Sevens Challenger Series: a Viña del Mar l’Italia non può fallire

Si disputa questo weekend la prima tappa del torneo che qualificherà una squadra alle World Series. Ecco gli orari dei match degli azzurri.

Parte sabato la corsa dei ragazzi di Andy Vilk a Hong Kong 2020 (sempre che il torneo si disputi, causa coronavirus, ndr.) e la prima tappa delle Sevens Challenger Series si disputa a Viña del Mar, in Cile. 16 le squadre al via e, dopo le tappe in Cile e in Uruguay una settimana dopo, le migliori otto saranno qualificate per il torneo di qualificazione che vale un posto nelle prossime Sevens World Series.

L’Italia è stata inserita nel girone C insieme alla Germania, testa di serie e pericolo numero 1, l’Uganda, il cui livello si capirà in campo ma che hanno qualità atletiche molto buone e sono un ostacolo da non sottovalutare, e il Paraguay, nazionale arrivata alle Challenger Series su invito e che non dovrebbe preoccupare gli azzurri.

Le prime due di ogni girone si qualificheranno per i quarti di finale. E con otto squadre che andranno a Hong Kong, i quarti di finale devono essere l’obiettivo minimo per l’Italseven, che però vogliono mettere più punti in cascina già in Cile per non correre rischi a Montevideo.

L’Italia esordirà contro il temibile Uganda sabato alle ore 15.03 italiane, mentre il big match contro la Germania è in programma alle 18.30 e la sfida contro il Paraguay si giocherà alle 21.25. Le partite dovrebbero, ma il condizionale è d’obbligo perché non c’è nulla di ufficiale, venir trasmesse in streaming sul sito di World Rugby.

8 commenti su “Sevens Challenger Series: a Viña del Mar l’Italia non può fallire

  1. Nel massimo rispetto per tutti, il fatto che una nazione del 6N debba andare ad un torneo (ok di rugby Seven, altra storia rispetto al XV, ma dai, il discorso lo conosciamo) temendo l’Uganda – di cui ammetto di non conoscere la tradizione a palla ovale – è abbastanza emblematico.
    Sono curioso di vedere quanto nella prossima campagna elettorale sto Seven verrà tirato fuori. Sport olimpico = soldi. E Gavazzi ha promesso molto e fatto zero (sicuro dirà che è colpa delle FFOO, ma a quel punto alternative ne trovi), gli sfidanti capiremo.

      1. se aveste voluto essere credibili sul seven e sul femminile avreste dovuto chiamarvi “ottava donna”: come sedicesimo uomo avete perso l’occasione di essere inclusivi ed ecumenici… 🙂

      2. Mi fa molto piacere sentirtelo dire Duccio.
        Poi oltre al programma serve trovare non solo risorse ma quell’unita di intenti e collaborazione che servono per agire sul serio.
        Auguro il meglio al nostro sport per un cambio di rotta serio, concreto e professionale.

  2. Comunque ho letto in altro blog che in Uganda parrebbe esistere un torneo di Seven, e che la si considera si una “piccola Kenya”. Insomma, stanno ben più avanti di noi in questo dipartimento.

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