Il tinello di Munari: tra Mondiali e valori del rugby

Torna Vittorio Munari e parla della finale tra Sudafrica e Inghilterra, le tre figure-chiave del torneo, un po’ di Italia e una chiusa su un argomento di cui si parla forse un po’ troppo e che viene sbandierato come una diversità indiscutibile.

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2 commenti su “Il tinello di Munari: tra Mondiali e valori del rugby

  1. Salve, a mio parere chi esce con le ossa rotte dal mondiale sono le squadre del pro 12 (14): Italia e Scozia sono uscite subito, l’Irlanda si è sfaldata dopo il Giappone e il Galles, complice anche la panchina corta, ha vinto immeritatamente con la Francia. Non è il caso di limitare nel pro 14 gli stranieri, abbassando forse un po’ il livello, ma implementando panchine e un ricambio / crescita più performante? Grazie.

  2. E’ la miglior nazionale di sempre! Munari è proprio così, poi l’aggravante sta in chi lo sostiene con becera arroganza. Ma è mai possibile che si sia sempre in campagna elettorale senza considerare il vero bene comune? …non solo nel rugby!

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