6 Nazioni 2020: l’Inghilterra fa i conti con la bomba Saracens

Eddie Jones dovrà parlare con i suoi giocatori in un ambiente, quello inglese, con molti rugbisti infuriati per lo scandalo “salary cap”.

Se la questione è stata risolta “legalmente”, ora resta in piedi quella umana. I Saracens sono stati retrocessi d’ufficio in Championship – evitando così un contenzioso che rischiava di costar loro i titoli vinti negli ultimi due anni – e pagheranno una multa salata. Ma la questione “salary cap” ha spaccato anche lo spogliatoio inglese e a meno di due settimane dal Guinness Sei Nazioni Eddie Jones ha una bella gatta da pelare.

In Nazionale, infatti, ci sono leader indiscussi come Owen Farrell, Maro Itoje e Mako Vunipola che giocano nei Saracens, ma ora la loro leadership è messa in discussione. Sì, perché davanti ai compagni dovranno ammettere di esser stati pagati più di ciò che hanno dichiarato, più di quanto avrebbero dovuto venir pagati. E, se la poesia ovale cerca spesso di dimenticarlo, il rugby è professionistico e i soldi sono un tema importante in una squadra.

E se non si parla di soldi, sicuramente un altro motivo di frustrazione per i compagni di squadra di Farrell, Itoje e Vunipola saranno sicuramente i titoli vinti dai Saracens che molti loro colleghi dell’Inghilterra vedono come un furto ai loro danni. Insomma, Eddie Jones dovrà far sedere tutti attorno a un tavolo e chiarire le cose. O il 6 Nazioni 2020 rischia di diventare un’odissea.

Eddie Jones, però, cerca di gettare acqua sul fuoco. “Beh, non siamo robot. Non sai quanto tempo ci vorrà. Potrebbe richiedere tempo, ma lo risolveremo. È buon senso dire quello che si pensa. Se i giocatori sono arrabbiati per questo, lo dicano, lo mettano sul tavolo. Ma alla fine della giornata ci sono 34 giocatori che vogliono giocare per l’Inghilterra e il loro compito è prepararsi a giocare per l’Inghilterra e risolvere i loro problemi – le parole dell’head coach, che continua –. Li aiuteremo a risolvere il problema, anzi, penso che sia un’opportunità per il team di diventare più unito”.

“Abbiamo giocatori provenienti da potenzialmente 12 club diversi – 12 idee diverse su ciò che è giusto e cosa è sbagliato. Siamo come una famiglia attorno al tavolo da pranzo: qualcuno vuole mangiare la pasta per cena e l’altro vuole avere il riso. Ogni squadra nazionale che ho allenato ha questi problemi” ha concluso Jones.

2 commenti su “6 Nazioni 2020: l’Inghilterra fa i conti con la bomba Saracens

  1. Fossi un giocatore non dei Saracens sarei anche io arrabbiato, mi sentirei derubato sportivamente da parte di un gruppo di giocatori che hanno vinto (e si son qualificati per altre competizioni) barando e che in virtu’ di quelle vittorie magari hanno anche ricevuto contratti di sponsorizzazione.

    Ecco qua su questo mi viene in mente il discorso dei valori del rugby sventolati ad minchiam e che si stanno riducendo alla birra del terzo tempo e niente altro.

    1. Pensa se poi ora per far si che i vari Farrell, Itoje e Vunipola possano essere convocati anche giocando in Francia o in Giappone, quanto si dovrebbero incazzare in molti.
      Insomma, la RFU (che mi pare abbia già detto che verrà incontro ai giocatori dei Saracens per la nazionale) con sta cosa ha una brutta gatta da pelare, e non vorrei nemmeno essere nei panni di Jones.

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