6 Nazioni: Cvc, Predator o E.T.?

Il Grillotalpa, aka Paolo Wilhelm, affronta l’ingresso del gruppo di private equity nel Torneo. Sarà un alieno nel mondo ovale, ma sarà buono o cattivo?

Vantaggi, opportunità, nuovi scenari: l’ingresso del gruppo di private equity nel gotha della palla ovale europea mette il rugby in una condizione tutta nuova, e sposta il confine. Ed  espone anche a rischi culturali mai affrontati prima. 

Se ne parla da tempo, si attendono solo comunicati ufficiali con le cifre definitive. Arriveranno. Parlo di CVC Capital Partners e del suo “ingresso” nel board del Sei Nazioni e del Pro 14. Ieri R1823 ha prefigurato una (verosimile) ripartizione economica di quei soldi. E sono numeri pesanti, visto che per la FIR si parla di circa 45 milioni euro netti.

Una vicenda destinata a cambiare non poco il rugby europeo. Le opinioni sono in larga parte favorevoli, vista l’abbondante immissione di liquidità fresca nelle casse di tutte le federazioni coinvolte. Al momento però nessuno sembra porre l’accento su un aspetto che sul medio-lungo periodo avrà un peso non indifferente, nessuno sembra porsi la domanda più importante: quali sono gli obiettivi di CVC? Continua a leggere su Il Grillotalpa.

2 commenti su “6 Nazioni: Cvc, Predator o E.T.?

  1. Occasione unica per portare a casa il grisbi e cambiare tutto: prendiamo i soldi e organizziamoci per uscire. Su, candidati, un po’ di coraggio. Male che vada perderete, ma almeno avremo respirato un minimo di aria pulita.

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