Italrugby: Sanguin “Il recupero di Minozzi eccezionale”

Intervista esclusiva di R1823, a firma Federico Falcone, al preparatore atletico azzurro.

Manca meno di un mese all’avvio dei Mondiali di Giappone 2019. Tante le attese, le speranze e i dubbi attorno all’Italia. Anche da un punto di vista fisico. Con molti azzurri reduci da problemi fisici, mentre nell’ultimo anno tanto è cambiato nella preparazione fisica. Abbiamo sentito Giovanni Sanguin, preparatore atletico dell’Italrugby.

Partiamo dal principio, cioè da giugno: come ha trovato i giocatori e su cosa avete lavorato in questa prima fase?

I ragazzi erano in condizione fisica già buona, quando ci siamo ritrovati per la prima volta. Su ognuno di loro abbiamo fatto una precisa anamnesi e sviluppato, poi, un programma ad hoc, certosino e calzante sulle loro caratteristiche e necessità che tenesse conto, però, anche dei rispettivi punti deboli e punti di forza. Devo dire che c’è stata un’ottima sinergia tra lo staff atletico e i preparatori delle franchigie, che ringrazio per l’egregio lavoro svolto. E’ stata una collaborazione estremamente soddisfacente, non posso negarlo.

Cosa può dirci circa il work rate svolto con i singoli?

Ho trovato bene quasi tutti. Erano tutti a conoscenza del fatto che gli allenamenti avrebbero dovuto rispecchiare il coefficiente d’intensità e ritmo di una partita di alto, se non altissimo, livello. Personalmente posso dire che la rivelazione è stato Minozzi, il quale era reduce da un grave infortunio. Ha svolto un lavoro di recupero eccezionale. Era un punto di domanda, un’incognita, che, però, ha sorpreso senza alcuna rimostranza. Possiamo considerarlo recuperato al 100%, sia da un punto di vista fisico che mentale. Cosa tutt’altro che scontata. E’ un ragazzo molto dedito al lavoro e adesso ha ripreso fiducia sulle proprie condizioni. Cristiano Durante, con lui, ha svolto lavoro incredibile. Ora Minozzi ha una stabilità notevole. Cheapeau a Durante, assolutamente.

Su Ghiraldini, invece c’è un po’ di preoccupazione…

Con Leonardo Ghiraldini stiamo svolgendo un lavoro meticoloso, accelerando leggermente i tempi dove possibile. Ha una grande forza di volontà e sta mettendo tutto se stesso per tornare al meglio. Saranno decisive le prossime tre settimane. La condizione degli altri ragazzi non è preoccupante, anzi, il livello di preparazione collettiva e individuale è molto buono.

Sergio Parisse è al suo quinto Mondiale. Cosa possiamo aspettarci dal capitano?

Sergio Parisse ha una qualità muscolare rara, anche da trovare in giro fra altri suoi colleghi. E’ tra i giocatori più forti che io abbia mai avuto, se non il più forte. Sono moderatamente ottimista sul fatto che potrà fare un grande mondiale.

Sempre più imprescindibile è il supporto tecnologico…

Vero, oramai non è più possibile lavorare senza un supporto tecnologico adeguato, a partire dalla misurazione gps. Ormai è inevitabile, ma non è un problema. E’ come lavorare con una macchina di venti anni fa e una nuova, più attuale. Tutto un altro mondo.

Gli azzurri di oggi, di questa generazione, sono più pronti fisicamente rispetto a quelli delle scorse generazioni?

Si è alzata la qualità media degli allenamenti e delle preparazioni con le accademie. Ora iniziamo a raccogliere i frutti di anni di franchigie, di training personalizzati, di qualsiasi cosa svolta su misura. Il Guinness Pro14, poi, è tra i campionati con il ritmo più alto, quasi ai livelli di quello della Premiership inglese. I numeri ci giocano contro, nel senso che non raccogliamo quanto meriteremmo, ma la crescita è assolutamente evidente.

Ultimo step da compiere?

Sia il lavoro fisico che quello tecnico sono stati fatti, ma ora bisogna consolidarli. Tocca al ritmo e, in ultimo all’aspetto. Da questo punto di vista è fondamentale tenere botta, dobbiamo essere su col morale e con l’atteggiamento. Dobbiamo crederci, sempre e solo crederci. Guardare al futuro step by step e non in maniera globale altrimenti ci sono troppi pensieri da tenere a mente. Occhi sulla Francia, poi sull’Inghilterra. Poi recuperare fisicamente e mentalmente. Bisogna lavorare a compartimenti stagni e ragionare di volta in volta. Dobbiamo pensare come a una catena dove affrontare un anello per volta, partita per partita, settimana per settimana. Dopo di che contano solo le motivazioni e il crederci.

Foto – Corrado Villarà

2 commenti su “Italrugby: Sanguin “Il recupero di Minozzi eccezionale”

  1. Suppongo abbiano impostato la preparazione per arrivare al top con il Saf, tanto tutto quel che verra’ dopo sara’ comunque in secondo piano. Vedremo se questo bastera’ ad impensierire degli springbocks che sembeano in un buon periodo, nonostante le recenti polemiche. In bocca al lupo.

    1. Sanguin ha ampiamente dimostrato di non essre all’altezza del ruolo che ricopre e per il quale viene pagato. Mi sembra abbiano chiamato altra gente per colmare le lacune atletiche dei giocatori italici. In realtà, tali lacune erano presenti già nelle 2 franchigie e, a cascata, in tutto il movimento. Ergo, non vedo cosa possa dire di interessante

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