Zebre: Dalledonne attacca la stampa. Ma con chi ce l’ha?

Duro comunicato dell’amministratore unico dei bianconeri dopo il successo coi Cheetahs. Ma è difficile trovare chi sia il suo obiettivo.

“Zebre ispirate, Cheetahs battuti” ha titolato la Gazzetta dello Sport domenica. “L’anno inizia bene Zebre scatenate contro i Ghepardi” ha fatto eco la Gazzetta di Parma. Poi, sulla carta stampata, nessun altro articolo sul successo bianconero contro i sudafricani. E online? “Zebre, Walker e Canna abbattono i Cheetahs” il titolo di questo blog. “Le Zebre asfaltano i Cheetahs, al Lanfranchi finisce 41-13!” ha scritto Rugbymeet. “Pro14: le Zebre sono dominanti. Cheetahs al tappeto”, infine, il titolo di Onrugby.

E in tutti gli articoli si è elogiata la prestazione di Carlo Canna e compagni, evidenziando l’ottimo gioco offensivo e la capacità di limitare al massimo gli attacchi sudafricani. Eppure ieri, con un comunicato stampa, l’amministratore unico delle Zebre, Andrea Dalledonne, ha sparato a zero sui giornali e i giornalisti. Un attacco duro, al limite del diffamatorio (anche perché generico, senza fare nomi, ndr.) e sinceramente assurdo. Ho citato il più importante quotidiano nazionale, il più importante quotidiano di Parma e i tre siti internet più importanti che parlano di rugby. Nessuno ha mai scritto ciò che Delledonne dice. E, come detto, nessun altro ha parlato delle Zebre. A chi è rivolto, dunque, l’attacco che potete leggere qui sotto, se i più importanti organi d’informazione hanno scritto tutt’altro?

“Risulta assolutamente incomprensibile il motivo per cui gran parte della stampa debba costantemente denigrare e sminuire le vittorie delle Zebre, come ad esempio è avvenuto il giorno dopo quella con i Cheetahs. I Cheetahs sono una squadra di assoluto livello, più strutturata tecnicamente, storicamente e finanziariamente della franchigia federale e scrivere, come hanno fatto alcune testate, che la formazione sudafricana abbia perso a causa del loro lungo periodo di inattività o per via dei disagi dovuti al viaggio in Italia è falso, pretestuoso e ridicolo. Anzi, chiunque conosce questo sport sa quanto il riposo permetta di recuperare al meglio la forma fisica ottimale. Francamente siamo molto stanchi e delusi di questo tipo di atteggiamento da parte di alcuni giornali e giornalisti che mettono in ridicolo le vittorie delle Zebre invece che valutarne i reali successi, appigliandosi a dei falsi motivi. D’altronde questo vizio di alcuni giornalisti di denigrare le vittorie è diventato uno sport nazionale ed è uno dei motivi per cui non saremo mai un paese che gode della credibilità di altre realtà”.

Foto – Amarcord fotovideo

8 commenti su “Zebre: Dalledonne attacca la stampa. Ma con chi ce l’ha?

    1. L’unica cosa che mi viene in mente è che nella telecronaca su dazn si è accennato al periodo di riposo dei Cheetahs. Ma comunque c’è del disagio di fondo nelle sue parole

  1. Sarebbe opportuno spiegargli che il motivo per cui siamo un paese che non gode di credibilità è che abbiamo dirigenti che fanno sparate generiche senza avere il coraggio di fare nome e cognome di chi “avrebbe” sbagliato e affrontarlo pubblicamente. Meglio essere sibillini e senza conseguenze che parlar chiaro e prendersi le proprie responsabilità

  2. Questo individuo, a mio parere, conferma di non essere adeguato al ruolo cui è demandato. Scrive cose che non risultano. Risulta, anzi, il contrario, Duccio. Non mi da l’ impressione, inoltre, di conoscere granché bene il rugby, il che non è certo un minus, a meno che non ci si faccia vanto del contrario. Non saremo mai un “paese che gode della credibilità di altre realtà” (Paese, se si scrive dell’ Italia, paese se si scrive di Calvisano o Sambruson o Mira, ecc., solo come esempio), se ogni volta attacchiamo con la lagna, ci autoassolviamo, che è colpa degli altri e delle poche risorse finanziarie (non mi risulta, è la realtà più foraggiata, basta guardare i bilanci, sono pubblici e il suo socio unico è l’ Istituzione di governo di questo nostro sport). Soprattutto se si lanciano attacchi senza fare nomi e cognomi. Mi hanno insegnato che o si sta zitti oppure se si prende una posizione chiara e netta, questa sia onesta e si indichino le persone, fisiche o giuridiche a chiare lettere. Io, mi sono trovato bene, così. Questa è la mia opinione.

  3. Boh, qualcuno gli avrà chiesto di fare un po’ di caciara per poter affermare che anche la stampa parmense è lontana dalla squadra, in ottica trasferimento in altri lidi, ovviamente. Se così fosse, mi chiedo chi sarebbe potuto arrivare così in basso….ma no dai mi sbaglio di certo

  4. Senza scomodare, la libertà di stampa e i dialoghi sui massimi “systemy” è un banale e poco edificante aspetto della guerra Dalledonne-Mulazzi e/o Zebre-Gazzetta di Parma.

  5. Mi viene da pensare che possa avercela solo con qualcuno della stampa locale, che evidentemente non fa molto il gioco delle Zebre, ma non saprei.
    Certo, se si fosse “lanciato” contro il fatto che in Italia di rugby (a parte quei tre siti citati da te Duccio, e un pugno di altri) non se ne parla praticamente mai, avrei capito di più, ma quello sta anche ad un seguito e un marketing che sono quello che sono (cioè prossimi allo zero). Di sicuro, come dicono gli altri qui sopra, queste sparate aiutano poco.

  6. non dimentichiamo che lo ha messo lì l’artefice del nostro miglior mondiale della storia…
    se solo le zebre potessero disporre di un impianto come quello di Calvisano potrebbero fare sinergia con la sede della vicina accademia nazionale di Remedello e dormire tutti nel miglior convitto d’italia…

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