6 Nazioni 2020: Inghilterra devastante, l’Irlanda va ko

Si è disputata a Twickenham la sfida che chiudeva la terza giornata del Guinness Sei Nazioni. Ecco come è andata.

Torna l’Inghilterra in formato mondiale ed Eddie Jones torna in corsa per il titolo. A Twickenham i britannici vincono una battaglia durissima e spettacolare contro l’Irlanda a chiudere il terzo turno del Guinness Sei Nazioni 2020 e trova la seconda vittoria nel torneo, fermando la corsa perfetta degli irlandesi.

Parte fortissimo l’Inghilterra che vuole subito mettere in difficoltà l’Irlanda a Twickenham. La pressione è fortissima da parte dei padroni di casa nei 22 irlandesi e all’8′ calcetto in area di meta, Sexton non riesce a controllare l’ovale e George Ford ne approfitta e prima meta. Gli ospiti provano subito a reagire, alzano il ritmo di gioco e obbligano l’Inghilterra al fallo, ma ancora un errore di Sexton che sbaglia.

Al 21′ touche sui 5 metri per l’Inghilterra, ma l’Irlanda ruba la rimessa laterali, poi avanti inglese e ospiti si salvano. La squadra di Jones è indemoniata, Jonathan Joseph fa impazzire la difesa ospite, con folate continue dei padroni di casa che obbligano al fallo l’Irlanda. Maul inglese che spinge, vantaggio e, come all’inizio, un calcio in area di meta manda in confusione gli irlandesi, questa volta Stockdale, e Daly schiaccia. Soffre tantissimo la squadra di Andy Farrell, perde una touche nei propri 22 metri, ma la difesa si salva. Irlanda che non trova buchi nel muro bianco e quando perde palla è la velocità di Joseph a fare male, con l’Inghilterra di nuovo nei 22. Fallo dell’Irlanda e al 39′ Farrell mette il +17 dalla piazzola.

L’Irlanda vuole riaprire i giochi, costringe subito a perdere un pallone nella propria metà campo all’Inghilterra, ma Itoje ruba l’ovale e nulla di fatto. Ora sono i britannici a soffrire un po’, ma gli ospiti non ne approfittano. Al 47′ Farrell si aggrappa alla gamba di Stander, che reagisce colpendolo più volte e Peyper punisce giustamente l’inglese. Furioso attacco irlandese sui 5 metri, vantaggio chiamato dal TMO e fallo per l’Irlanda. Sexton sceglie la mischia e nonostante una difesa inglese oltre il limite dell’irregolarità è Henshaw a sfondare e riaprire il match, con Sexton che però manca la trasformazione. Dopo 10 minuti di sofferenza torna l’Inghilterra a mettere pressione ai ragazzi di Farrell sr., mentre i due tecnici cambiano diverse pedine in un match ad alta intensità.

E ancora una volta l’ingresso in campo di Ellis Genge cambia i valori in mischia chiusa, con l’Irlanda che subisce la superiorità del pilone inglese. E alla seconda maul dominante è Cowan-Dickie a schiaccare in meta e chiudere il match. Poco dopo ennesima distrazione irlandese con Cooney, corsa di Jonny May che viene placcato in ritardo e di spalle da Henshaw, ma Peyper non fischia e nulla di fatto. Irlanda che ora vuole evitare il punto di bonus agli inglesi in ottica corsa per il titolo e, dunque, Sexton e compagni che cercano di alzare il baricentro del gioco. Si arriva, così, a tempo scaduto con l’Irlanda che segna la meta con Porter che fissa il punteggio sul 24-12.

INGHILTERRA – IRLANDA 24-12

Domenica 23 febbraio, ore 16.00 – Twickenham, Londra
Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Jonny May, 13 Manu Tuilagi, 12 Owen Farrell, 11 Jonathan Joseph, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Tom Curry, 7 Sam Underhill, 6 Courtney Lawes, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Joe Marler
In panchina: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ellis Genge, 18 Will Stuart, 19 Joe Launchbury, 20 Charlie Ewels, 21 Ben Earl, 22 Willi Heinz, 23 Henry Slade
Irlanda: 15 Jordan Larmour, 14 Andrew Conway, 13 Robbie Henshaw, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Josh van der Flier, 6 Peter O’Mahony, 5 James Ryan, 4 Iain Henderson, 3 Tadhg Furlong, 2 Rob Herring, 1 Cian Healy
In panchina: 16 Ronan Kelleher, 17 Dave Kilcoyne, 18 Andrew Porter, 19 Devin Toner, 20 Caelan Doris, 21 John Cooney, 22 Ross Byrne, 23 Keith Earls
Arbitro: Jaco Peyper
Marcatori: 8′ m. Ford tr. Farrell, 25′ m. Daly tr. Farrell, 39′ cp. Farrell, 50′ m. Henshaw, 62′ m. Cowan-Dickie tr. Farrell, 90′ m. Porter tr. Cooney

7 commenti su “6 Nazioni 2020: Inghilterra devastante, l’Irlanda va ko

  1. Altra partita pazzesca, che fa vedere cosa sia il rugby internazionale, con ritmo e qualità che gli competono (e cui noi c’entriamo nulla).
    Inglesi che tornano quelli del mondiale nella partita dove dovevano farlo. Itoje solito mostro, oggi messo a marcare il secondo o terzo ricevitore, e fare più danni del solito. Ford primo tempo magnifico.
    Irlanda che ci ha provato, ma 7 volte su 10 le ha prese di santa ragione.
    Vista con un amico australiano (ex rugbista), che non ha capito ovviamente nulla del commento in italiano, ma ha lasciato due messaggi:
    – se la Francia ha battuto questi inglesi, i francesi son proprio forti
    . Quando all’Irlanda (aggiungo io in seconda battuta agli inglesi) fischieranno tutti i falli che fanno (cosa impossibile con uno come Peyper) sarà un altro sport

    1. E perche’ gli inglesi sui BD erano tutti pulitiu? Ma per paicere smettiamola con sta toria dei fallia gli irlandesi che sembrate ormai gli antivax o i grillini sulle scie cimiche!

      1. Infatti ho aggiunto anche gli inglesi, nessuno lo nega. Poi scusa Stefo, senza polemica, in questo caso tu sei il tifoso di parte… 😉
        E’ indubbio poi che sia diventato uno sport dove le cose che non si fischiano sono più di quelle per cui si fischia, e oggi il mio amico (neutralissimo, visto che ce lo vedo poco un aussie tifare per l’Inghilterra, e che ne sa più di me) ha fatto questo commento

        1. Io ho visto un Peyper che ha scelto un metro permussivo e l’ha applicato costantemente.

          Sta storia che non fuschuano solo all’irkanda e’ la solfa insopportabile.

          La Francia e il Galles vivono in fuorigioco da anni come irkanda ed inghilterra, la stessa italia o treviso sono diventate molto piu’ furbe ed astute e non lo notate

  2. Inghilterra nettamente superiore, nei primi 40 minuti ci hanno massacrato, salite della difesa veloce e soffocante, una ferocia nei bd incredibile (e spesso ben oltre il limite ma sembra qualcuno non se ne accorga se non sono maglie verdi) che hanno messo l’Irlanda in enorme difficolta’ a trovare un minimo di ritmo e gioco.

    Penso che gli inglesi abbiano enormi meriti, pero’ alla fine non posso non commentare l’ennesima prestazione indecente di Murray…lento come non so cosa ad usare l’ovale dalla ruck, non un buon box kick da contestare! Ormai si parla del suo giocare al di sotto dei suoi standard da piu’ di un anno, dal ritorno dal famoso inmfortunio al collo…non so che si ragioni, che forse quell’infortunio l’ha segnato e non e’ piu’ quello di un tempo ed ha 30 ani non ritornera’…si volti pagina. Cooney non avra’ fatto un aprtitone, qualche errore l’ha fatto ma cribbio almeno gli errori nascono dal provare a giocare veloce l’ovale, ed era sempre in supoorto nei breaks.
    Qeullo che Murray ci costa, e’ che il nsotro attacco finisce per essere statico, ogni volta che ci mette 3 secondi ad usare l’ovale significa che aprtiamo da fermi, che sia Stander (o altro avanti) o Sexton siamo costretti a partire da fermi…e se hai una difesa veloce significa che se provi a giocare largo sei subito sotto pressione, se invece sei un avanti che prova ad attaccare la linea subisci per forza di cose l’impatto visto che devi partire da fermo. Inutile star qui a discutere di ogni altra cosa se non s’iniza a dare un po’ di ritmo al gioco, lo si e; visto col Galles (la cui rpestazione di ieri ci aveva gia’ indicato che non si doveva sopravvalutare la vittoria) che con un po’ di ritmo e con un po’ di ritmo nel giocare dalla base della ruck si poteva fare meglio.

    Male anche i set pieces comuqnue oggi, dove gli inglesi ci hanno massacrato, dominanza in mischia rodinata nel secondo tempo a tratti ibarazzante, e sui lienout troppo spesos la palla usciva male per il loro lavoro di disturbo.

    Detto questo, a me in attacco comunque l’Inghilterra non e; che abbia impressionato molto…le prime due mete? Un calcio a punire un posizionamento di LArmour indecente con sexton che poi ci mette del suo, ed un altro calcio su cui solo Stockdale sa cosa stava pensando. In altre circostanze alla fine la linea difensiva irlandese ha tenuto e neanche male forzando turnover chiave…eh si magari a volte oltre il limite ma senza dubbio non piu’ degli inglesi.

    Per Faz ora con il 6N ormai andato arriva il momento di decidere cosa fare…voltare pagina ed iniziare il suo progetto o continuare a stare nella cvia di mezzo tra quello che era e qullo che forse sara’…io lo dissi mesi fa e non cambio idea, del 6N 2020 me ne frega nulla, l;’obiettivo e’ il 2024!

  3. https://www.independent.ie/sport/rugby/six-nations/the-scoreline-flattered-us-ill-take-responsibility-andy-farrell-reflects-on-poor-irish-performance-38983050.html

    Onesto, si prende responsabilita’ e non ma racconta, anzi dice giustamente che k’ultima meta rende il punteggio migliore ma anche mente sul gap visto in campo!

    Non sara’ il massimo forse cone Head Ciach, lo scopriremo vivendo se lo sara’ o meno, ma almeno oggi davanti alla disfatta non la racconta. Chapeaux a lui e qualcosa da imparare per altri HC?!

  4. Difesa inglese devastante per un tempo, ma servono giusto due errori giganteschi (il primo, doppio) per far muovere il tabellino. Insomma, fortissima ma non parente di quella della semifinale mondiale, il che vuol dire Irlanda mal messa quanto e più che in Giappone. Conor è da un anno un’ombra che cammina, ma quando è entrato Cooney (e sia chiaro che per me la maglia n 9 era sua da prima del mondiale) io il cambio di velocità non l’ho proprio visto, anzi, si è fatto pure acchiappare come una lepre bagnata. Vuol dire che la questione non è solo un Conor che fa tristezza e un Sexton davvero irriconoscibile che ciabatta pure i piazzati. I possessi non sono mai puliti: fasi ordinate o soccombenti o con conquiste mai precise, pulizie nemmeno lontane parenti della chirurgia di due anni fa, tanta volontà ma poca resa nei bd. I tempi in cui Furlong e Healy spazzavano via le malcapitate prime linee avversarie e in cui lanciare le touche contro l’Irlanda era un incubo, sono il passato remoto. Altrettanto per i bd, dove gli infortuni hanno tolto di mezzo uno come Leavy e pure uno come Beirne (che Schmidt peraltro non apprezzava granché) e si vede tutta la differenza che faceva Best. La fotografia dei problemi irlandesi sta nei 10-15 minuti di avvio ripresa in cui hanno provato a girare l’inerzia della partita, Una meta bella, per quanto faticosa, ma non sono riusciti a far uscire il gene del caprone che pure aleggiava nei crani degli inglesi, pronti per andare in bambola. L’impressione è di una squadra che non ha il piano B ma neanche il piano A o, se ce li ha, sono sbagliati per le sue attuali capacità. Non so se Faz cambierà (tanto, poco, qualcosa) ma la partita con l’Italia è la più inutile per avere risposte. Ed è comunque tardissimo, ma quella è un’altra storia, di Schmidt.

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