Sevens Challenger Series: Italia undicesima e Hong Kong è un miraggio

Si è conclusa a Viña del Mar la prima tappa del torneo di qualificazione alle Sevens Series. Ecco come è andata.

Se la prima giornata era andata male, ma con tutte le giustificazioni del caso, ieri l’Italseven fallisce l’obiettivo nono posto, con un arbitraggio imbarazzante, e dice, virtualmente, addio al sogno Hong Kong.

Dopo le due sconfitte della prima giornata l’Italia di Andy Vilk è stata inserita nel tabellone per la conquista del nono posto finale. Primo avversario degli azzurri la Colombia e l’Italia ha mostrato subito la propria superiorità. Nel primo tempo le mete di Gubana dopo pochi secondi, D’Onofrio e Cioffi lanciavano gli azzurri. Ancora una volta, però, i ragazzi di Vilk hanno un calo a cavallo dei due tempi, concedendo alla mediocre Colombia ben due mete che rischiavano di riaprire il match. Per fortuna il passaggio a vuoto dura poco e le mete di Gubana e D’Onofrio chiudono il discorso. Prima della fine segna ancora la Colombia, ma gli azzurri rispondono con Del Bono e la terza meta di Gubana per il 47-19 finale.

Nella semifinale l’avversario è il modesto Uruguay. Una partita da vincere, ma che l’Italia perde (complice un arbitraggio indecente) in maniera clamorosa. Pronti, via e arriva il giallo a Fadalti al primo minuto. Ma il colpo del ko è il rosso diretto a D’Onofrio per un inesistente pugno a un avversario un minuto dopo. In doppia inferiorità l’Italia subisce i sudamericani che scappano via. L’Italia potrebbe riaprire il match, ma quando Gubana va in meta il giocatore fa cadere l’ovale e butta via una marcatura già fatta. Impossibile riaprire un match in inferiorità, con un arbitraggio a senso unico e sbagliando mete già fatte. Rabbia e frustrazione per gli azzurri e l’Italia che suo malgrado dice addio a Hong Kong.

Italia che, dunque, chiude questa prima tappa all’undicesimo posto. Un risultato sicuramente al di sotto delle aspettative per una nazionale che non ha nascosto che l’obiettivo Hong Kong sia fondamentale, e un risultato che compromette quasi definitivamente le chance azzurre.

Oggettivamente l’Italia è stata a dir poco sfortunata nella fase a gironi, trovando due nazionali come Germania e Uganda sul proprio cammino. Pensiamo, infatti, a squadre come il Madagascar (nettamente battuto più volte dall’Uganda nei tornei africani, ndr.) o la Papua Nuova Guinea, che sono approdati ai quarti grazie a due gironi nettamente più “soft”. Ma alla sfortuna l’Italia ha aggiunto del suo, sprecando le occasioni per vincere con l’Uganda sabato, e la reazione di D’Onofrio, che è caduto nella trappola uruguagia permettendo la sceneggiata che è costata il match con l’Uruguay ieri.

A Montevideo, dunque, l’Italia sarà obbligata a un risultato forse oltre le proprie aspettative, puntando almeno alle semifinali per sperare in una qualificazione ormai insperata a Hong Kong. In Uruguay gli azzurri dovrebbero (se i nostri calcoli sono giusti) essere nel girone con il Giappone (che ha chiuso terzo dietro a Germania e Hong Kong), lo Zimbabwe e il Paraguay. Inutile dire che, con queste squadre, i quarti di finale sono d’obbligo.

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