Razzismo: Maxime Mbandà e quegli insulti che fanno male (a tutti)

Il flanker delle Zebre ha postato su Facebook uno sfogo dopo aver subito una frase razzista e volgare ieri sera. L’ennesimo caso in Italia ultimamente.

Una frase razzista, il ‘consiglio’ di tornarsene al suo Paese. Peccato che Maxime Mbandà sia italiano. Italianissimo. Ma a qualcuno questo concetto fatica a giungere, perché si ferma al colore della pelle. Ma, evidentemente, è difficile andare più in là di questo per troppe persone.

Un nuovo caso di razzismo, che fa il paio con l’accusa uscita proprio in queste ore da parte Eni Aluko, stella della squadra femminile della Juventus, che ha annunciato l’addio a Torino e all’Italia per i continui casi di razzismo cui è vittima. E che fa il paio con i tanti, troppi, casi – che molti continuano imperterriti a definire isolati – che si moltiplicano giorno dopo giorno in tutta Italia.

AGGIORNAMENTO: Da come riferisce l’Ansa il fatto sarebbe ancora più grave. Maxime, infatti, avrebbe presentato denuncia contro l’automobilista che ieri sera a Milano lo ha insultato con offese razziste. E secondo quanto apprende l’Ansa, anche tentato di investire con la macchina dopo una lite in strada. Come ricostruisce l’agenzia stampa, Mbandà ha avuto un diverbio con un automobilista che è sceso e lo ha insultato. Poi lo avrebbe anche inseguito in un parcheggio, cercando di andargli contro. Alla fine l’altro sarebbe scappato.

Ecco il post su Facebook di Maxime Mbandà.

Ieri sera, dopo anni che non mi succedeva, ho subito un atto di razzismo.
Giusto appunto due giorni fa, rispondendo ad una domanda, dissi che i miei genitori mi avevano insegnato sin da piccolo ad affrontare gli episodi di razzismo col sorriso, MA QUESTA VOLTA NO.
Questa volta non erano frasi dette da un bambino che avrebbe potuto semplicemente ed ingenuamente ripetere ció che poteva aver sentito da genitori, altri bambini, televisione o qualsiasi altra fonte.
Sentirsi dire, da cittadino italiano e mulatto quale sono “VATTENE NEGRO DI MERDA, TORNATENE AL TUO PAESE” (parole tutte reperibili in qualsiasi dizionario Treccani), mi ha letteralmente ferito, deluso, danneggiato moralmente e mi ha fatto riflettere tutta la notte.
Solitamente cerco di farmi scivolare addosso tutte quelle frasi stupide che vengono passate come barzellette o frasi scherzose riguardante i NEGRI o comunque gli immigrati in generale, MA QUESTA VOLTA NO.
Sono nato in Italia da una donna sannita di Pannarano, un paesino in provincia di Benevento e da un uomo congolese, venuto in questo Paese con una borsa di studio a 19 anni e diventato un Medico Chirurgo sapendo solo lui le difficoltà a cui sia andato in contro.
Sarò sempre quel “NEGRO” che alcune persone ignoranti usano con quel tono dispregiativo e sarò sempre ITALIANO, che la gente lo voglia o no.
Sono fiero di essere il risultato dell’unione di due culture diverse e mi batteró sempre affinché vengano RISPETTATI I DIRITTI DI CITTADINO ITALIANO E DEL MONDO miei e di qualsiasi altra persona che abbia una storia analoga alla mia e che si possa chiamare Mario, Giulia, Juan, Xiang, Mohamed.
Spero tanto che alla persona in questione arrivi, anche solo per sbaglio, questo messaggio e che si faccia un esame di coscienza oltre che ritagliarsi qualche momento delle sue giornate per leggere ed acculturarsi per evitare di rimanere nella deficienza, intesa come difetto di preparazione scolastica.
#noalrazzismo

9 commenti su “Razzismo: Maxime Mbandà e quegli insulti che fanno male (a tutti)

  1. bravissimo, sono del tutto d’accordo con maxime, certi deficienti (nel senso che deficiono cit.) dovrebbero essere messi al proprio posto, certe uscite sono inaccettabili comunque la si pensi

  2. L’Italia odierna è impestata da milioni di pallidi epigoni cialtroni di Franz Biberkopf: Lumpenproletari@t. D’altra parte è il Paese che ha inventato il fascismo e emanato le leggi razziali: secondi a nessuno, ovvero “prima gli italiani”.

  3. Letto oral’aggiornamento che rende l’episodio ancor piu’…non so che termine usare

    Io manco dall’italia ormai da 20 anni e non riesco a capacitarmi di dove il paese stia scivolando.
    Leggo fatti come quello del partito nazionalsocialista e della tipa di Curtarolo e Miss Hitler e mi viene lo sconforto!

  4. ci siamo svegliati in una brutta realtà, purtroppo la maggioranza la pensa come quell’ignorante e maleducato, ma dobbiamo capire che qualcuno è causa e utilizza questa sottotraccia razzista per i propri interessi, fomentandolo.. qualche anno fa tutto questo non sarebbe successo perché se qualcuno dava del negro ad un africano lo additavano come razzista, oggi sicuramente la maggior parta degli italiani lo difenderebbe dando dal buonista e dell anti italiani o del comunista.. meditiamo..

    1. hai ragione e basta vedere nel suo piccolo anche i blog del rugby e le difese anche di un omofobo come Folau inneggiando alla liberta’ di parola come la nazista di Curtarolo che definisce essere nazista liberta’ di pensiero. O chi scrisse altrove di un giocatore nero di treviso che cone altri atleti neri era un gran atleta ma corto di cervello!

      Abbiamo erroneamente pensato che la societa’ italiana avesse gli anticorpi ormai contro certi pensieri, che invece erano soli tenuti nascosti dal senso di vergogna per pensarli mentre oggi le cose le dicono con orgoglio quasi vantandosene.

      Fa paura e rabbia ma e’ una questione di ignoranza come Mbanda sottolinea e bisogna trovare il modo di risolvere questa ignoranza.

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