Coronavirus: il rugby italiano si fermi fino a settembre

Antonio Raimondi, storica voce della palla ovale italiana, lancia un appello per seguire gli esempi degli altri Paesi europei.

Riprendere a metà aprile? A maggio? Prolungare la stagione fino all’estate? Cambiare i format dei vari campionati per adattarli all’emergenza Covid-19? Il rugby italiano, o per la precisione Alfredo Gavazzi e la Fir, stanno pensando a cosa fare da qui ai prossimi mesi. Ma, forse, l’idea più credibile (e quella cui si orientano la maggior parte dei Paesi europei) è quella di finire qui la stagione e pensare alla prossima. L’appello lo ha lanciato su Facebook Antonio Raimondi, voce del rugby italiano da anni. Ecco il suo post.

Io la vedo così. Stagione finita, cancellata. Nessun scudetto assegnato, campionati dal Top 12 alla Serie C senza classifica, così come per tutta l’attività giovanile. Parlo del nostro caro rugby. Ci possiamo adeguare ad altre parti d’Europa che l’hanno già fatto. Il mondiale di rugby under20 che dovevamo ospitare è stato cancellato, sarebbe stato l’ultimo atto della stagione 2019/2020 sui campi italiani. Inutile pensare di finire questa stagione, anche il Pro14 è stato sospeso a tempo indeterminato. Abbiamo capito che non sarà una questione di giorni. Il tre aprile, speriamo, di aver superato il picco, ma ci vorrà altro tempo per superare la crisi. Noi abbiamo il dovere di proteggerci l’un l’altro, seguendo le regole.

Non vuol dire rinunciare, al contrario è il modo migliore per pensare al futuro, mentre altri stanno lottando per salvare il maggior numero di persone. Iniziare a pianificare e destinare risorse per la ripartenza del nostro rugby. È la cosa più seria da fare, il modo migliore per accudire il nostro rugby, salvare i nostri club. Quando mia madre mi ha raccontato dei giorni successivi alla liberazione dell’Italia, mi ha sempre colpito il fatto che la gente avesse voglia di ballare e ogni sera nelle corti delle case milanesi si ballava. Una cosa che ho ritrovato nelle parole di Francesco Guccini che ha recentemente detto che c’era una voglia di ballare che faceva luce. Ora me la immagino così la nostra voglia di rugby: un’energia eccezionale, una luce di speranza. Quando potremo tornare ad abbracciarci, sarà il desiderio di rugby a fare luce. Sogno il Giuriati, il mio campo, pieno di rugbisti e delle loro famiglie, con partite senza sosta, dall’under 6 agli old. Siamo abituati a passare indietro per andare avanti, possiamo capire che questo stop serve per andare avanti.

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2 commenti su “Coronavirus: il rugby italiano si fermi fino a settembre

  1. Ma perchè deve essere il “buon Raimondi” a lanciare un appello al BUONSENSO? Ma di cosa ha ancora bisogno la Federazione? Sono un old, ottimista, positivo, buontempone. Non voglio essere polemico, ma mi è venuto un paragone che attinge alla realtà quotidiana. FEDERAZIONE= CORONAVIRUS

    Ci stanno facendo morire piano piano tutti !! pierluigicarli

  2. mica per ripetersi
    malpensante ha detto:
    4 Marzo 2020 alle 8:10 pm
    Federazione Italiana Rimbambiti. Ma questi sanno leggere o almeno guardano la tv e capiscono l’italiano?

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