Elezioni federali: Poggiali si candida per Pronti al Cambiamento

Oggi a Firenze è stata presentata la prima candidatura ufficiale in vista delle elezioni per la presidenza della Federazione Italiana Rugby.

Questa mattina si è riunita a Firenze l’assemblea di Pronti al Cambiamento, l’Associazione che rappresenta l’attuale opposizione all’interno della Federazione Italiana Rugby. Giovanni Poggiali è stato indicato (con l’unica astensione dello stesso Poggiali) quale candidato alla Presidenza in vista delle elezioni federali che si terranno nel 2020, anno olimpico.

Nel corso dell’assemblea è stato approvato un manifesto di 10 punti dal titolo: “10 parole per ripartire”, che contiene i capisaldi etici e politici con i quali Pronti al Cambiamento intende proporsi alle società di rugby italiane. Giovanni Poggiali, è l’attuale Presidente del Comitato Regionale Rugby dell’Emilia-Romagna. Imprenditore, nato a Firenze il 18 dicembre del 1971, Poggiali vive a Ravenna, ed è stato Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria (Emilia-Romagna). Insieme alla sua famiglia ha interessi nel Porto di Ravenna ma la sua principale attività è produrre vino (in provincia di Siena) ed esportarlo in tutto il mondo. Negli ultimi 20 anni con il suo lavoro e le risorse che ha messo a disposizione è stato l’artefice della rinascita del rugby in Romagna, ha fondato alcune società e creato una franchigia.

Giovanni Poggiali è uno dei soci fondatori di Pronti al Cambiamento, il Movimento che conta due consiglieri federali in opposizione e che nelle precedenti elezioni ha sfiorato la vittoria raccogliendo il 45% dei consensi.
“Ringrazio tutti gli amici che mi hanno voluto tributare questo onore e questa grande responsabilità. Io sono una persona abituata, quando sposa una causa, a portarla fino in fondo, garantisco che sarà così anche questa volta. Non tanto per la campagna elettorale, che sarà dura ed impegnativa, ma soprattutto per il dopo. Il rugby italiano è in difficoltà, ha bisogno di idee innovative, chiare e di tanta determinazione e caparbietà per risollevarsi. Voglio chiarire subito che una sfida così ambiziosa la posso raccogliere solo con un presupposto: che sia un lavoro di squadra. Io lavoro così, mettendo le persone nelle condizioni migliori per fare al meglio ciò che sanno fare meglio. La mia strategia sarà il dialogo, voglio incontrare le società e parlare con loro, non mi interessa chi hanno votato in precedenza, i problemi del rugby sono di tutti e io voglio essere un Presidente che contribuisce a risolvere i problemi del rugby.”

Ecco, dunque, le dieci parole chiave con cui Pronti al Cambiamento e Giovanni Poggiali si presentano alle elezioni federali.

1) SQUADRA – Siamo una squadra, perché nessuno vince da solo nel rugby, ogni giocatore, in ogni ruolo, è parimenti responsabile del successo o della sconfitta. La complessità e la rapidissima evoluzione del nostro mondo richiedono tali e tante capacità che solo una squadra unita, forte e preparata può competere e vincere.

2) COMPETENZA – La scelta di chi assumerà i ruoli chiave che governano la federazione dovrà sempre essere ispirata a questo criterio, perché è solo attraverso provate capacità umane e professionali che si potrà rilanciare il movimento. Valorizzare le competenze consente di ottenere risultati migliori ed estingue sul nascere la nascita di pericolosissime spirali di potere e di interesse, quelle che distruggono la struttura stessa di ogni organizzazione.

3) RESPONSABILITÀ – Governare bene implica coraggio e la responsabilità delle scelte. Lavoreremo con la consapevolezza che ogni azione provoca conseguenze. Tutti, e noi per primi, si assumeranno la responsabilità degli errori tanto quanto quella dei successi. Opereremo per la diffusione di questa cultura, con l’esempio, in ogni ambito e ad ogni livello.

4) PROGRAMMAZIONE – Inutile pensare che tutti i risultati arrivino da soli ed in poco tempo, inutile pensare che bastino facce nuove e buoni propositi, l’evoluzione del rugby italiano può essere figlia solo di una seria, paziente ed oculata programmazione da parte di tutti, a tutti i livelli. Una vera programmazione deve elaborare nuove e diverse soluzioni focalizzando con chiarezza i risultati da ottenere sia nell’immediato, sia nel breve-medio termine, per andare poi a regime nel lungo periodo.

5) TRASPARENZA – la massima trasparenza degli atti e dei fatti federali è essenziale per recuperare credibilità e così ristabilire un rapporto di fiducia con la base, i club e l’intero Movimento. Una Federazione che agisce a fari spenti, senza motivare e rendere conto delle sue scelte, non è più tollerabile.

6) UNITÀ – Le divisioni sono profondamente dannose e ci impediscono di raggiungere i traguardi che tutti desideriamo. Il momento elettorale è un confronto, anche aspro a volte, ma una volta concluso si volta pagina, senza strascichi e vendette, si comincia a collaborare con un unico obbiettivo: fare crescere il rugby italiano, farlo bene, farlo insieme.

7) SOSTEGNO – Aiutare i più fragili, affiancare i più forti. Ogni club, anche il più piccolo, è preziosissimo e deve trovare nella FIR un costante supporto alla sua crescita. Allo stesso modo i club più forti e le Nazionali svolgono una funzione essenziale di traino del movimento e devono essere appoggiati per svolgere al meglio la loro funzione. Non può né deve esistere contrapposizione tra alto livello e rugby di base, entrambe sono parti vitali del nostro movimento e devono lavorare in sinergia. L’impegno internazionale porta risorse e competenze, ma senza una base solida non può esistere un vertice competitivo e senza una spinta nella stessa direzione sia dal basso che dall’alto, non si raggiungono risultati. Non esistono orticelli da difendere, né grandi né piccoli.

8) FORMAZIONE – Lo strumento più prezioso che abbiamo è la formazione dei giovani. Dobbiamo formare atleti, certo, ma prima di tutto dobbiamo formare degli uomini, è questo che da dignità e valore al nostro sport. Metteremo un impegno fortissimo nella formazione di atleti e dirigenti, e nella valorizzazione del ruolo degli arbitri, perché solo così può crescere la qualità del rugby italiano. Ma ci impegneremo ancora di più per dare loro un esempio di serietà, dignità, rispetto, onestà. Formare significa educare e aiutare a crescere.

9) TERRITORIALITÀ – Il territorio va posto al centro del progetto. Bisogna dare voce alle esigenze che esso esprime attraverso lo strumento degli Stati Generali e solo successivamente si interviene con le risorse economiche e professionali della Federazione. Non servono interventi calati dall’alto e applicati localmente. Il nostro movimento nel Sud ha patito maggiormente degli effetti negativi di tali politiche: questo nuovo approccio servirà a colmare i vuoti di un movimento a macchia di leopardo e a far tornare protagonista un territorio che è sempre stato fucina di talenti. Il cambio di focus sarà totale e metterà al centro le strutture dei Comitati Regionali, che saranno ripensati e potenziati per poter diventare strutture operative e centri autonomi finalizzati allo sviluppo del Rugby sul territorio.

10) CRESCITA – Nell’ultimo quadriennio il Rugby italiano ha smesso di crescere numericamente e questo ha determinato la scomparsa di squadre e Club, in alcune regioni in modo drammatico. Dobbiamo ricostruire l’immagine di questo sport, la sua capacità di attrarre interesse, praticanti, risorse economiche, entrando con forza nelle scuole, valorizzando il rugby femminile, ed attraverso una serie di interventi frutto di una strategia lucida, con obiettivi chiari e risultati misurabili. Dobbiamo e possiamo riconquistare il cuore degli italiani.

3 commenti su “Elezioni federali: Poggiali si candida per Pronti al Cambiamento

  1. Bene che si inizino ad avere dei candidati. Adesso oltre che con i motti bisognerà convincere con proposte concrete.
    Domanda, avrà il coraggio di mandare a casa chi negli anni non ha portato risultati o, eventualmente una volta insediati saranno anche loro buonanime e rispetteranno le grandi personalità del passato e i grandi ex giocatori e quindi ognuno restara’ al suo posto (o quello affianco tanto certi ex giocatori sembrano competenti in qualsiasi ruolo manageriale 😜)???

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