San Siro: e se diventasse (anche) lo stadio del rugby?

Il progetto di Inter e Milan di costruire un nuovo impianto a Milano e la volontà del sindaco Sala di non demolire la Scala del calcio apre ipotesi interessantissime.

A Milano sorgerà un nuovo stadio. Il progetto deve ancora definitivamente vedere la luce, ma i giochi sono fatti. Il Meazza andrà in “pensione” e Inter e Milan costuiranno una nuova casa per il calcio che conta. Ma se fino a pochi giorni fa appariva certa la demolizione di San Siro, ora le parole del sindaco Giuseppe Sala aprono nuove ipotesi. Che sarebbe bello coinvolgessero il rugby.

“Probabilmente quella migliore è una soluzione mista: spazi commerciali e, visto che il calcio non è solo quello della Serie A ma ci sono il calcio femminile e le squa dre giovanili, un’arena ridotta, che potrebbe essere utile per la città. Il problema è capire se dal punto di vista finanziario sia una soluzione fattibile” ha dichiarato il primo cittadino meneghino.

E se, a fianco del “calcio minore” si aggiungesse anche uno “sport minore” come il rugby? Da anni Milano perde l’occasione di ospitare un test match per la contrarietà di Inter e Milan, ma nel momento in cui le due squadre avessero una loro nuova arena, ecco che San Siro potrebbe diventare una delle case del rugby, da sfruttare per i test match novembrini.

Ma non solo, perché in una città dove le strutture sportive purtroppo spesso mancano – in primis uno stadio dedicabile alla palla ovale – ecco che un San Siro ridotto nella capienza potrebbe diventare anche l’occasione per fare un serio ragionamento su una franchigia di Pro 14 a Milano. Certo, sperare di riempirlo – seppur con una capienza inferiore – è utopistico, ma non dimentichiamoci che anche l’Edimburgo non si vergogna a giocare al Murrayfield. Insomma, Inter e Milan traslocano e il rugby – se volesse – potrebbe trovare una nuova casa.

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12 commenti su “San Siro: e se diventasse (anche) lo stadio del rugby?

  1. Bella idea,peccato che in Lombardia il rugby non esista. Chi ci facciamo giocare? Il Treviso? Le Zebre? Perchè la nazionle può giocare un test ogni tanto. E le squadre del nostro campionato darebbero,temo,uno spettacolo pietoso…..

  2. Non esiste? Calvisano e Viadana sono in Lombardia e quanto a tesserati, per quel che vuol dire in questa situazione federale, basta informarsi. C’è anche un’accademia, pardon CFP, u18, tanto per gradire, oltre alla Francescato in provincia di Città del Capo. Quanto alle milanesi, a vivai son sempre state bene. Da ultimi, gente come Morisi, Ragusi, Ferrari, Mbanda, o Simone Rossi che meritava di sicuro la Celtic, giusto per ricordarne qualcuno.

    1. Be l’idea di avere un alternativa all ‘olimpico per le partite della nazionale, non può lasciare indifferenti, visto l’esodo che costringe mezza Italia all’ indirizzo della capitale che non risponde mai in numero di spettatori. Se vogliamo che cambi qualcosa sul piatto della bilancia si dovrà partire da qualche cosa !! Per il bene del rugby che è lo sport più bello del mondo

    2. Per non esiste intendo dire che non è il primo pensiero dei lombardi per quel che riguarda lo sport. Purtroppo in Piemonte,la mia regione,è lo stesso.

    3. Poi il rugby manca dai centri di una certa importana:MIlano,Bergamo,Brescia ( e per manca intendo,oltre che nella quotidianità sportiva,anche come sport giocato ad un certo livello)

  3. Lo stadio di San Siro il rugby nazionale non lo riempirebbe mai,nemmeno se venissero a giocare gli all black ogni domenica.Meglio dedicarlo allo sviluppo dei cosiddetti sport minori(che poi spesso sono “maggiori”di quelli che sono i più seguiti.

    1. Quando hanno giocato un test match contro gli all blacks lo stadio era sold out…ero li al terzo anello e lo posso confermare. Secondo me a milano verrebbe molta più gente che a Roma anche per vedere il sei nazioni. Anche solo a livello logistico è molto meglio. Per raggiungere l’ olimpico ho dovuto camminare dalla metro per almeno 20 min…

  4. Tralasciabdo le battaglie meglio Roma o Milano per la Nazionale, non c’e’ dubbio che San Siro dovra’ trovare una maniera per essere utilizzato in maniera sostenibile per non divenire una cattedrale tenuta in piei e che casca in disuso e diventa un serie di calcionacci cche cadono.

    Puo’ essere il rugby uno degli sport ad avvantaggiarsi? Certo che potrebbe, anzi dovrebbe interessarsi, e nessuno dice di cancellare totalmente Roma ma per la Nazionale utilizzare anche San Siro (non credo per il 6N sia fattibile ma magari la si riesce anche a vendere al board come idea).

    Per una franchigia? Studi sulla sostenibilita’ della cosa sono necessari prima di fare un salto nel vuoto che potrebbero creare costi assurdi, ed assicurarsi l’interessamento e coinvolgimento di privati che vogliono investire seriamente sulla franchigia. Insomma servirebbe un business plan serio e ben fatto che dimostri che l’idea sul piatto senza dubbio interessante ha delle basi su cui fondarsi.

    1. La franchigia non avrebbe basi economiche(non credo che la Federazione sia così ricca da potersi prmettere un’altra,a malapena ce la fa con le Zebre) e le uniche squadre che ossono costituirla sono,come ci ricorda malpensante,Calvisano e Viadana. Mi sembrano deboluccie come basi

      1. L’idea sarebbe un trasloco delle Zebre e si dovrebbe provare a pensare di coinvolgere privati nuovi.
        Si deve dimostrare la sistenibilta’ in caso del progetto, e vale la pena provarci invece che dire no e basta. Se un business plan sensato non sara’ possibile presentarlo allora niente

        1. I privati a Milano non mancherebbero – ma non mancavano nemmeno a Parma – il punto rimane sempre il rugby come sport dall’appeal giusto per investirci. Col basket Milano ci ha azzeccato, e ora si parla anche di un nuovo palasport.
          Il rugby dovrebbe trovare qualche bravo mecenate tifoso che si mettessi di buona lena a abbiamo la voglia di buttarsi. Poi non credo che il Comune – specie se si tratta di far traslocare una franchigia che riceve diversi milioni (sicuri) dalla Fir – avrebbe grosse perplessità a dare in affitto uno stadio che altrimenti avrebbe diversi problemi di utilizzo.
          Mi spiacerebbe – ammetto – lasciare “abbandonato” uno complesso come il Lanfranchi, ma a quel punto la usi come casa dell’U20 e della femminile – che se la merita – e via.
          Vedremo. Troppe congetture e “si, ma”

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