6 Nazioni 2020: Italia, con l’addio a Parisse deve camminare da sola

Un nuovo ct, un nuovo capitano, ma soprattutto l’assenza di colui che ne è stato l’immagine per oltre dieci anni. L’Italrugby inizia un nuovo ciclo sabato.

Quello che partirà sabato da Cardiff è il primo Guinness Sei Nazioni con Franco Smith sulla panchina dell’Italia. E uno dei quesiti che ci accompagnerà per i prossimi mesi è se questo sarà il primo, o l’unico torneo con il ct sudafricano alla guida degli azzurri. Ufficialmente, infatti, Smith è stato nominato head coach dell’Italia a tutti gli effetti, ma ufficiosamente è evidente che il suo è un ruolo pro tempore e che la Fir dovrà decidere, nel prossimo futuro, se continuare con quello che era stato messo sotto contratto come assistant coach o se puntare su un altro nome. Anche se in giro, oggi, ce ne sono pochi interessanti, ma anche interessati.

Quello che partirà sabato da Cardiff, però, è anche il primo Guinness Sei Nazioni dal 2008 dove Sergio Parisse non è nella lista dei convocati e non è il capitano, e non per infortunio. L’iconico leader azzurro farà parte della spedizione di questo torneo, ma farà solo una, o due, apparizioni nei match interni, per dare l’addio alla maglia azzurra davanti al pubblico dell’Olimpico. Un addio che, di fatto, chiude un’era e apre un nuovo ciclo del rugby azzurro. Che sia con Franco Smith o con chi lo seguirà. Ma, di fatto, si parte oggi. Continua a leggere su OA Sport.

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