Cura Italia: ecco cosa dice il decreto per lo sport

Il governo ieri ha varato il decreto che deve “aiutare” economicamente il Paese colpito dall’effetto Covid-19. E si parla anche di sport.

L’Italia si è fermata per combattere il Coronavirus. Negozi chiusi, imprese ferme, turismo bloccato, cultura e spettacoli al palo, ma anche lo sport è andato in stand-by. Ieri il governo ha varato il cosiddetto decreto “Cura Italia” che dovrebbe (almeno nelle intenzioni) aiutare imprenditori, commercianti, lavoratori e autonomi ad andare avanti nonostante la crisi sanitaria che sta colpendo duramente anche (e soprattutto) l’economia.

Senza entrare nei dettagli – che non competono certo a un blog che si occupa di rugby – vediamo a grandi linee come il “Cura Italia” si rivolga anche al mondo dello sport. Per le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, sono sospesi fino al 31 maggio 2020 i termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali. Ai collaboratori delle società sportive verrà corrisposta una indennità con una spesa massima di 40 milioni di euro per il 2020, che può essere richiesta facendo domanda alla società Sport e Salute s.p.a..

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