Olimpiadi 2020: anche Tokyo a rischio per il virus

Il Cio valuterà entro i prossimi tre mesi se disputare i Giochi Olimpici. Allontanata l’ipotesi di un cambio di sede.

È solo un’ipotesi, e francamente visto le tempistiche appare pure remota, ma il rischio che quest’estate non ci siano le Olimpiadi esiste. A dirlo, come riporta la Gazzetta dello Sport oggi, è Dick Pound, membro del Cio dal 1978. “Quella da prendere sull’Olimpiade è una decisione enorme, non si può prendere senza avere fatti comprovati su cui basarla. Qualsiasi indirizzo stia ricevendo in questo momento il Cio, non porterà a un rinvio dei Giochi. Non si può posticipare qualcosa che ha le dimensioni di un’Olimpiade. Sono coinvolte cosi tante parti, così tanti Paesi, così tanti calendari sportivi e televisivi, che non si può dire semplicemente “Ok, la faremo in ottobre”. E spostare un’Olimpiade altrove è difficile, perché ci sono pochi posti al mondo che possono pensare di garantire le strutture necessarie ai Giochi in così poco tempo” le sue parole, anche se poi – rivolgendosi agli atleti – smorza i toni. “Fino a prova contraria andrete a Tokyo. Al momento tutto porta a dire che si gareggerà. Quindi rimanete concentrati sui vostri sport, con la sicurezza che il Cio non vi sta spingendo verso una situazione di pandemia”.

Parole, queste ultime, che vengono “confermate” da Giovanni Malagò, che appare molto più ottimista e possibilista. “Bisogna essere ottimisti. Sarei un irresponsabile se dicessi una cosa diversa, sono un membro del Cio. I Giochi si faranno assolutamente, ogni giorno parliamo col Cio e non c’è nessun elemento inverso, vi do la mia parola d’onore” le parole del numero 1 del Coni.

Foto – Flickr

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