Sevens Challenger Series: l’Italia chiude sesta, ma non basta

Si è conclusa a Montevideo, in Uruguay, la seconda tappa del torneo di qualificazione alle Sevens Series. Ecco come è andata.

Una buona Italia si spinge fino al sesto posto nella tappa in Uruguay delle Sevens Challenger Series, ma i risultati delle altre partite condannano gli azzurri all’eliminazione. Pesano, soprattutto, il ko di misura con Hong Kong (con un nuovo errore arbitrale decisivo) e la vittoria dell’Uganda sullo Zimbabwe, che permette alle due squadre africane di chiudere a 19 punti (settima e ottava), con l’Italia alle loro spalle con 18 punti.

Si inizia con il quarto di finale tra l’Italia e la forte Hong Kong, finalista lo scorso weekend e ancora in corsa per un posto a Tokyo 2020. Nonostante la qualità degli asiatici sono gli azzurri a fare il match. Dopo due minuti è un ottimo Cioffi a involarsi in meta, con Fadalti che trasforma. Reagisce Hong Kong e un minuto dopo pareggia con Yiu Kam Shing. Gli asiatici alzano il ritmo e prima del riposo vanno in vantaggio con Morrison, ma Webb non trasforma. Gli azzurri sono però messi bene in campo e al 9′ è Bonavolontà a segnare la meta che il piede di Fadalti trasforma nel 14-12 azzurro. L’Italia difende il vantaggio, Hong Kong è in crisi e a 30 secondi dalla fine gli azzurri potrebbero controllare il match. L’arbitro (dopo lo scandalo con l’Uruguay una settimana fa) si inventa un tenuto inesistente (il fallo era del placcatore che non lascia mai l’avversario) e sulla ripartenza Hood beffa gli azzurri.

La sconfitta nega la semifinale all’Italia e, soprattutto, nega la matematica certezza di un posto nella top 8 (che potrebbe valere la qualificazione alla prossima tappa, se si disputerà). Ora gli azzurri sono obbligati a vincere i prossimi due match, chiudere quinti, e sperare nei risultati altrui. E il primo ostacolo viene superato bene. Contro Tonga gli azzurri confermano il bel gioco visto in questi due giorni, vanno subito in meta con Antl e raddoppiano al 3′ con Fadalti, che trasforma per il 12-0. I tongani si affidano a Tapueluelu (alla fine autore di tre mete) per accorciare un minuto dopo, ma è ancora Cioffi, al 6′, a dare il nuovo allungo azzurro sul 19-5. A inizio ripresa l’arbitro non vede un netto spear tackle tongano e poco dopo gli avversari accorciano sul -9. A chiudere il discorso ci pensa Vian all’11’ con la meta che regala la vittoria all’Italia. Nel finale, come detto, terza meta di Tapueluelu che fissa il punteggio sul 26-15.

Nella finale per il quinto posto sfida durissima contro la Germania. Italia che, visti gli altri risultati, è obbligata a vincere per appaiare Uganda e Zimbabwe al 7/9 posto, altrimenti chiude fuori dalla top 8 sicuramente (e con molto da recriminare con i match con Uruguay e Hong Kong, ndr.). E Italia che parte benissimo e dopo neanche un minuto va in meta con Antl per il 5-0 iniziale. Tanta la posta in gioco e tanti errori da entrambe le parti, con Cioffi che arriva a un metro dalla meta prima di venir portato in touche. Un fallo azzurro, però, regala un facile attacco alla Germania che marca sotto i pali e si porta avanti 7-5. Ma la risposta azzurra è immeditata: bell’azione offensiva, poi Bonavolontà con un calcetto supera la difesa tedesca, raccoglie l’ovale e Italia avanti 10-7 all’intervallo. Soffre l’Italia nella ripresa, con la Germania che spinge sull’acceleratore e a metà secondo tempo va in meta e tedeschi di nuovo avanti 12-10. E a un minuto dalla fine la Germania sorprende la difesa azzurra, meta e match chiuso 19-10. Italia che così chiude le due tappe delle Sevens Challenger Series al nono posto e viene eliminata.

La classifica finale delle top 8 vede ‘qualificarsi’ per l’ipotetica tappa finale (se si disputerà) Giappone, Hong Kong, Germania, Cile, Uruguay, Tonga, Uganda e Zimbabwe, con l’Italia appena fuori. Dovesse, invece, saltare l’ultima tappa, allora la vincitrice delle Sevens Challenger Series sarebbe il Giappone, che si qualificherebbe per le Sevens Series.

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