Elezioni federali: lo stato dell’arte

Nel 2020 si voterà il nuovo presidente del rugby italiano, vediamo gli attuali candidati e i possibili scenari futuri.

Con l’anno olimpico che si avvicina, si avvicinano anche le elezioni all’interno delle varie Federazioni sportive. Nei mesi successivi ai Giochi di Tokyo 2020, dunque, verrà programmata l’elezione anche per eleggere il presidente della Federazione Italiana Rugby.

Dopo due mandati è quasi certa la ricandidatura di Alfredo Gavazzi, mentre al momento solo un candidato ha annunciato la sua discesa in campo. Ma attenzione, perché mancano ancora molti mesi e a breve ci saranno importanti novità. Vediamo, dunque, i candidati e i possibili scenari. Continua a leggere su OA Sport.

7 commenti su “Elezioni federali: lo stato dell’arte

  1. Il 21 Ottobre Michele Dalai (già editore, autore, speaker radiofonico che seguo per la sua trasmissione Ettore!, ora anche in TV) si è esposto sulla sua pagina FB con questo post:

    La prima persona singolare.
    Io sono capace, io sono adeguato, io ho l’esperienza necessaria, io ho le competenze, io ho giocato ad alto livello.
    Io.
    Le prossime elezioni federali sembrano già da ora un Festival dell’Ego.
    Ecco, io non ho giocato a rugby (per dirne una), ma mi è molto chiaro l’errore, il paradosso.
    Ho imparato che non esiste sport di squadra più perfetto, un meccanismo pensato per premiare il lavoro di 15 e non il narcisismo di uno.
    Per ripartire serve una squadra.
    Un amministratore delegato con esperienza nella gestione di società ed enti sportivi, un CFO inflessibile che eviti assalti alla cassa, un direttore commerciale che sappia vendere il prodotto, un direttore marketing che abbia visione strategica e sappia investire, un direttore della comunicazione non improvvisato e così via, fino alla direzione tecnica.
    Perché la FIR smetta di essere il giardino dei giochi di una classe dirigente drammatica, bisogna pensarne una diversa.
    Avere in mente quei nomi ancor prima di iniziare a correre.
    Il Presidente è quello che ci mette la faccia, indica la strada, pensa la strategia e poi si fa le foto in Tribuna d’Onore, va benissimo che sia così.
    Solo che senza gli altri 14 vale poco, vale uno, vale nulla.
    Quindi per rispondere alle sollecitazioni di questi giorni, dico che sì, io ci sono ma solo come parte di un gruppo e che il gruppo lo stiamo montando perché sia inattaccabile, serio e possa davvero cambiare la china faticosa degli ultimi anni.

    Hai qualche notizia sugli altri sodali?

  2. Per questioni lavorative ed associative, legate sempre al mio lavoro, ogni 1/2 anni devo partecipare ad elezioni di dirigenze e Cda di consorzi od holding, con più di 1000 soci. da ormai 25 anni. Quindi un minimo di esperienza ce l’ho. Quasi mai in tutto questo lavoro politico, trovo trasparenza e sincera voglia di fare qualcosa per gli altri. Tutti pensano alla ” cadrega”, alla medaglia, allo scudetto da sfoggiare e non fanno altro che il loro compitino e poco più. La Fir, poco si discosta da questo andazzo, se non che maneggia un bilancio più alto in temini economici. Non conta la formazione delle persone, non conta l’esperienza, non contano le competenze, conta solo la faccia da tavola ed il volemose bene, siamo tra ex giocatori che abbiamo fatto la mischia, eh!! Poveri noi…….

    1. Penso che tu stia toccando un punto importnate. La terza via di cui parla Duccio e che Michele Dalai conferma (grazie frac) e’ senza dubbio interessante, ma sarebbero i “foresti” quelli che vengono fuori dal sistema in una votazione che non e’ popolare come sembra spesso si sbaglia poensare ma a cui aprtecipano alla fine gli stessi “soci” da anni…e che alla fine votano sempre chi dentro il sistema promette piu’ favori…progtrammi, idee valgono poco in queste elezioni.

      Spero di sbagliarmi ma la mia sensazione e’ questa

      1. Purtroppo la mia sensazione è simile: alle piccole società che la nazionale vinca o perda frega il giusto (men che meno le franchigie). Ovviamente non si accorgono di quanto sia miope e poco lungimirante questo approccio, ma tant’è

  3. Così a naso la terza via non sarebbe male; temo, però, che a inizio giugno 2020 i magazzini della DHL, o sue concorrenti, saranno invasi di pacchi regalo con dentro palloni ovali.
    Autostrade intasate, consegna capillare in tutta Italia.

  4. Ne avessi trovato uno, in tanti anni di frequentazione dell’ambiente, di parole, di sfoghi… ne avessi trovato uno che fosse dichiaratamente alleato del Gavazzi. Uno che mi dicesse: io sono d’accordo con Gavazzi!
    Mai, eppure, alle prossime elezioni probabilmente vincerà ancora lui e la sua banda e tutto continuerà come ora, a discendere verso tonalità di grigio finora inesplorate.
    A me piacerebbe sapere almeno perché, com’è possibile.

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