Italia: Gavazzi “Smith potrebbe essere il ct del futuro”

In un’intervista al Gazzettino il numero 1 del rugby italiano conferma che il ct ad interim potrebbe venir confermato dopo il Sei Nazioni.

Archiviato per scommesse Rob Howley, detto addio a Conor O’Shea, il futuro del rugby italiano è avvolto nel mistero. Per il prossimo Guinness Sei Nazioni ci sarà Franco Smith sulla panchina azzurra, ma dopo? Il sudafricano è arrivato come assistant coach e guiderà gli azzurri per mancanza di alternative. Ma forse il suo regno durerà di più.

A dirlo è Alfredo Gavazzi, intervistato dal Gazzettino. Ai microfoni di Ivan Malfatto, infatti, il presidente federale non chiude le porte a una conferma di Smith, anzi. “La pista del commissario tecnico neozelandese resta in piedi. Aspettiamo delle risposte da qualcuno, al momento siamo fermi – le parole di Gavazzi, evidentemente dubbioso sul fatto che il candidato prescelto possa accettare. E dunque… –. Ma c’è anche la pista di Franco Smith dopo il Sei Nazioni. Dipenderà da come riusciremo a rafforzare il gruppo di assistenti”.

Assistenti che potrebbero, dunque, non essere più Ciccio De Carli e Marius Goosen. I rumors delle ultime settimane parlano del ritorno in azzurro di Alessandro Troncon al posto di Goosen, ma quella dell’ex mediano potrebbe non essere l’unica ‘novità’. Gavazzi parla, infatti, “di uno specialista della difesa, e ne serve uno dei punti d’incontro e uno per i calci. Soprattutto nel gioco al piede la Nazionale deve progredire”.

Sperando che, come nelle nazioni evolute, gli assistenti – che siano di Franco Smith o del famoso tecnico neozelandese – vengano scelti dal ct e non imposti dalla Federazione, magari pescando nel solito gruppo di tecnici federale ormai visti e rivisti da anni.

7 commenti su “Italia: Gavazzi “Smith potrebbe essere il ct del futuro”

  1. Ma dai, paiono barzellette:, stiamo aspettando risposte, Franco forse, gran coaching team con #lamischiaéunmistero de Carli, #mezzoservizio goosen, #devolavorã tronconi, manca solo che ci vadano Ascione e che chinato e abbiamo fatto tombola

  2. Federazione sempre brillante, mi sembra, per programmazione e gradimento presso il pannello internazionale degli head coach. Sgomitano per venire da noi, al solito. Morale, nazionale sempre più Benetton, qualora fosse così, secondo lineare e temporale logica fattuale . Ed è, anche, la conseguenza del flop della seconda franchigia. Secondo me, pure il nome gli hanno sbagliato: fa riferimento a una iniziativa finita male. Anche se poi la storia diventa anche peggio, dagli Aironi in giù. E se gli altri si chiamano Leoni, è il caso di appiccicarsi l’ l’ etichetta di Zebre, appena costituto il club? Tanto affetto e rispetto per tutti, proprio tutti i giocatori, bravi e meno bravi, e per Bradley, che si dannano fisico e anima per quell’ iniziativa. Con la speranza che serva a prospettare giovani e serva al movimento nel suo complesso. Ma sono tranquillo, l’ unico nome che in questo tourbillon di figure che si alterna dalla primavera scorsa, quello che rimane fisso e immanente è Troncon. Tranzolli, ci salva lui. A me pare così.

  3. Lo zio Ben con il suo simpatico fare da mediatore di granaglie della bassa padana sta giocando al ribasso su due tavoli, dando ad intendere che lui c’ha già il mister. Una specie di De Laurentis ovale.
    Chi rimmarrà stritolato dalle sue spire è il povero Franko che, assunto per fare l’aiuto cuoco, si ritroverà a gestire la trattoria senza neanche l’aiuto di Chef Rubio e con quel popò di aiuti in sala: dall’ipposbadigliante De Carli fino al moscerino ballerino Troncon.
    Io auguro a Franko tutto il bene possibile e quel po’ di sapienza che gli permetta di mollare la compagnia dopo il 6N, anche se dovesse vincerlo

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