6 Nazioni 2020: Italdonne, i limiti azzurri ma un futuro roseo

L’Italia di Andrea Di Giandomenico riparte dal secondo posto di un anno fa. Ma serve ancora molto lavoro per arrivare a livello delle migliori.

Inizia domenica pomeriggio il Guinness Sei Nazioni 2020 femminile e l’Italia arriva all’appuntamento sulle ali dell’entusiasmo del secondo posto conquistato un anno fa. Tre vittorie, un pareggio e un solo ko hanno permesso alle ragazze di Andrea Di Giandomenico di ottenere il miglior risultato della sempre di una nazionale azzurra nel Torneo continentale, che si parli di uomini, donne o juniores. Ma cosa serve per conquistare il titolo?

I limiti dell’Italdonne sono tanti e nessuno imputabile a giocatrici e staff tecnico. Il primo problema è il disinteresse che per anni ha permeato il mondo femminile del rugby. Gli investimenti federali, la regolarità dei raduni e i test match internazionali durante l’anno sono stati per anni ridotti ai minimi termini, mentre le avversarie più forti – in primis Inghilterra e Francia – puntavano forte sul rugby in rosa, con soldi e programmazione. Recuperare questo gap non è facile e il secondo posto di un anno fa è stato un risultato straordinario partendo da questi presupposti. Continua a leggere su OA Sport.

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