6 Nazioni 2020: Irlanda-Italia, rischio rinvio più concreto

Un comunicato del Sei Nazioni getta nuovi dubbi sul fatto che tra due weekend si giochi il match di Dublino.

Irlanda-Italia è a forte rischio. Come avevo scritto ieri, il match valevole per il quarto turno del Guinness Sei Nazioni è in dubbio, con il governo di Dublino preoccupato per l’evolversi della situazione Coronavirus in Italia. E oggi il Sei Nazioni ha pubblicato un comunicato che non fa ben sperare.

Il Sei Nazioni è a conoscenza della raccomandazione del Ministero della Salute irlandese relativa all’incontro del Torneo 6 Nazioni Irlanda v Italia di sabato 7 marzo. La Federazione irlandese ha organizzato un incontro urgente con il Governo irlandese per discutere ulteriormente il tema e Sei Nazioni rimarrà in stretto contatto con le parti in merito all’esito della riunione.

8 commenti su “6 Nazioni 2020: Irlanda-Italia, rischio rinvio più concreto

  1. C’e’ gente in giro che riesce a fare polemica e dietrologia anche sul fatto che forse Irlanda v Italia potrebbe venir cancellata o spostata…mi domando se questa gente seguia il rugby nel 2001 il rugby lo quando tutte le partite tra Irlanda e le altre home unions furono spostate per la foot and mouth?

    Si vero, la mortalita’ affligge solo poche persone e solitamente “fragili” o con situazione medica gia’ compromessa, ma un’eventuale epidemia avrebbe costi enormi per un sistema sanitario (ma non solo) visto che comunque al di la’ del fatto che il tasso di mortalita’ sia ridotto richiede comunque periodi di quarantena e ci sono un buona percentuale di contagiati che comunque finisce in terapia intensiva.
    Cosa cavolo ci si aspetta, che per una partita di rugby cun governo si assuma questi costi? Ma stiamo scherzando?
    La stupidita’ di certi commenti che si vedono in giro e’ ben peggio del corona virus!

    1. Buongiorno Stefo, son d’accordo con quello che dici, l’hanno già fatto in passato per l’afta e lo faranno questa volta. Ma se non bloccano i voli a quelli che ci andranno comunque che faranno, li rimanderanno indietro? Chiedo proprio per ignoranza

      1. Eh boh…pensi che per arrivare a tale misura come successo con la Cina serva un po’npiu’ di lavoro.
        adesso eviti 50mila persone fianco a fianco in uno stadio che mi sembra sensato per quanto non sia un medico

  2. Siamo riusciti a creare un casino di proporzioni cosmiche, ora visti come gli untori d’Europa.
    Che poi agli irlandesi cosa puoi dire? Tranquilli che non siamo contagiosi? Al loro posto faremmo lo stesso (anzi, anche peggio, grideremmo all’Europa assassina, figuriamoci).
    Certo, da tifoso con regolare biglietto, volo e hotel prenotati, ferie prese e in quarantena volontaria da ormai 5 giorni, la cosa mi secca parecchio, ma vabbè.
    Comunque siamo l’unico paese dove si è riusciti a creare una crisi di nervi di tali proporzioni.

    1. Liuk per me nelle stessa situazione dell’ITalia la psicosi sarebbe esplosa ovunque, semplicemente l’Italia e’ il primo Paese in Europa dove l’epidemia e’ arrivata…il per come ed I perche’ stara’ ad altri studiarli.
      Il resto dell’Europa? Non so, forse e’ passata dal pensare che fosse contenibile in Cina/Asia a o che fosse facilmente isolabile a capire che non e’ cosi’.

      Io non sono un medico, ma per quello che posso capire senza dubbio il timore mortalita’ e’ abbastanza ingiustificato, colpisce persone con situazioni mediche gia’ difficili da quanto capisco.

      Il problema e’ che la malattia ha una capacita’ di propagarsi maggiore rispetto ad un’influenza normale ed in ogni modo sembra portare alla necessita’ di dover andare in ospedale tra quarantena e rianimazione superior alle influenze medie.

      Aggiunta non da poco: non essendoci ancora un vaccino quelle persone piu’ a rischio non sono protette…io non so sara’ che ho dei genitori anziani, ma che mi si dica “ma muoiono solo i vecchi” fa girare vorticosamente le balle, come se in quanto anziani amen abbiano meno diritto a dover esser salvaguardati!

      A questo punto cosa si puo’ fare? Almeno cercare di evitare I grossi raduni di persone, come una partita che senza dubbio per una malattia altamenta infettiva sono una maniera di propagarla assicurata…basket e pallavolo in Italia son sospese questo fine settimana, il calico pensa alle porte chiuse…mi sembra onestamente logica come cosa…insomma cerchi di evitare possibiuli esposizioni che facciano aumentare il pericolo d’infezione.

      Comunque ricordo che nel 2001 per l’afta le partite dell’irlanda con le altre home unions son state tutte posticipate.

      1. Stefo, tutto vero, virus che passa di persona in persona facilmente, mancanza di vaccino, “cosa strana che viene dall’Asia”, outbreak in un paese occidentale quasi improvviso…
        Sta di fatto che nella maggior parte dei casi o non ti accorgi di averla o la passi come influenza, i casi di ricovero sono per lo più preventivi (lavorando con gli ospedali e avendo medici in casa sembrano confermare questo fatto), e se qualcuno sta male lo è (praticamente sempre) perchè aveva malattie pregresse, e allora ha bisogno di ricovero.
        Per dirti, in alcuni casi gli ospedali pare si siano resi conto che pazienti già ricoverati da qualche giorno avevano contratto il coronavirus.
        Italia che se vuoi ha scatenato sta psicosi come primo paese fuori dall’Asia con cosi tanti casi, ma siamo anche andati a cercarli. Perchè io non ci credo che in Italia ci sono 320 casi (12 morti) con 8500 controlli, e in Francia o Germania i casi siano solo 15-20. Ma probabilmente anche a Dublino c’è gente che gira col virus, ma da asintomatico o “influenza leggera” passa inosservato.
        Poi ovvio, anche io ho genitori anziani, a Padova, e sono il primo a dir loro di stare attenti.
        Insomma, alla fine capisco ovviamente che si debbano prendere precauzioni, eviti assembramenti se puoi farlo (ma non è che puoi impedire alla gente di prendere un volo, anche se a sto punto quasi preferivo mi rimborsassero tutto e ciao), però è evidente che è una psicosi più grande di noi (e, ripeto, rimandiamo Irlanda-Italia, ma siamo sicuri che se facciamo 6000 controlli in Francia poi non tocca rimandare anche Scozia-Francia?)

  3. Liuk per me nelle stessa situazione dell’ITalia la psicosi sarebbe esplosa ovunque, semplicemente l’Italia e’ il primo Paese in Europa dove l’epidemia e’ arrivata…il per come ed I perche’ stara’ ad altri studiarli.
    Il resto dell’Europa? Non so, forse e’ passata dal pensare che fosse contenibile in Cina/Asia a o che fosse facilmente isolabile a capire che non e’ cosi’.

    Io non sono un medico, ma per quello che posso capire senza dubbio il timore mortalita’ e’ abbastanza ingiustificato, colpisce persone con situazioni mediche gia’ difficili da quanto capisco.

    Il problema e’ che la malattia ha una capacita’ di propagarsi maggiore rispetto ad un’influenza normale ed in ogni modo sembra portare alla necessita’ di dover andare in ospedale tra quarantena e rianimazione superior alle influenze medie.

    Aggiunta non da poco: non essendoci ancora un vaccino quelle persone piu’ a rischio non sono protette.

    A questo punto cosa si puo’ fare? Boh non so ma penso che cercare di evitare I grossi raduni di persone, come una partita che senza dubbio per una malattia altamenta infettiva sono una maniera di propagarla assicurata non sia sbagliato, basket e pallavolo in Italia son sospese questo fine settimana, il calico pensa alle porte chiuse…mi sembra onestamente logica come cosa…insomma cerchi di evitare possibiuli esposizioni che facciano aumentare il pericolo d’infezione.

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