Rugby 7s: Gavazzi e quell’accademia della discordia

Il presidente Fir ha puntato il dito contro le Fiamme Oro per i ritardi nella disciplina olimpica. Ma è proprio così?

“La proposta di una squadra nazionale permanente alle Fiamme Oro è caduta, perché Armando Forgione vuole vincere il campionato. Ora c’è una proposta dalle Fiamme Azzurre da valutare” ha detto Alfredo Gavazzi qualche giorno fa, nell’intervista che abbiamo riportato qui. Una frase che punta il dito, dunque, contro la Squadra della Polizia di Stato e il suo presidente.

Una dichiarazione che, però, ha fatto nascere dei malumori negli ambienti delle Fiamme Oro. Nessuna dichiarazione ufficiale, ben inteso, ma da fonti autorevoli R1823 ha avuto una ricostruzione diversa dell’accaduto. È riduttivo dire che le Fiamme Oro “vogliono vincere il campionato”, come ha affermato il presidente Gavazzi, ma semplicemente avrebbero rifiutato l’aut aut federale.

Per assegnare alle Fiamme Oro l’Accademia di rugby 7s, infatti, la Federazione avrebbe chiesto alle Fiamme di smantellare la prima squadra. Insomma, o l’Accademia o le Fiamme Oro XV. Una scelta che, però, le Fiamme Oro hanno ritenuto irricevibile e, dunque, ecco lo stop al progetto Accademia.

Un aut aut che poteva avere una sua motivazione, ma che – parere personale – cozza contro il deserto del 7s italiano. Creando un’Accademia, infatti, avremmo 12 ragazzi che si allenano tutto l’anno per, poi, partecipare a una manciata di tornei ristretti in pochi mesi, mentre starebbero fermi per il resto dell’anno. Con le Fiamme Oro in Top 12, invece, si potrebbero utilizzare i giovani che si allenano specificatamente per il 7s anche nel XV, dando loro comunque minuti giocati importanti anche in chiave di rugby olimpico.

Il passaggio, poi, al tavolo della Polizia Penitenziaria ha fatto sollevare le sopracciglia a molti, anche in ambienti rugbistici esterni alle Fiamme Oro. Un progetto che appare aleatorio, di sicuro non fattibile in tempi brevi, con molte variabili che andrebbero valutate prima di sbilanciarsi come ha fatto il presidente Gavazzi.

Foto – Rugby Europe/Rafal Gaglewski

4 commenti su “Rugby 7s: Gavazzi e quell’accademia della discordia

  1. Siamo alle comiche, comunque è chiaro che la Fed vuole mettere le manine sul Seven senza che altri possano dire la loro.
    In pratica un club di Seven non legato ad altre realtà del rugby nazionale, mah?!

  2. Pensandoci un attimo l’aut-aut per me aveva qualche senso, volendo (giustamente) convogliare energie e risorse sul Seven (che sappiamo bene ha bisogno di una struttura dedicata al 100%). Aveva però senso se in parallelo si creava un campionato italiano Seven che durasse almeno 5-6 mesi all’anno, magari sostituendo quella cavolo di coppa Italia, e/o creando un torneo con realtà di Top12 e Serie A.
    Poi ovvio che le FFOO se fanno il Top12 puntano a vincerlo. Certo, poi ci sarebbe da discutere di come ci sia una squadra “statale” in un torneo con squadre private (e manco vince), ma è altra annosa questione.

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