Rugby & Doping: Gavin Henson “Chi si droga vada in galera”

L’ex campione del Galles, ora proprietario di un pub, ha parlato della questione doping dopo le accuse di Gatland.

Oggi ha appeso gli scarpini al chiodo, dopo una carriera fatta di alti e bassi, figlia del suo genio ma anche della sua sregolatezza. E oggi Gavin Henson, uno dei giocatori più talentuosi del nuovo millennio, gestisce un pub, “The Fox”, ma non dimentica il suo passato rugbistico.

Intervistato da WalesOnline, l’ex campione ha parlato delle accuse di Warren Gatland che qualche giorno fa ha dichiarato che in passato era convinto che un suo giocatore del Galles si dopasse (steroidi, ndr.), ma che non aveva mai avuto la prova di ciò. E Henson, che con Gatland ha giocato, ha detto la sua. Sparando a zero.

“Sono stato in un ambiente in cui c’erano controlli antidoping, ma c’erano alcuni ragazzi che riuscivano a evitarli. È successo a livello professionale – rivela Henson-. Come sia accettabile, non lo so, ma come giocatore non puoi farci niente. Sì, certo, mi ha fatto arrabbiare. I ragazzi tradiscono i valori e i compagni e questo genere di cose ti dà un tale vantaggio. Ci sono ragazzi che hanno avuto una carriera basata sul ‘prendere cose’ che è costata ad altri giocatori una chance internazionale, o persino il posto nel club. E parliamo dunque di soldi”.

“La soluzione? Per me la regola che dovrebbe essere in vigore è che se vieni sorpreso a prendere droghe dovresti finire in galese, perché stai rubando una vita. Stai guadagnando soldi che meriterebbe qualcun altro” conclude Gavin Henson, il quale fra le righe fa capire di sapere il nome di uno o due giocatori dopati, ma che non ha le prove per fare nomi.

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