Mondiali 2019: Giappone super, Scozia ko e nipponici ai quarti

Si è conclusa a Yokohama l’attesissima sfida che assegnava l’ultimo posto utile per i quarti di finale.

Temevano il tifone Hagibis, hanno subito il tornado Fukuoka. Gli scozzesi vengono eliminati dalla Rugby World Cup perdendo nettamente la sfida verità contro un Giappone indiavolato, che dopo la prima meta di Russell domina il campo, segna tre mete nel primo tempo e a inizio ripresa chiude il discorso con un Kenki Fukuoka scatenato. Scozia che si sveglia nel secondo tempo, ma la qualificazione è troppo lontana e fanno festa i nipponici.

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GIAPPONE – SCOZIA 28-21

Domenica 13 ottobre, ore 12.45 – International Stadium Yokohama
Giappone: 15 William Tupou, 14 Kotaro Matsushima, 13 Timothy Lafaele, 12 Ryoto Nakamura, 11 Kenki Fukuoka, 10 Yu Tamura, 9 Yutaka Nagare, 8 Kazuki Himeno, 7 Pieter Labuschagne, 6 Michael Leitch, 5 James Moore, 4 Luke Thompson, 3 Jiwon Koo, 2 Shota Horie, 1 Keita Inagaki
In panchina: 16 Atsushi Sakate, 17 Isileli Nakajima, 18 Asaeli Ai Valu, 19 Uwe Helu, 20 Hendrik Tui, 21 Fumiaki Tanaka, 22 Rikiya Matsuda, 23 Ryohei Yamanaka
Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Chris Harris, 12 Sam Johnson, 11 Darcy Graham, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw, 8 Blade Thomson, 7 Jamie Ritchie, 6 Magnus Bradbury, 5 Jonny Gray, 4 Grant Gilchrist, 3 Willem Nel, 2 Fraser Brown, 1 Allan Dell
In panchina: 16 Stuart McInally, 17 Gordon Reid, 18 Zander Fagerson, 19 Scott Cummings, 20 Ryan Wilson, 21 George Horne, 22 Pete Horne, 23 Blair Kinghorn
Marcatori: 7′ m. Russell tr. Laidlaw, 19′ m. Matsushima tr. Tamura, 26′ m. Inagaki tr. Tamura, 40′ m. Fukuoka tr. Tamura, 43′ m. Fukuoka tr. Tamura, 49′ m. Nel tr. Laidlaw, 55′ m. Fagerson tr. Laidlaw

Foto – Rugby World Cup

14 commenti su “Mondiali 2019: Giappone super, Scozia ko e nipponici ai quarti

  1. Di nuovo un gran Giappone, un Giappone che nei primi 40-50 minuti gioca nettamente meglio e segna 4 mete.
    I cambi danno energia alla Scozia, ma Giappoine che dimostra di poter anche saper soffrire se necessario e di poter anche appliare tattiche per far passare il tempo.
    Vincono i Giappoinesi il girone e lo fanno stra-meritatamente, avendo battuto Irlanda e Scozia strameritatamente in entrambi i casi.

    Le loro sono vittorie che vengono da lontano, da un movimento che ha saputo costruire mattoncino dopo mattoncino e che oggi raccoglie i risultati, si e’ un Mondiale giocato in casa e forse questo li aiuta ma non credo che tutte le Nazionali di seconda fascia avrebbero saputo fare altrettanto.

    Sorge ora una domanda, alla vigilia molti giornalisti (ed anche il sottoscritto) li avevano indicati come possibile sorpresa, e qualcuno aveva bollato il tutto come un “tormentone (come è accaduto in questi ultimi anni con quello tra Italia e Georgia) serva per creare un minimo di suspance, negli altrimenti scontati risultati dei gironi.” chissa’ se oggi inizieranno ad avere un po’ piu’ rispetto per questi “tormentoni”

    Scozia: la sconfitta netta alla prima con l’IRlanda li aveva messi subito in una situazione in cui non potevano piu’ sbagliare una aprtita, oggi nel secondo tempo son sembrati rientrare piu’ grazie all’orgoglio ed alla volonta’ che ad una struttura di gioco e convinzione vera e propria, la squadra sembra aver raggiunto il plateau ed ora si dovranno domandare come risucire a spostare questo plateau ulteriormente.

  2. Per la premiata serie “le partite della vita”, alla faccia di proclami e dichiarazioni, e senza aver 20 anni di grandi tornei con “le grandi”. Chapeau a Joseph e ai suoi giocatori, ma Townsend dovrà farsi tante di quelle domande domani che metà basta, che gli ha regalato un tempo e ancora non capisco perchè

  3. Come chi scrive prima di me: “Le loro sono vittorie che vengono da lontano, da un movimento che ha saputo costruire mattoncino dopo mattoncino e che oggi raccoglie i risultati” E’ così ed è quello che sta intorno alla palla ovale, infatti, i loro mattoncini sono cementati da un irreprensibile morale e un forte professionismo. Si credeva che non corressero neanche e, senza tanti schiamazzi mattoncino su mattoncino, si sono presi il bronzo nella 4×100 maschile ai Mondiali di Doha. I nostri invece fanno la pubblicità in televisione

  4. Vorrei capire come il Giappone che non partecipa a nessuno dei grandi tornei mondiali, e non mi pare abbia una storia rugbistica superiore all’Italia batte Irlanda e Scozia e riesce a qualificarsi per i quarti in due edizioni consecutive dei mondiali mentre l’Italia che partecipa al 6 nazioni e che aspira ad essere una tra le nazionali più forti d’Europa fa fatica a battere la Namibia e il Canada.

    1. Federico, sono il primo a criticare l’Italrugby e la Fir, ma dire che ha fatto fatica a battere Namibia e Canada è una fake news. Diciamo che noi da anni non battiamo Scozia e Irlanda, mentre il Giappone sì. E già questo è un problema per una Federazione da 42 milioni di euro e che da 20 anni gioca nel 6 Nazioni.

      1. Duccio verissimo, l’Italia non ha fatto fatica a battere Canada e Namibia, ma oggi dopo 20 di 6N e’ ancora il massimo risultato a cui si aspira, e si prende come un sucesso una spedizione Mondiale con questi risultati. E non e’ perche’ c’erano aB e Boks nel girone, fossero state Irlanda e Scozia a battere l’Italia si sarebbe scritto (non tu ma in federazione e nei siti amici) che “alla fin fine non li battiamo al 6N come si puo’ pensare di farlo ai Mondiali”.

      2. Mi pare che essere arrivati nel sei nazioni per il movimento rugby sia stato un traguardo non una motivazione ad andare oltre In questi mondiali solo Campagnano e Polledri hanno dimostrato con le loro prestazioni di essere a livello internazionale. Io abito in provincia di Treviso e qui il rugby è una realtà. Ma mentre nel calcio e nel basket i ragazzi sono spinti ad andare sempre oltre alla singola prestazione, nel rugby basta una partita a segnare una carriera. Questo lo vedo anche nelle squadre di club. Treviso e le Zebre hanno raccolto tre sconfitte nelle prime tre partite e nei quotidiani locali ma anche in quelli più specializzati la giustificazione è stata che i titolari sono impegnati in Giappone. Ma cosa dovrebbero dire i club Irlandesi o Gallesi. Per me ai nostri ragazzi manca la mentalità. Si sentono comunque un elite e non pensano di dover dare nulla in più di quello che fanno per raggiungere l’obbiettivo minimo che si sono prefissati.

  5. E che questo insegni qualcosa ai nostri dirigenti. Il Giappone con umiltà, determinazione e impegno è diventata una bella realtà del rugby e adesso dovrà continuare su questa strada. Inutile dire che a questi risultati ci sono arrivati programmando a lungo termine. Cosa che noi non abbiamo mai fatto.

  6. Una cosa che notavo con altri, il gran lavoro di Joseph!
    Ha preso una squadra che sembrava avesse raggiunto il massimo con EJ, ha saputo costruire dalle solide basi di EJ ma sviluppare un nuovo gioco, migliorando alcuni aspetti come i set pieces e dando alla squadra un gioco che ha saputo adattare poi contro gli avversari del girone.
    UYn bravo a lui per questa qualificazione e’ senza dubbio dovuto

    1. Mi ha stupito moltissimo la loro confidenza con gli offload e il gran lavoro sul gameplan, con l’Irlanda così come oggi. Forze un po’ indietro in mischia chiusa. Rimango convinto che il giocare in casa li abbia aiutati, più che altro mettendoli nella migliore condizione possibile per fare l’impresa. Poi l’essere riusciti a metterla in atto è certamente tutto merito loro. Complimenti, quanta invidia….

      1. Vorrei aggiungere una cosa e parlo da appassionato e non da tecnico. I Giapponesi sono andati in campo credendoci alla possibilità di vincere, con la mentalità giusta! Il rugby è uno sport che non lascia alternative: ci devi credere fino all’ultimo anche se può sembrare pura follia. Devi ritenere di poter vincere o è meglio non scendere in campo. Questo dovrebbero fare i nostri e in parte lo stanno facendo: scendere in campo pensando di poter vincere anche se la matematica dice altro, fottendosene di tutto e in particolar modo di coloro che attendono le loro vittorie per farsi belli, e badando ad onorare lo sport e la maglia che indossano

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