Rugby femminile: le rugbiste diventano professioniste (forse)

Approvato ieri in Commissione Bilancio l’emendamento che equipara le sportive italiane ai colleghi maschi. Ora serve la volontà Fir per farlo diventare realtà.

La commissione Bilancio del Senato ha approvato ieri un emendamento alla manovra che equipara le donne agli uomini, estendendo le tutele previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo. Al fine di promuovere il professionismo nel mondo dello sport femminile, infatti, tale provvedimento introduce un esonero contributivo al 100% per tre anni (fino a un massimo di 8 mila euro l’anno) per le società che stipulano con le altete dei contratti di lavoro sportivo.

Un passo avanti nel mondo dello sport femminile, visto che l’emendamento riguarda il calcio, ma anche basket, volley e rugby. Adesso, spetterà alle singole Federazioni deliberare lo status giuridico alle proprie tesserate e, dunque, decidere se aprire le porte al professionismo o meno. Ancora uomini e donne non sono uguali per lo sport italiano, ma un primo – importante – passo è stato fatto. In colpevole ritardo.

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