale.

È morto oggi Gianni Mura, stroncato a 74 anni da un infarto. Se ne va una delle firme più raffinate del giornalismo sportivo italiano, che nella sua lunga carriera ha scritto per la Gazzetta dello Sport e la Repubblica. Milanese classe ’45, Mura ha raccontato il calcio e il ciclismo degli ultimi 55 anni, raccogliendo idealmente l’eredità di un altro fuoriclasse della penna, Gianni Brera.

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Gianni Mura nella sua lunga carriera non è mai stato un giornalista di rugby e, evitando voli pindarici tuttologi, ha evitato di affrontare un argomento che non era il suo. Tranne rarissime eccezioni, che ne dimostrano la grandezza. Come quasi esattamente 23 anni fa, il 23 marzo 1997, quando nella sua abituale pagella, dedicò l’apertura proprio alla palla ovale. “MAI perdere l’ occasione di dare un voto alto: 9 agli azzurri del rugby, che hanno battuto i francesi a casa loro” scrisse dopo la vittoria dell’Italia a Grenoble. Perché lui aveva già capito che si era scritta la storia e non poteva restare con la penna in mano.

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