Elezioni federali: nasce #Sedicesimouomo, laboratorio di idee per cambiare il rugby

Nasce dall’iniziativa di alcuni imprenditori, giornalisti e giocatori un movimento d’opinione che vuole mettere nero su bianco i limiti del rugby italiano e cercare le soluzioni. Nasce da persone che amano il rugby e che soffrono vedendo la china che sta seguendo.

Nel 2020 si disputeranno le Olimpiadi di Tokyo e, di conseguenza, si chiuderà il quadriennio olimpico. E, così, in Italia verranno rinnovati i governi delle Federazioni sportive, rugby incluso. E a circa un anno dall’appuntamento elettorale c’è chi ha deciso di mettersi in gioco, puntando sulle idee.

Un gruppo eterogeneo, composto da imprenditori, manager, giornalisti e giocatori che in questi anni ha visto il movimento rugbistico italiano in crisi e che vuol provare a cambiare e cose. Ma a differenza del passato, non puntando su un nome, più o meno spendibile, attorno al quale costruire un programma chiuso e vincolato. Sedicesimo uomo ribalta il concetto e prima di decidere chi appoggiare nella corsa alla presidenza parte dai problemi del rugby, dalle idee per risolverli e lo fa in maniera aperta. Utilizzando i social come enorme think tank nel quale raccogliere queste idee e svilupparle.

#SedicesimoUomo è su Facebook, Instagram e Twitter.

Ecco il manifesto-lettera con cui #Sedicesimouomo si presenta.

#sedicesimouomo, rilanciare il rugby italiano partendo dalle idee

La prima persona singolare.
Io sono capace, io sono adeguato, io ho l’esperienza necessaria, io ho le competenze, io ho giocato ad alto livello.
Io.
Le prossime elezioni federali sembrano fin da ora un Festival dell’Ego.
Ma abbiamo tutti imparato che non esiste sport di squadra più esigente del rugby, un meccanismo pensato per premiare il lavoro di 15 e non il narcisismo di uno.
Per ripartire serve una squadra.

Una squadra che vada oltre ai titolari e ai titoli, che si affidi a chi ha le competenze e le idee giuste, che non si preoccupi di essere ‘solo’ il sedicesimo uomo. Serve un Amministratore Delegato con esperienza nella gestione di società ed enti sportivi, un CFO preparato e capace di interpretare gli scenari complessi di un organismo complesso, un Direttore Commerciale per costruire e vendere il prodotto rugby, un Direttore Marketing che abbia visione strategica, un Direttore della Comunicazione consapevole del peso dei nuovi media e della necessità di ricostruire un’immagine e così via, fino alla Direzione Tecnica. Il Presidente è quello che ci mette la faccia, indica la strada, pensa la strategia e rappresenta i nostri Valori, non un uomo solo al comando ma l’espressione di un gruppo solido.
L’interprete di un cambiamento che da solo, senza la squadra vale poco o nulla.

Competenze e idee innovative che non siano per forza ostili, che non siano pensate per reazione. Idee che sappiano correggere gli errori fatti e cogliere e sviluppare ciò che di buono è stato seminato. Facendosi domande, prima di formulare le risposte. Perché la Nazionale non vince? Perché i campionati non interessano più? Che funzione hanno Accademie e Centri di Formazione? Perché non si riesce a coinvolgere con più costanza il Sud nel rugby italiano? Perché gli italiani non si appassionano più al rugby? Perché l’Italia non è alle Olimpiadi? Domande obbligatorie, solo alcune tra tante. Perché la FIR torni al suo ruolo di servizio e costruzione del movimento, perché trovi soluzioni efficaci e realizzabili rispetto al contesto dei lenti processi della politica sportiva italiana, bisogna pensarne una diversa.

Da qui nasce “Sedicesimo Uomo”, fatto da persone che amano il rugby e che, proprio come il sedicesimo uomo accettano di far parte di un gruppo senza cercare i riflettori, un collettivo che vuole invertire la china faticosa degli ultimi anni.
Un laboratorio dunque, non una corrente che si limita a esprimere un candidato alla presidenza. Perché, come detto, i nomi arrivano solo dopo le idee e le idee nascono da un confronto serrato, dai dubbi che si trasformano in certezze.

Questa è una lettera aperta, non un manifesto programmatico, perché i manifesti, i progetti, nascono dalla passione e dalle competenze di tanti, non dalla spinta isolata di alcuni.
Il futuro lo scriviamo insieme.

Se Sedicesimo Uomo nasce è perché qualcosa nel rugby italiano si è rotto e serve un cambiamento concreto e netto. Chi sottoscrive questo documento non lo fa per antagonismo ma per voglia di cambiamento. Già da questa settimana inizieremo a porre dei quesiti e a cercare risposte.

Sedicesimo Uomo è uno spazio aperto di confronto, ci scontreremo fino a trovare un punto d’equilibrio. Un flusso continuo e finalmente costruttivo tra chi il rugby lo vive quotidianamente, in un modo o nell’altro. Per disegnare, assieme, un futuro del rugby italiano diverso, moderno e non curarsi più di un passato che non può, non deve tornare.

6 commenti su “Elezioni federali: nasce #Sedicesimouomo, laboratorio di idee per cambiare il rugby

  1. Tutto molto bello. Chi sono i primi firmatari? Ci sono persone eleggibili in Consiglio Federale? Si riesce a tesserare in temp per le elezioni dell’anno prossimo chi ora non dovesse avere i requisiti da Statuto? Occhio alle volpi… è anche su queste gabole che si vince o che si perde…

    1. Trovo tu abbia pienamente ragione. Siamo buoni e bravi e indipendenti, ma chi siamo? Poi, i movimenti hanno dimostrato, in Italia, di saper diventare immobili e partitici in tempi brevissimi. Diciamo che la prima dichiarazione sembra interassante, ma questa cosa potevamo scriverla anche io e te o qualunque altro appassionato un minimo obiettivo a cavallo tra due spritz. Campari spritz, mi raccomando😊
      Speriamo

  2. Benissimo ma per rafforzare quanto scritto da chi mi ha preceduto perché la madre di tutte le domande è: ma soprattutto chi sono questi imprenditori, manager, giornalisti e giocatori che in questi anni ha visto il movimento rugbistico italiano in crisi e che vuol provare a cambiare le cose? E perché non si sono fatti “vivi” prima che tutto andasse in vacca? Come diceva una famosa pubblicità di altri tempi “FATTI NON PAROLE”

  3. Saluto con curiosità ed una buona dose di entusiasmo l’iniziativa di cui all’articolo,senza dietrologìe e letture benaltriste.Per una volta credo che potremmo provare a partecipare a cambiare qualcosa senza per forza etichettare o incasellare chi prova a smuovere l’ammuffito e perdente mondo ovale Italico.Poi vedremo cosa verrà e allora,e solo allora,faremo(se proprio non riusciamo a farne a meno)i grilli parlanti.

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