Affari italiani: Petrarca Padova, voglia di Pro 14

In un’intervista al Gazzettino il presidente Alessandro Banzato parla di “sogno celtico”, ma a R1823 risulta sia già qualcosa di più di un sogno.

“Sarebbe un sogno portare Padova in Celtic League. Però i sogni sono una cosa, i progetti un’altra. Diciamo che ci stiamo ragionando. Ma non mi chieda di più”. Questa frase è una bomba e a dirla è Alessandro Banzato, il presidente del Petrarca Padova, volto nuovo del rugby italiano e che appare avere le idee chiare.

“Se facciamo riferimento al pubblico e all’interesse che accenderebbe, penso proprio di sì. La rivalità col Benetton farebbe solo del bene ad entrambe e al rugby italiano” continua Banzato, allontanando i dubbi legittimi su una doppia presenza veneta in Guinness Pro 14 (che, poi, né Parma né Brescia ampliano così tanto il territorio coinvolto, a voler essere onesti eh…). Ma se sul Gazzettino si parla di ipotesi, a R1823 risulta ci sia qualcosa di più concreto di un semplice sogno.

Secondo le fonti di questo blog, infatti, se i sogni sono una cosa, i progetti esistono già. E un progetto sarebbe già stato consegnato alla Fir e ad Alfredo Gavazzi, nel quale il Petrarca Padova spiegherebbe sia il progetto sportivo sia quello economico, con il club veneto che garantirebbe i 4 milioni di copertura del budget che garantisce anche Benetton (liberando così i 3/4 milioni extra spesi per le Zebre).

Un progetto che arriva come un terremoto in un momento molto particolare per il rugby italiano e per la presenza del Belpaese nel Guinness Pro 14. Da tempo, infatti, si sta discutendo del possibile spostamento delle Zebre lontano da Parma. Da un lato resta in piedi, almeno a livello ipotetico, l’opzione Roma, dall’altra da tempo è forte la voce di uno spostamento delle stesse più a nord, casualmente in Lombardia.

L’ingresso, però, nel dibattito del Petrarca Padova porta a una variabile che rischia di scombussolare i piani fatti fino a ora. Perché con un progetto messo nero su bianco, ora la Fir dovrà valutarlo e motivare la futura scelta che, a questo punto, non sarà più obbligata come, almeno nello storytelling federale, è stato fino a ora.

Foto – Petrarca Padova/Fotovale

15 commenti su “Affari italiani: Petrarca Padova, voglia di Pro 14

  1. Così d’acchito e di pancia da simpatizzante del Petrarca mi piacerebbe. Razionalmente però sono sono convinto che sia la cosa migliore per il movimento rugbistico italiano. Con l’arrivo di Munari pensavo che fossero state gettate solide basi di collaborazione con il Benetton per fare della franchigia trevigiana una squadra non solo competitiva, ma con ambizioni fino ad ora inimmaginabili (in collaborazione anche con Mogliano e San Donà). Evidentemente mi sbagliavo, peccato

    1. già… sento odor di idee da mediano di mischia. Certo che questo potrebbe diventare il boomerang che che difende la posizione delle zebre a Parma. Con un progetto così sul tavolo voglio vederlo lo zio al che prova a spostare la franchigia federale nel cortile suo o di qualche amico… nessuno avrebbe le potenzialità celtiche di Padova

  2. i colori base sarebbero anche giusti…
    scherzi a parte sarebbe da ridere avere due venete (con rovigo fuori dai giochi dopo tanti strepiti qualche anno fa) in PRO14, e sarebbe da capire se lascerebbero alla cadetta del petrarca la possibilità di giocare nel campionato italiano, certo le strutture ci sono, le giovanili anche, lo stadio, con una rimodernata al plebiscito o una sistemazione all’euganeo di cui gioverebbe anche il balon, pure, se hanno i soldi davvero potrebbe essere indubbiamente un a soluzione interessante, alla fine hai un bacino di potenziali utenti alto e una rivalità non da poco, sarebbe privata quindi, pur lavorando in sinergia con la fed non avrebbe tutto il baraccone a carico, potrebbe portare risultati, molti meno soldi…
    io non ci credo molto, a meno che non si voglia espandere ulteriormente il pro14, ma sarebbe divertente vedere cosa ne verrebbe fuori

  3. Sono rimasto l’unico a pensare che per il rugby italiano la Celtic sia stata, sia e sarà un pozzo senza fondo dai risultati meno che nulli, negativi, e che avremmo dovuto ammettere l’evidenza e uscire 6 anni fa?

    1. non sei l’unico…

      Poi ormai siamo quasi alle comiche:
      Zebre a Roma, no a Milano no a Brescia…
      4 anni fa alla vigilia della tornata elettorale era tutto un parlare di Dogi, sul cui treno era prontamente saltato anche Zaia promette appoggi economici logistici, e chi piu’ ne aveva piu’ ne metteva.

      Poi corllata l’idea per I soliti bisticci su come spartirsi la torta (Zaione scomparso in un nanosecondo a quel punto) e ‘ toccata a Zambelli urlare e strepitare di voler far lui la seconda franchigia
      Oggi tocca al Petrarca farsi avanti…vorrai mica negarglielo?!

      la seconda franchigia a 50 km dall’altra…

    2. Buongiorno Mal,
      sono dell’idea che il rugby che abbiamo amato e vissuto con passione sia morto e sepolto e penso che ormai non si possa più prescindere dal professionismo.
      Con il rugby che si gioca oggi non bastano più 2 o 3 ore si allenamento per quattro giorni ma sopravvivi se ne fai più del doppio e per farlo non puoi avere un’altro lavoro.
      Non puoi nemmeno rinunciare al confronto internazionale perché solo con una visibilità quantomeno europea riesci ad attirare giocatori foresti passabile. Anche quelli servono.
      Se si riuscisse a fare un campionato nostrano composto da Club professionistici e dove le prime due (o una) vanno in Champions e almeno 2 in Challenge sarebbe splendido.
      In giro non ci sono danari e se anche ci fossero non verrebbero investiti nel rugby che non ha alcun appeal (guarda lo share in tv)
      Concludendo non vedo alternative al Celtic ma io sono miope, sportivamente ruspante e lontano dalle discussioni sui massimi sistemi.
      Passa un buon fine settimana.

      1. 2 milioni, rientro dei giocatori forti per non farli spremere, promozione dei prospetti. Siamo andati in Celtic così, e dopo due – tre anni erano 7, giocatori spremuti come limoni e fuga all’estero. Ottimo, abbondante e saggio proseguire: così sono diventati 10, giocatori iperspremuti e all’estero ci va nessuno. Ma perché interessano nessuno. Non è che Robinson siccome l’isola era deserta se l’è tagliato. Buona anche a te.

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